Azioni Eni: proseguirà il rialzo in Borsa dopo i conti trimestrali? | Investire.biz

Azioni Eni: proseguirà il rialzo in Borsa dopo i conti trimestrali?

24 apr 2026 - 09:00

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Gli acquisti delle ultime sedute sono tornati a rafforzare il quadro grafico di fondo delle azioni Eni. Scopriamo quali sono i prossimi target dopo i conti trimestrali

Lo stallo delle trattative tra Usa e Iran con l'assenza al momento di una data certa per la ripresa dei colloqui di pace, continua a innervosire le Borse europee che aprono l'ultima seduta della settimana in territorio negativo.

Con i due Paesi che proseguono a mantenere i rispettivi blocchi dello Stretto di Hormuz, rimangono sempre sostenuti i prezzi del petrolio, con il Brent che si mantiene oltre i 105 dollari e il Wti sopra i 96 dollari.

Con i futures di Wall Street in guadagno dello 0,2% , grazie all'ottima trimestrale comunicata nella serata di ieri da Intel, il FTSE Mib inaugura le contrattazioni in ribasso dell'1% nei pressi dei 47.450 punti.

Dal punto di vista operativo la perdita dei 47.500 punti dovrebbe far proseguire la fase correttiva di breve periodo dell'indice italiano. I prossimi obiettivi sono posti sui 47.250-47.200 punti e successivamente la soglia dei 47 mila punti. Al contrario nuovi segnali di forza si avrebbero con il ritorno dei corsi sopra i 48 mila punti.

Tra le azioni da seguire a Piazza Affari troviamo Eni, dopo che il cane a sei zampe ha comunicato i conti dei primi tre mesi del 2026. Andiamo a leggerli nel dettaglio e analizzare il titolo dal punto di vista grafico.

 

Eni: ricavi trimestrali in aumento del 2%

In un contesto di mercato che è stato contrassegnato da incertezza nei mercati energetici e da una volatilità dei prezzi, Eni ha terminato i primi tre mesi del 2026 all'insegna della crescita.

Nel trimestre i ricavi sono aumentati del 2% a 22,96 miliardi di euro, mentre la produzione di idrocarburi è cresciuta del 9% a 1,8 milioni di barili al giorno. Su quest'ultimo dato un impatto positivo è arrivato dalle nuove scoperte esplorative di nuove risorse effettuate in Angola, Costa d'Avorio, Libia ed Egitto.

L'apprezzamento nel cambio Eur/Usd ha impattato negativamente sull'utile operativo proforma adjusted sceso del 4% a 3,54 miliari di euro. L’utile operativo adjusted è sceso del 7% a 2,42 miliardi di euro.

Il risultato netto adjusted è diminuito dell'8% a 1,3 miliardi di euro, rispetto ad attese poste a 1,29 miliardi di euro, mentre il risultato netto è sceso del 9% a 1,07 miliardi di euro.

Al 31 marzo l’indebitamento netto di ENI è salito a 16,48 miliardi di euro, rispetto ai 15,23 miliardi di inizio anno. Alla stessa data il leverage era pari a 0,23.

Nell’intero trimestre ENI ha registrato una generazione di cassa operativa pari a 1,43 miliardi di euro, mentre il flusso di cassa operativo è stato pari a 2,88 miliardi di euro.

Nel corso del primo trimestre gli investimenti organici sono stati pari a 1,87 miliardi di euro.

Durante la presentazione dei dati il Gruppo guidato da Claudio Descalzi di ENI ha fornito le stime finanziarie per il 2026, aggiornando alcuni numeri diffusi durante il Capital Markets Update tenutosi lo scorso 19 marzo.

Nello specifico il flusso di cassa operativo è atteso in aumento del 20%, rispetto alla previsione iniziale di 13,8 miliardi di euro, fronte di uno scenario aggiornato per il Brent pari a 83 dollari al barile.

Per quanto riguarda gli investimenti organici lordi e netti sono confermati rispettivamente a 7 miliardi e a 5 miliardi di euro.

Il management di ENI ha confermato l’incremento del 5% del dividendo del 2026 a 1,1 euro per azione. Inoltre, sulla base della revisione dello scenario e dell’aggiornata previsione del flusso di cassa operativo il 60% dell’upside rispetto al budget sarà destinato alla remunerazione degli azionisti sotto forma di ulteriore buyback, fino a un prezzo del Brent pari a 90 dollari/barile.

Tutto questo si traduce in un piano di riacquisto di azioni proprie incrementato di circa il 90% a 2,8 miliardi di euro, rispetto a una previsione iniziale che era posta a 1,5 miliardi di euro.

Nel caso in cui il Brent dovesse essere superiore a 90 dollari al barile, o con un incremento superiore al 50% dei prezzi del gas o dei margini di raffinazione previsti, il 100% dell’upside del flusso di cassa operativo sarebbe distribuito come dividendo straordinario nel corso dell'ultimo trimestre.

 

Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a scoprire quali sono le attese sulle azioni Eni in Borsa italiana nel breve e medio termine.

E' stata una giornata all'insegna degli acquisti quella di ieri per il titolo, la 3^ consecutiva, che con un guadagno dell'1,2% ha chiuso a 23,22 euro.

Con un trend primario impostato al rialzo le attese sono per una continuazione degli acquisti in direzione dei 23,7 euro, dove troviamo la trendline discendente di breve periodo che parte dai top toccati lo scorso 7 aprile, e a seguire la soglia dei 25 euro.

Con il superamento di questi livelli si aprirebbero le porte per ulteriori apprezzamenti fin verso i 26,4-26,5 euro e a seguire i 27,30-27,40 euro, che rappresentano i massimi degli ultimi 18 anni.

Oltre queste ultime aree le azioni Eni dovrebbero andare a mettere sotto pressione i top assoluti, toccati il 13 luglio 2007, sui 28,95 euro.

In questo contesto tutte le fasi correttive che dovessero riportare le quotazioni fin verso i 22,2-22 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.

Al contrario, la perdita dei livelli sopra menzionati dovrebbe aprire la strada a una fase correttiva di breve periodo, con un primo obiettivo situato sui 21 euro e successivamente i 20,30 euro, dove troviamo la media mobile a 50 giorni.

La mancata tenuta di questi supporti farebbe proseguire le vendite prima in direzione dei 19,7 euro e successivamente i 18,454 euro, dove verrebbe chiuso il mini gap-up lasciato aperto lo scorso 19 febbraio.

La violazione di tali livelli dovrebbe spingere il titolo verso i 17,40-17,30 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la trendline ascendente che parte dai minimi toccati nel mese di aprile dello scorso anno.

La perdita di questi ultimi livelli andrebbe a indebolire il quadro grafico di medio periodo, con prossimi obiettivi i 16,53 euro dove transita la media mobile a 200 giorni.

 

 

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