È stata una seduta all'insegna del sell-off per le principali Borse europee, che hanno concluso la terza seduta della settimana in deciso territorio negativo. Oltre alla risalita dei prezzi del petrolio e dei rendimenti obbligazionari, con il decennale USA al 5,35% e il trentennale al 5,72%, a innervosire il sentiment degli operatori è stato anche il rischio Francia, tra incertezza politica e conti pubblici.
In questo contesto è tornato a indebolirsi la moneta unica europea, che nei confronti del dollaro è scesa sotto la soglia degli 1,12. E mentre a Parigi il CAC 40 ha perso l'1,22%% e a Francoforte il DAX ha lasciato sul terreno l'1,27%, a Milano in questo clima di avversione al rischio il FTSE Mib è risultato la maglia nera in Europa. Per l'indice di riferimento di Piazza Affari gli scambi si sono chiusi in calo del 2,51% a 49.972,25 punti.
Con un quadro grafico in deciso indebolimento, gli operatori guardano all'importante soglia dei 50 mila punti come appiglio all'impronta rialzista dei mesi scorsi. La mancata ripresa di queste aree dovrebbe far proseguire la fase discendente, con successivi obiettivi i 49.342 punti, minimi degli ultimi 4 mesi, e successivamente i 49.021 punti, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo.
Tra le azioni che sono state oggetto di vendite a Piazza Affari troviamo Azimut. Oltre al generale sentiment negativo presente sui mercati, il titolo ha pagato pegno anche ai dati della raccolta di settembre. Andiamo dunque a vedere il newsflow e le prospettive grafiche per l'azione.
Azimut: a settembre raccolti 683 milioni di euro
È stato un mese in rallentamento quello appena passato per Azimut, la cui raccolta netta si è attestata a 683 milioni di euro, in netto calo rispetto agli 1,93 miliardi di euro registrati 12 mesi prima. Scorporando i dati, la raccolta nel risparmio gestito si è attestata a 364 milioni di euro mentre quella del risparmio amministrato a 319 milioni di euro. Con i dati di settembre, da inizio anno la raccolta è arrivata a 10,86 miliardi di euro, in calo di quasi il 30% rispetto ai 15,34 miliardi di euro dello stesso periodo 2025.
All'interno di questo perimetro, le attività globali del Gruppo hanno generato flussi nel corso dei primi 9 mesi una raccolta di 5,9 miliardi di euro. Questa performance posiziona già ora la società oltre la parte inferiore del target strategico Elevate 2030, fissato tra 5 e 8 miliardi di euro su base annua.
Durante il mese passato è proseguita la buona performance dei mercati privati, la cui raccolta si è attestata a 460 milioni di euro. Da registrare, in questo settore, i buoni numeri provenienti dall'affiliata USA HighPost e dalla rete italiana. Per quanto riguarda il totale delle masse, queste sono cresciute del 12,7%, a 158,9 miliardi di euro.
Nel corso della presentazione dei dati il CEO della società, Alessandro Zambotti, ha sottolineato come le attività in Italia abbiano continuato a generare una performance eccellente, con una domanda da parte della clientela vicina a 800 milioni di euro tra mercati pubblici e mercati privati.
Da registrare inoltre che nel corso dell'ultimo mese si sono verificati deflussi per circa 695 milioni di euro dalla Turchia, legati a temporanee tensioni di mercato che hanno innescato vendite diffuse nel settore, senza per questo intaccare i solidi fondamentali del business.
Azioni Azimut: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si sono comportate le azioni Azimut a Piazza Affari e quali potrebbero essere le prospettive nel breve e medio termine. Con volumi superiori alla media giornaliera mensile, è stata una seduta all'insegna delle vendite per il titolo che, con una contrazione del 2,7%, ha chiuso a 36,75 euro.
Con un quadro grafico primario che rimane impostato al rialzo, il movimento odierno ha spinto le quotazioni a mettere sotto pressione la trendline ascendente che parte dai minimi del 2026, toccati lo scorso 23 marzo, e congiunge quelli toccati nello scorso mese di luglio. Scopriamo i vari scenari che potrebbero delinearsi su questi importanti livelli supportivi.
Scenario rialzista
Per porre un argine al trend discendente di breve, partito lo scorso 23 settembre, fondamentale sarà la tenuta dei 36,5 euro, dove transita la trendline rialzista sopra menzionata. Con la conferma di questi livelli, il titolo potrebbe porre le basi per una nuova ripartenza al rialzo. In questo caso, il primo obiettivo rialzista sarebbe situato sui massimi settimanali posti a 38,5 euro, dove transita la media mobile a 50 giorni.
Nel caso in cui tali aree dovessero essere lasciate alle spalle, si dovrebbe assistere a ulteriori allunghi, dapprima verso i 39,5 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, e a seguire verso i massimi assoluti toccati lo scorso 22 settembre a 40,39 euro. Lasciandosi alle spalle questi ultimi livelli, si assisterebbe a un deciso rafforzamento del quadro grafico, con possibili apprezzamenti verso la soglia dei 41 euro.
Scenario ribassista
Per contro, la perdita dei 36,7 euro non solo indebolirebbe il quadro grafico di medio periodo, ma aumenterebbe la pressione ribassista sul titolo. In questo caso sarebbero possibili ulteriori discese verso la media mobile di lungo periodo, posta a 36,18 euro. La violazione di quest'ultima area farebbe proseguire le vendite, con obiettivi a 34,42 euro e, successivamente, sul bottom degli ultimi 6 mesi, situato in area 33,18 euro.
Nel caso in cui anche talu supporto statico non dovesse arrestare la spinta ribassista, aumenterebbero le possibilità di un test sui minimi del 2026, situati a 30,74 euro toccati lo scorso mese di marzo.
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