Nel giorno in cui la BoE ha lasciato fermi i tassi di interesse, le Borse europee hanno proseguito il loro recupero chiudendo le contrattazioni in generale rialzo. A sostenere gli acquisti è stato il nuovo calo del prezzo del petrolio, con il WTI che si avvicina alla soglia psicologica dei 100 dollari al barile.
In questo contesto il Dax e il Cac 40 hanno terminato in guadagno dello 0,77% e 0,57%. Con una Wall Street che al giro di boa vede i vari indici in deciso rialzo, il FTSE Mib ha terminato la 4^ seduta della settimana in guadagno dello 0,8% a 52.385,50 punti.
Dal punto di vista operativo le attese sono per un test sulle prossime aree resistenziali poste sui 52.500 punti. Con il superamento di questi livelli dovremmo assistere a una continuazione del recupero verso i 52.750 punti e a seguire la soglia dei 53 mila punti.
Tra le azioni che a Wall Street non riescono a beneficiare del sentiment positivo troviamo Lockheed Martin, nonostante il Gruppo della Difesa abbia sottoscritto un importante accordo. Andiamo a scoprire di cosa si tratta.
Lockheed Martin: accordo con il Dipartimento della Difesa USA
Il colosso della Difesa a stelle e strisce ha comunicato di aver firmato un accordo quadro con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. L'obiettivo è quello di accelerare la produzione e la consegna del missile tattico di nuova generazione AIM-260. L'arma, prodotta in joint venture con la United States Air Force e la United States Navy, è compatibile con diversi velivoli dell'Aeronautica e della Marina.
Lockheed Martin ha sottolineato che l'AIM-260 o Joint Advanced Tactical Missile offre una portata e un'efficacia superiori rispetto ai missili aria-aria esistenti, garantendo un vantaggio anche nei confronti dei caccia cinesi come il J-20. L'intesa raggiunta dovrebbe costituire la base per un contratto di approvvigionamento pluriennale, che in attesa dell'approvazione del Congresso garantirà una domanda a lungo termine.
Lockheed Martin ha precisato che, in base all'intesa, finanzierà gli investimenti necessari per aumentare la produzione. L'interesse verso questa nuova arma è arrivato nei mesi passati anche dal governo australiano, che ha annunciato un investimento di quasi 736 milioni di dollari per equipaggiare la Royal Australian Air Force.
L'accordo non solo andrà a rafforzare il dominio aereo dell'Australia, ma fornisce anche un deterrente credibile a sostegno della sicurezza degli Stati Uniti e dei loro alleati. L'intesa tra Loockheed Martin e il Dipartimento della Difesa è l'ultimo di una lunga serie. Nelle settimane passate erano stati firmati nuovi contratti per un valore vicino ai 150 milioni di dollari.
Azioni Lockheed Martin: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come stanno reagendo le azioni Lockheed Martin sulla Borsa statunitense e quali potrebbero essere i prossimi obiettivi. È una prima parte di giornata all'insegna delle vendite per il titolo Lockheed Martin, con le quotazioni che scambiano nei pressi dei 525 dollari.
Con un'impostazione di medio termine che rimane confermata al ribasso, nel breve periodo fondamentale sarà la tenuta dei minimi della passata ottava posti a 521,87 dollari. Scopriamo a questo punto le strategie da adottare per le prossime giornate.
Scenario rialzista
La conferma delle quotazioni sopra le aree menzionate potrebbe far ritornare gli acquisti. Il primo target rialzista sarebbe posto sui 545 dollari e a seguire i 560 dollari.
Con il superamento di questi livelli, dove troviamo sia la media mobile a 50 giorni che quella di lungo periodo, le azioni andrebbero a mettere sotto pressione l'indicatore daily del Supertrend a 565 dollari.
Lasciandosi alle spalle queste aree resistenziali si assisterebbe a un rafforzamento del quadro grafico. I prossimi target sarebbero posti a 580 dollari e a seguire i massimi degli ultimi 5 mesi a 610 dollari.
Scenario ribassista
Viceversa la violazione dei 521,87 dollari, andrebbe a rafforzare il movimento discendente partito lo scorso mese di agosto dai 610 dollari.
Il nuovo target ribassista sarebbe situato a 507,75 dollari, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 22 luglio, e successivamente i minimi del 2026 nei pressi dei 487 dollari.
La mancata tenuta di tali aree andrebbe a indebolire pericolosamente la struttura grafica primaria.
I prossimi obiettivi sarebbero posti sui 475 dollari e in seguito i 462 dollari.
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