I prezzi del petrolio hanno registrato un forte calo nella notte dopo l’annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, secondo cui Washington e Teheran avrebbero raggiunto un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz e la fine delle ostilità militari tra le due parti. Il movimento riflette l’allentamento del premio al rischio geopolitico sui mercati energetici.
Trump: “Accordo completo, Hormuz riapre”
In un post pubblicato su Truth Social, Trump ha dichiarato che “l’accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran è ora completo”, aggiungendo che lo Stretto di Hormuz sarà riaperto senza sistemi di pedaggio e che gli Stati Uniti porranno fine al blocco navale.
“Ships of the World, start your engines. Let the oil flow!”, ha scritto il presidente americano, sottolineando successivamente che la riapertura formale dello stretto avverrà venerdì, in concomitanza con la firma dell’intesa in Svizzera.
Secondo quanto riferito, la riapertura dello stretto consentirà la ripresa del traffico marittimo e delle attività di sminamento, con l’obiettivo di ristabilire la piena operatività di uno dei principali chokepoint energetici globali.
Rischio geopolitico in riduzione, mercati in rally
L’intesa arriva dopo mesi di tensioni che avevano fortemente ridotto il transito nel canale strategico: circa il 20% dell’offerta petrolifera mondiale passa infatti attraverso lo Stretto di Hormuz.
L’annuncio ha immediatamente innescato un movimento di risk-on sui mercati globali, con gli investitori che stanno rapidamente riducendo il premio di rischio legato all’instabilità in Medio Oriente. Secondo il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, mediatore nei negoziati, le due parti hanno concordato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano.
Nonostante il forte ottimismo dei mercati, alcuni analisti sottolineano che l’accordo non è ancora stato formalmente firmato e che permangono rischi di implementazione. Secondo diversi strategist, la reale normalizzazione dei flussi dipenderà dalla rapidità con cui il traffico marittimo e la produzione potranno tornare ai livelli pre-crisi, in un contesto ancora esposto a incertezze operative e geopolitiche.
Materie prime, petrolio WTI: le indicazioni del Forecaster

Le quotazioni del petrolio WTI proseguono al ribasso, raggiungendo il supporto chiave in area 79,50-80 dollari al barile, che rappresenta la parte inferiore del trading range in atto da marzo scorso.
Per quanto riguarda la stagionalità - analizzata con la piattaforma Forecaster - gli archi temporali selezionati mostrano una possibile fase ribassista fino all’ultima decade del mese, seguita da un possibile rimbalzo che potrebbe estendersi fino ai primi giorni di luglio.


Il tool “Pattern” della piattaforma Forecaster, con orizzonte temporale a 1 mese, evidenzia negli scenari “best match” e “short” una possibile continuazione del ribasso fino in area 62-60 dollari al barile, prima di un eventuale rimbalzo (guarda come funziona il tool “Pattern” di Forecaster Terminal).

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