Il clima sempre più teso sulla Groenlandia tra Europa e Usa, con Trump che minaccia dazi verso quei Paesi pronti a inviare militari nell'isola danese e l'Europa che studia una risposta decisa che secondo indiscrezioni di stampa potrebbe addirittura essere di dazi pari a 93 miliardi di euro, impatta negativamente sui mercati azionari europei. I principali indici di Borsa del Vecchio Continente inagurano così la settimana all'insegna delle vendite.
In una seduta che dovrebbe vedere volumi in calo, in scia alla chiusura di Wall Street, il FTSE Mib apre le contrattazioni in discesa di oltre l'1,3% in area 45.200 punti. Dal punto di vista operativo fondamentale sarà la tenuta dei 45 mila punti, per evitare un indebolimento della struttura grafica di breve periodo. In questo caso si assisterebbe a una continuazione della discesa prima in direzione dei 44.800 punti e successivamente i 44.650 punti, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo.
Tra gli asset da tenere sotto osservazione in queste ore troviamo l'oro, con i prezzi che si spingono sui nuovi massimi in scia alle rinnovate tensioni geopolitiche e commerciali. Andiamo a leggere le ultime news a riguardo.
Oro: la possibile guerra sui dazi spinge i prezzi sui top di sempre
Non si arresta la corsa dei beni rifugio e in particolar modo dell'oro, in scia ai timori di una nuova guerra commerciale che si gioca sul futuro della Groenlandia, con Trump pronto a tutto per di conquistare l'isola.
In questo contesto il presidente americano sul suo social,Truth, ha annunciato dazi del 10% a partire dal primo febbraio contro Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Finlandia, accusati di aver inviato delle truppe sull'isola.
Il presidente Americano ha inoltre sottolineato che le tariffe potrebbero salire ulteriormente dal prossimo 1 giugno fino al 25%, nel caso in cui non si dovesse trovare un accordo.
In questo contesto l'Europa sarebbe pronta a rispondere alle minacce di Trump, non solo con dazi che potrebbero superare i 90 miliardi di euro, ma anche con il cosiddetto strumento anticoercitivo che può limitare l’accesso delle aziende americane al mercato interno.
Le misure di ritorsione preparate dai Paesi europei avranno sicuramente un peso in occasione degli incontri che ci saranno in occasione del World Economic Forum di Davos, che prenderà il via nelle prossime ore.
Oro: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere quali sono le attese sull'oro nel breve e medio periodo. E' un inizio di settimana all'insegna dei rinnovati record per l'oro, con le quotazioni che si portano sui nuovi massimi assoluti posti oltre i 4.650 dollari.
Con un'impostazione che su tutti i time frame è al rialzo, le attese sono per una continuazione degli acquisti prima in direzione dei 4.750 dollari e a seguire i 4.800 dollari.
Nel caso in cui anche queste aree dovessero essere lasciate alle spalle, si avrebbe un ulteriore accelerazione rialzista fin verso i 4.900 dollari, con target intermedi sui 4.850 dollari. In questo contesto eventuali prese di beneficio fin verso i 4.400 dollari, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario la violazione di tali supporti dovrebbe aprire le porte a una fase correttiva più marcata, il cui primo obiettivo sarebbe situato sui 4.300 dollari, dove troviamo la media mobile a 50 giorni.
Nel caso in cui questi supporti non dovessero arrestare le vendite, si assisterebbe a una continuazione della discesa prima in direzione dei 4.250 dollari e a seguire i 4.150 dollari. L'eventuale perdita di questi ultimi libelli dovrebbe far proseguire il trend discendente verso i 4.100 dollari e a seguire la soglia dei 4 mila dollari, che rappresentano i minimi degli ultimi due mesi.
Fondamentale sarà la tenuta di tali supporti, per evitare un indebolimento del quadro grafico di medio periodo, con prossimi target i 3.900-3.880 dollari.
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