Uno degli sforzi più ricorrenti sui mercati azionari compiuto dagli investitori è quello di individuare delle società quotate a prezzo vantaggioso, ossia le cosiddette Bargain Issue. Chiaramente questa operazione non è semplice e le occasioni non si presentano all'ordine del giorno, ma anzi accadono in situazioni spesso molto particolari. Di seguito vedremo quali sono, dopo aver delineato nel dettaglio cosa sono le Bargain Issue e le loro caratteristiche.
Bargain Issue: definizione e caratteristiche
Una Bargain Issue può essere definita come un'azione che, sulla base di un'analisi approfondita, vale di più rispetto al prezzo al quale è venduta nel mercato. In verità, non basta questo per definirla, perché essa deve portare a un vantaggio considerevole per un investitore (un titolo che quota a un prezzo inferiore all'1% del suo valore reale non viene considerato una Bargain Issue).
A questo punto sorge spontanea una domanda: a quanto deve ammontare il vantaggio per l'acquirente? La risposta più immediata potrebbe essere: quello che garantisce una soddisfazione all'investitore in base ai propri obiettivi. Qui però si entra troppo nel campo della soggettività e quindi potrebbe valere qualsiasi plusvalenza per definire una Bargain Issue. In realtà, bisogna far affidamento a una soddisfazione "ragionevole", magari appellandosi a considerazioni di grandi esperti della finanza.
Secondo
Benjamin Graham, il padre del value investing, un vero affare che faccia parlare di Bargain Issue è quando il valore intrinseco calcolato per un'azione risulta almeno il 50% in più rispetto al prezzo di mercato. È chiaro che in tale contesto si restringe molto il campo delle possibilità di trovare una Bargain Issue. Tuttavia, ciò non implica che sia impossibile e anzi vi sono delle situazioni come vedremo che possono addirittura servire l'affare su un piatto d'argento.
Come valutare se un'azione è conveniente
La parte più difficile tuttavia non è tanto trovare una Bargain Issue, ma riconoscerla. In altri termini, saper calcolare il suo valore intrinseco per raffrontarlo a quello di mercato. Ogni esperto di analisi fondamentale applica un suo metodo e a volte i vari modelli possono dare risultati anche molto diversi. Graham riteneva che ci sono due strade che si possono seguire. Una è quella di stimare gli utili futuri di un'azienda e poi moltiplicarli per un fattore appropriato al singolo titolo. Se il valore risultante è abbastanza al di sopra di quello di mercato, allora il titolo può essere considerato un Bargain.
Un'altra via è determinare quanto vale realmente un'azienda per un proprietario privato. Anche qui, il valore scaturisce principalmente dalle aspettative degli utili futuri, ma tiene conto anche del valore realizzabile degli asset, con particolare enfasi agli attivi correnti e al capitale circolante.
Bargain Issue: come riconoscerla
Ci sono delle situazioni in cui il mercato continua a bastonare un'azione, ma andando in profondità non se ne ravvisano realmente motivi validi. Alcune spie, però, devono attirare l'attenzione.
Una è quella in cui l'effettiva situazione degli utili dell'azienda non viene riflessa nel prezzo di mercato. Detta in altri termini, quest'ultimo non riconosce i guadagni espressi nei bilanci. La ragione può essere attribuita anche a questioni contabili, ossia a modalità di determinazione delle poste che non esaltano alcuni valori.
Un'altra spia è quando un'azione viene venduta a meno del capitale circolante netto dell'azienda, ossia delle attività correnti al netto delle passività totali. Questo significa che in quel momento il mercato non sta dando alcun valore alle immobilizzazioni come macchinari, automezzi, stabilimenti, marchi, brevetti, ecc.
Infine, l'azione può essere impopolare e trascurata in un dato momento storico perché magari non va di moda e/o viene oscurata da altre che si trovano in una bolla (caso emblematico le società di Internet durante il periodo delle dot-com che mettevano in secondo piano tutte le altre).
In ognuno di questi casi, prima o poi il mercato tenderà ad allinearsi a quello che è il reale valore di un'azione, a meno che non subentrino altri fatti che ne determinano un ridimensionamento. Questi aspetti si riferiscono specificamente all'azione, ma possono esserci anche questioni generali che fanno aumentare il livello di sottovalutazione di un'azienda.
Ad esempio, se c'è una crisi generale di liquidità come avviene durante le grandi recessioni e i grandi tonfi di Borsa, sono in pochi che comprano e i prezzi tendono a scendere anche per le aziende dotate di fondamentali solidi. All'indomani della grande crisi del 2008 con il crollo di Lehman Brothers, c'era una quantità enorme di società finanziarie che scambiava con importanti sconti rispetto al valore contabile. Ciò rappresentò un'opportunità senza precedenti per acquistare a prezzi stracciati.
Fare l'affare
Per fare un affare con una Bargain Issue, è importante tenere presente che non tutti i titoli a prezzi stracciati costituiscono delle occasioni di acquisto irripetibili, anche se tali prezzi si trovano al di sotto del valore contabile dell'azienda. È importante prima di tutto che i fondamentali siano solidi, in secondo luogo che il mercato si stia temporaneamente sbagliando, infine che l'azienda abbia potenzialità di ripresa attuando magari piani di crescita, lanci di nuovi prodotti ed espansione del mercato.
Quanto tempo occorre aspettare affinché ci sia un allineamento tra prezzo di mercato e valore reale dell'azienda? E quanto può essere il guadagno finale? Ovviamente dipende da caso a caso. Di certo, nella maggior parte delle situazioni, è importante che l'investitore abbia la pazienza necessaria affinché il mercato riprenda la sua efficienza. Il guadagno potenziale è in funzione di quanto larga è la discrepanza tra valore intrinseco e prezzo di mercato. Tempistica e potenzialità di profitto non sono sconnesse. Talvolta, affinché si riesca a capitalizzare completamente l'utile potenziale bisogna aspettare un tempo che può essere anche abbastanza lungo.