Nuova seduta all'insegna delle vendite per le principali Borse europee, che hanno chiuso tutte in territorio negativo.
A pesare sugli indici sono stati sia il nuovo rally del prezzo del petrolio, alimentato dai timori per un'eventuale ripresa degli attacchi Usa in Medio Oriente, che il rialzo dei rendimenti dei bond governativi. In questo contesto, il Tesoro statunitense ha collocato in asta titoli decennali per un valore di 39 miliardi di dollari, con un rendimento al 5,3%, il livello più alto dal novembre 2000.
A Francoforte il Dax ha ceduto l'1,21%, mentre a Parigi il Cac 40 ha perso lo 0,51%. Ancora una volta maglia nera è stato il FTSE Mib che ha chiuso la quarta seduta della settimana in discesa dell'1,35% a 49.297,88 punti.
A Piazza Affari, a pesare maggiormente sono state le banche, con l'indice di settore in calo del 2,9%.
Dal punto di vista operativo continua a indebolirsi il quadro grafico dell'indice italiano, il cui successivo obiettivo è situato sui 49.021 punti, dove transita la media mobile di lungo periodo. L'eventuale violazione di queste aree dovrebbe aprire la strada a ulteriori ribassi verso i 48.700 punti, minimi dello scorso 18 maggio.
Tra i titoli da monitorare a Wall Street troviamo PepsiCo, con il produttore di bevande e snack che sta beneficiando dei risultati trimestrali comunicati nelle scorse ore. Vediamo nel dettaglio i principali numeri.
PepsiCo: ricavi in crescita del 5,6%
Grazie all'aumento dei volumi sia nel comparto delle bevande sia in quello degli snack, PepsiCo ha chiuso il terzo trimestre con ricavi in crescita del 5,6%, a 25,27 miliardi di dollari. Il dato ha superato le attese degli analisti, ferme a 24,97 miliardi di dollari.
La crescita organica delle vendite si è attestata al 3,1%. In deciso aumento anche l'utile netto, passato dai 2,6 miliardi di dollari del 2025 agli attuali 3,05 miliardi di dollari. L'utile per azione si è attestato a 2,34 dollari, al di sopra del consenso degli analisti, pari a 2,30 dollari.
Grazie ai rimborsi tariffari, l'utile operativo è aumentato del 3%, raggiungendo quota 4,28 miliardi di dollari, mentre il margine si è contratto di 35 punti base, al 16,9%.
Nel dettaglio, i ricavi degli snack hanno mostrato un miglioramento rispetto al trimestre precedente, sostenuti dalla crescita dei volumi degli snack salati e dai guadagni di quota di mercato. Tali elementi sono stati parzialmente compensati da prezzi più bassi.
I ricavi delle bevande, invece, sono aumentati del 5%, soprattutto grazie alle acquisizioni effettuate nel corso dell'ultimo anno.
A livello geografico, resta da sottolineare la debolezza del Nord America, dove i volumi sono diminuiti del 4% nel comparto alimentare e del 3% in quello delle bevande.
Nel corso della presentazione dei risultati, l'amministratore delegato della società Ramon Lagarta ha rivisto al ribasso le previsioni sugli utili rettificati per il 2026, indicando ora una crescita compresa tra l'1% e il 2%, contro la precedente stima del 4%-6%.
Il manager ha inoltre ristretto le previsioni sulla crescita organica dei ricavi, ora attesa intorno al 3%, rispetto alla precedente forchetta compresa tra il 2% e il 4%.
Azioni PepsiCo: analisi tecnica e strategie operative
Vediamo ora come si stanno comportando le azioni PepsiCo sulla Borsa americana dopo la diffusione dei risultati trimestrali.
Con volumi in accelerazione rispetto alle sedute precedenti, la prima parte della giornata è all'insegna degli acquisti sul titolo, che guadagnando l'1,21% si porta sopra i 125 dollari.
Con un trend di fondo ribassista, il rialzo in corso può quindi essere interpretato come un normale rimbalzo tecnico all'interno della struttura grafica. Ecco come leggere i movimenti dei due titoli nelle prossime sedute.
Scenario rialzista
Con una configurazione grafica palesemente ribassista, dove le vendite hanno caratterizzato gran parte del 2026, per avere un segnale di forza i corsi dovrebbero spingersi sopra le prima aree resistenziali di breve periodo.
Queste sono situate a 133,8 dollari, che rappresentano gli ex supporti del 23 luglio scorso, violati al ribasso lo scorso 18 settembre.
Con il superamento di tali livelli si avrebbe un allegerimento della pressione ribassista, con un successivo target situato sui 141,5 euro, massimi dello scorso mese di settembre.
Lasciandosi alle spalle queste aree dovremmo assistere a ulteriori apprezzamenti verso i 146 dollari e successivamente i massimi degli ultimi 4 mesi a 149 dollari.
Scenario ribassista
Viceversa tutti i rimbalzi che non dovessero lasciarsi alle spalle i 133,8 dollari, potrebbero rappresentare delle occasioni per aprire posizioni short.
In questo caso aumenterebbero le possibilità di un ritorno sui minimi di ieri a 123,47 dollari, livelli che non si vedono dall'aprile del 2020.
Guardando un grafico mensile la perdita di questi livelli andrebbe a indebolire ulteriormente la struttura di fondo, aumentando il rischio di nuove estensioni ribassiste.
L'obiettivo successivo sarebbe situato sui 115,27 dollari e successivamente i 101,42 dollari, livelli che le azioni hanno toccato nel febbraio del 2020.
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