Il fallimento dei negoziati tra Usa e Iran per cercare di arrivare a un accordo per porre fine al conflitto in Medio Oriente, impatta negativamente sulle Borse europee, che inaugurano la nuova settimana all'insegna delle decise vendite.Il sell-off colpisce anche i listini asiatici, con il Nikkei e il Kospi coreano in calo dell'1%, mentre i listini cinesi perdono lo 0,3%.
Il blocco navale annunciato da Trump sullo Stretto di Hormuz, in risposta al mancato accordo tra i due Paesi, torna a spingere i prezzi del petrolio, con il Brent e il WTI che si riportano ampiamente oltre la soglia dei 100 dollari al barile.
Con i futures americani che anticipano un inizio di seduta in calo dello 0,65%, il FTSE Mib apre le contrattazioni in discesa dell'1% in area 47.100 punti.
Dal punto di vista operativo fondamentale per l'indice italiano sarà la tenuta dei 47 mila punti, per evitare un nuovo indebolimento del quadro grafico di breve periodo. In questo caso i primi obiettivi ribassisti sarebbero posti sui 46.750 punti. L'eventuale violazione dovrebbero spingere i corso a chiudere il gap-up lasciato aperto lo scorso 8 aprile in area 46.269 punti.
Tra le azioni da seguire a Piazza Affari troviamo Eni, dopo che Plenitude, controllata del cane a sei zampe, ha perfezionato l'acquisto di Acea Energia. Andiamo a scoprire i dettagli dell'operazione.
Eni: Plenitude perfeziona acquisto Acea Energia
Come era stato comunicato nel giugno dello scorso anno, Plenitude ha comunicato l'acquisizione del 100% del capitale sociale di Acea Energia e del 50% del capitale sociale di Umbria Energy. Grazie a questa operazione, approvata dalle autorità competenti, Plenitude acquisisce circa 1,2 milioni di clienti, dal cui perimetro sono esclusi i clienti elettrici vulnerabili, anziani, disabili o persone in difficili condizioni economiche, la cui gestione resta nell’ambito del Gruppo Acea.
Il corrispettivo versato, pari a circa 500 milioni di euro, tiene conto di un Enterprise Value di 448 milioni di euro, della cassa netta normalizzata al 31 dicembre del 2024 e degli altri aggiustamenti per ticking fee e leakage intervenuti, tra cui il dividendo distribuito in favore di Acea per circa 82 milioni di euro.
Una potenziale componente di prezzo aggiuntiva, che potrebbe raggiungere i 100 milioni di euro, sarà riconosciuta ad Acea sulla base delle performance operative da rilevare al 30 giugno del prossimo anno.
Per Acea l'operazione non solo servirà a fare cassa, ma anche a concentrarsi sulla gestione delle infrastrutture e delle reti idriche, settore dove il gruppo romano resta leader in Italia.
Per Plenitude è un passo fondamentale per espandersi nel Centro Italia, portando il proprio portafoglio a oltre 11 milioni di clienti complessivi, con l'obiettivo dichiarato di puntare forte sulle rinnovabili e sulla rete di ricarica per le auto elettriche.
Inoltre l'acquisizione consentirà alla controllata di Eni di anticipare gli obiettivi di crescita presenti all'interno del Piano strategico al 2028. Ricordiamo infine che Plenitude ha come obiettivo quello di raggiungere entro il 2030 il 15 GW di capacità rinnovabile a livello globale, 15 milioni di clienti e 30.000 punti di ricarica pubblici per veicoli elettrici.
Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire quali sono le attese sulle azioni Eni in Borsa italiana nel breve e medio termine. E' stata una settimana volatile e all'insegna delle prese di beneficio per il titolo Eni che, con un saldo negativo del 2,97%, ha chiuso le contrattazioni a 23,95 euro.
Dal punto di vista operativo la fase correttiva non ha indebolito il trend primario che rimane sempre confermato al rialzo.
Nel breve periodo le attese sono di una ripresa degli acquisti con un primo obiettivo sui 24,565 euro, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 8 aprile, e a seguire la soglia dei 25 euro.
Con il superamento di questi livelli si aprirebbero le porte per ulteriori apprezzamenti fin verso i 26,4-26,5 euro e a seguire i 27,30-27,40 euro, che rappresentano i top degli ultimi 18 anni.
Oltre queste ultime aree dovrebbero aumentare le chance affinché le azioni Eni possano andare a mettere sotto pressione i top assoluti, toccati il 13 luglio 2007, sui 28,95 euro.
In questo contesto tutte le fasi correttive che dovessero riportare le quotazioni fin verso i 22,2-22 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario, la perdita dei livelli sopra menzionati dovrebbe aprire la strada a una fase correttiva di breve periodo, con un primo obiettivo situato sui 21 euro e successivamente i 20,30 euro, dove troviamo la media mobile a 50 giorni.
La mancata tenuta di questi supporti farebbe proseguire le vendite prima in direzione dei 19,7 euro e successivamente i 18,454 euro, dove verrebbe chiuso il mini gap-up lasciato aperto lo scorso 19 febbraio.
La violazione di tali livelli dovrebbe spingere il titolo verso i 17,40-17,30 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la trendline ascendente che parte dai minimi toccati nel mese di aprile dello scorso anno.
La perdita di questi ultimi livelli andrebbe a indebolire il quadro grafico di medio periodo, con prossimi obiettivi i 16,53 euro dove transita la media mobile a 200 giorni.
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