Poche ore e la Fed alzerà il velo sulle proprie decisioni di politica monetaria. L'attesa del mercato è orientata a un innalzamento del costo del denaro di 25 punti base, in quello che sarebbe il primo incremento dei tassi negli ultimi 3 anni.
In questo contesto le Borse europee hanno terminato le contrattazioni in generale rialzo. A sostenere il sentiment la correzione odierna dei prezzi del petrolio e la stabilizzazione dei rendimenti dei titoli di Stato. Parigi e Francoforte hanno chiuso così la terza seduta della settimana in guadagno dello 0,64% e 0,55%
Con una Wall Street che al giro di boa vede l'S&P e il Nasdaq in rialzo dello 0,40% e 0,76% , il FTSE Mib ha guadagnato lo 0,80% a 51.969,12 punti. Dal punto di vista operativo il superamento dei 52 mila punti dovrebbe far proseguire il recupero dell'indice italiano. In questo caso i prossimi obiettivi sarebbero situati sui 52.250-52.300 punti e a seguire i 52.550-52.600 punti. Al contrario nuovi segnali di debolezza arriverebbero con il ritorno delle quotazioni sotto i 51.500 punti.
Tra le azioni che si stanno mettendo in luce a Wall Street troviamo Intel, con il colosso dei chip che starebbe trattando un accordo con la coreana SK Hynix. Andiamo a vedere di cosa si tratta.
Intel: accordo con SK Hynix per produrre chip negli USA?
Secondo alcune indiscrezioni di stampa Intel sarebbe in trattative con la sudcoreana SK Hynix, per permettere a quest'ultima di produrre per la prima volta sul territorio americano i suoi chip di memoria. Tra gli scenari rilanciati da Reuters, SK Hynix, leader a livello globale nel mercato High Bandwidth Memory, prenderebbe in affitto parte dell'impianto per semiconduttori che Intel ha pianificato da tempo in Ohio. Quest'ultimo nonostante i ritardi nella costruzione dovrebbe vedere l'avvio della produzione tra il 2030 e 2031.
Un'altra ipotesi sul tavolo potrebbe essere una joint venture tra SK Hynix, Intel e grandi società del cloud computing interessate a garantirsi forniture di memoria. Le trattative arrivano in un momento cruciale per Intel, che nel corso degli ultimi mesi ha fatto fatica a tenere il passo con i competitors nella produzione avanzata di chip, facendo affidamento in particolar modo a partnership con il governo per finanziare i propri piani di espansione.
L'eventuale intesa potrebbe inoltre sostenere gli sforzi dell'amministrazione Trump di riportare una quota maggiore della produzione di semiconduttori sul territorio americano.
Pur evidenziando che quelli in tatto tra le due società appaiono al momento colloqui solamente esplorativi, va menzionato come qualsiasi accordo per la produzione di memorie avanzate potrebbe però essere ostacolato dal governo sudcoreano, che considera sensibile questa tecnologia. L'ingresso di SK Hynix sul mercato americano non sarebbe comunque una novità, in quanto l'azienda sudcoreana ha già un impianto di packaging per chip in costruzione in Indiana.
Intel: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si stanno muovendo le azioni Intel sulla Borsa americana e quali sono le attese per le prossime giornate. Con volumi superiori alle sedute precedenti è una prima parte di giornata all'insegna degli acquisti per il titolo Intel, che con un guadagno del 5% si porta oltre i 102 dollari.
Con un'impostazione di breve periodo ascendente le attese sono per un test sui massimi degli ultimi due mesi situati sui 107 dollari. Scopriamo le strategie da mettere in campo al test di queste aree.
Scenario rialzista
Dal punto di vista operativo il superamento delle aree sopra menzionate andrebbe a rafforzare ulteriormente il quadro grafico. In questo caso i prossimi target sarebbero posti sui 115 dollari e a seguire i 121,52 dollari, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 7 luglio.
Lasciandosi alle spalle tali resistenze il nuovo obiettivo grafico sarebbe posizionato sui 130 dollari e successivamente i top assoluti nei pressi dei 140 dollari. Con il superamento di questi ultimi livelli si assisterebbe a nuovi apprezzamenti verso i 150 dollari, come prima tappa intermedia, e a seguire i 160-165 dollari.
Scenario ribassista
Al contrario il mancato superamento dei 107 dollari e una discesa dei corsi sotto i 94,5 dollari, minimi settimanali, andrebbe a riattivare il trend discendente di medio termine. La nuova fase correttiva potrebbe riportare le quotazioni verso i 91 dollari, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, e a seguire gli 86 dollari.
La perdita di questi sostegni spingerebbe i corsi sui minimi degli ultimi 5 mesi situati sugli 80 dollari. L'eventuale violazione dei livelli appena menzionati aprirebbe le porte per la chiusura del gap-up che il titolo ha lasciato aperto lo scorso 24 aprile a 68,28 dollari.
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