Le azioni Nvidia hanno sottoperformato Wall Street dall'inizio del 2026. Le quotazioni del titolo, infatti, sono cresciute solo del 5,59% quest'anno, a fronte di un rialzo del 73,7% del Philadelphia Semiconductor Index, l'indice che raggruppa i principali titoli del settore dei semiconduttori.
Secondo Bank of America, gli investitori sono preoccupati per quattro ragioni. In primo luogo, l'aumento dei costi della memoria impatta sui margini di Nvidia. La memoria HBM (High Bandwidth Memory) è infatti uno dei componenti più costosi delle GPU destinate all'intelligenza artificiale.
In secondo luogo, la concorrenza dei chip personalizzati ASIC (Application-Specific Integrated Circuit, ossia circuiti integrati progettati per svolgere un compito specifico) rischia di sottrarre quote di mercato alla società. Tra questi figurano le TPU di Google, i Trainium di Amazon e gli MTIA di Meta Platforms.
In terzo luogo, la base azionaria è molto concentrata. In sostanza, una quota significativa delle azioni è detenuta da un numero relativamente ristretto di investitori, per lo più grandi gestori patrimoniali come Vanguard, BlackRock, Fidelity, State Street e altri.
Infine, gli investitori non apprezzano particolarmente il fatto che l'ingente liquidità generata da Nvidia finisca per finanziare i fornitori, anziché essere utilizzata per remunerare gli azionisti attraverso dividendi e programmi di riacquisto di azioni proprie.
Le azioni Nvidia sono un'opportunità?
La sottoperformance delle azioni Nvidia potrebbe rappresentare un'opportunità interessante, soprattutto per quegli investitori che in passato hanno perso il treno dei rialzi. Ne è convinto Vivek Arya, analista di Bank of America, secondo cui il prezzo del titolo potrebbe raggiungere i 350 dollari, con un potenziale rialzo del 78% rispetto alle quotazioni attuali.
L'esperto ha spiegato perché, a suo avviso, le preoccupazioni degli investitori sono eccessive. Ritiene infatti che venga sopravvalutata la pressione dei costi della memoria HBM, poiché si sottovalutano "il potere di determinazione dei prezzi di Nvidia, la sua scala produttiva e i 119 miliardi di dollari investiti nella catena di approvvigionamento". Secondo la banca americana, i margini lordi del colosso di Santa Clara resteranno nella fascia media del 70%.
Arya affronta anche il tema della concorrenza dei chip personalizzati, osservando che questi semiconduttori esistono da anni, ma che "i ricavi delle GPU di Nvidia sono cresciuti di circa 700 volte dal 2015".
Infine, l'analista sottolinea come il rapporto price/earnings di Nvidia, pari a 18 volte gli utili attesi e ai minimi degli ultimi sette anni, "implichi una penalizzazione ingiustificata del 30-35% nelle stime dell'EPS per il 2027-2028 rispetto ai competitor growth". In altri termini, il mercato assegna a Nvidia una valutazione molto più bassa rispetto ad altre società a forte crescita, come se prevedesse un peggioramento degli utili futuri del 30-35%. Un'ipotesi che, secondo Bank of America, non trova riscontro nei fondamentali della società.
Cosa dice Forecaster.biz
Dal punto di vista strutturale, Nvidia rappresenta un'entità senza pari nel settore tecnologico, caratterizzata da una crescita dei ricavi impressionante e da margini di profitto molto elevati.
Le azioni hanno quasi decuplicato il loro valore in Borsa negli ultimi cinque anni e, nonostante ciò, appaiono ancora largamente sottovalutate se si osservano i fondamentali. Il fair value elaborato da Forecaster.biz è infatti pari a 331,87 dollari, superiore del 68,52% rispetto al prezzo di mercato di 196,93 dollari registrato in chiusura al Nasdaq nella seduta dell'8 luglio.