Negli ultimi anni il software enterprise ha vissuto una profonda trasformazione, passando da semplice strumento di supporto operativo a piattaforme capaci di gestire, coordinare e automatizzare processi aziendali complessi. In questo contesto, Salesforce, ServiceNow e UiPath rappresentano tre delle realtà più significative del settore, accomunate dalla missione di rendere le organizzazioni più efficienti attraverso il cloud e l'intelligenza artificiale.
Sebbene operino in segmenti differenti, le tre società condividono un obiettivo comune: semplificare il lavoro delle imprese automatizzando attività, flussi operativi e processi decisionali.
Salesforce è leader nelle soluzioni di Customer Relationship Management (CRM), offrendo strumenti che consentono alle aziende di gestire in modo integrato vendite, marketing, assistenza clienti e relazioni commerciali. ServiceNow, invece, si è affermata come punto di riferimento nella gestione dei workflow aziendali, digitalizzando processi che coinvolgono funzioni come IT, risorse umane, finanza e procurement. UiPath completa questo ecosistema attraverso la Robotic Process Automation (RPA), tecnologia che permette a software robot di eseguire automaticamente attività ripetitive, riducendo tempi, errori e costi operativi.
Più che concorrenti, queste società sono complementari. In molte grandi organizzazioni le loro piattaforme convivono all'interno della stessa infrastruttura digitale. Un processo può, ad esempio, avere origine in Salesforce con l'acquisizione di un nuovo cliente, essere orchestrato da ServiceNow attraverso i flussi di approvazione e le attività interne, e infine essere eseguito automaticamente da UiPath, che aggiorna sistemi ERP, applicazioni legacy e database senza intervento umano.
A rafforzare ulteriormente questo legame è la crescente integrazione dell'intelligenza artificiale nelle rispettive offerte. Salesforce ha sviluppato soluzioni di AI generativa per supportare vendite e customer service, ServiceNow utilizza assistenti intelligenti per ottimizzare i workflow aziendali, mentre UiPath sta evolvendo dalla semplice automazione robotica verso un modello di "agentic automation", nel quale agenti intelligenti sono in grado di prendere decisioni ed eseguire attività sempre più complesse. La convergenza tra automazione e AI rappresenta oggi uno dei principali motori di innovazione del settore.
Un certificato con esposizione indiretta al settore Software as a Service
Dal punto di vista economico, Salesforce, ServiceNow e UiPath appartengono alla categoria delle software company enterprise basate su un modello Software as a Service (SaaS), caratterizzato da ricavi ricorrenti, elevata scalabilità e continui investimenti in ricerca e sviluppo. Per questo motivo sono frequentemente considerate dagli investitori tra i principali protagonisti della digital transformation e spesso figurano negli stessi indici e fondi dedicati al software e alle tecnologie cloud.
L'andamento delle azioni delle tre società può essere influenzato da numerosi fattori, tra cui le condizioni dei mercati finanziari, il contesto macroeconomico, l'evoluzione tecnologica, la concorrenza di settore e i risultati economico-finanziari delle singole società.
Salesforce, ServiceNow e UiPath sono i titoli sottostanti del Certificato Multi Cash Collect con Barriera emesso da Vontobel Financial Products con ISIN DE000VJ8K3P3. Emesso a marzo 2026 e quotato sul SeDeX di Euronext Milan, questo certificato prevede una cedola mensile di 2,25 euro, corrispondente a un rendimento potenziale annuo del 27% lordo, subordinato al fatto che, alla relativa data di osservazione, tutti e tre i titoli quotino ad un livello pari o superiore alla Soglia Bonus, fissata al 50% del prezzo iniziale di ciascun sottostante.
Nel caso in cui anche un solo titolo dovesse trovarsi sotto il 50% dello strike, la cedola del mese non viene corrisposta, ma resta in memoria: se in un'osservazione successiva le condizioni tornano favorevoli, le cedole saltate vengono liquidate insieme a quella corrente.
Il prodotto include anche una clausola di rimborso anticipato (Autocall). Alle date di valutazione mensili, se i prezzi di tutti i sottostanti sono pari o superiori al rispettivo Livello Autocall, coincidente con lo strike iniziale, il certificato si estingue e restituisce 100 euro di nominale più le cedole maturate. La prima finestra utile è caduta il 22 giugno 2026, l'ultima è fissata al 21 febbraio 2028.
Se il certificato non viene richiamato anticipatamente, alla scadenza del 13 marzo 2028 il rimborso dipenderà dall'andamento dei sottostanti. Se tutti i titoli avranno registrato una quotazione pari o superiore al rispettivo livello barriera, fissato al 50% del valore iniziale, l'investitore riceverà il valore nominale. In caso contrario, il rimborso sarà legato alla performance del sottostante con la performance peggiore (Worst Of), con conseguente esposizione al rischio di perdita del capitale investito, fino alla perdita totale.
Un Esempio Pratico
Ipotizziamo l'acquisto di 100 certificati al prezzo corrente di 97,30 euro (alle 9:15 del 15 luglio 2026), per un esborso di 9.730 euro. Se ogni mese tutti e tre i titoli restano sopra la soglia bonus, l'investitore incassa 225 euro di cedole (2,25 x 100). Con un richiamo in autocall dopo, ad esempio, sei osservazioni utili, oltre alle cedole percepite riceverebbe anche il rimborso di 10.000 euro di nominale, con una plusvalenza sul prezzo di carico.
Nello scenario opposto, se a scadenza uno dei tre titoli si trovasse sotto la propria barriera, il rimborso seguirebbe la performance del titolo peggiore, con una perdita in conto capitale (anche se la perdita potrebbe essere mitigata dalle cedole incassate nel corso della vita del prodotto).
Il prezzo attuale di 97,30 euro, sotto la pari rispetto al nominale di 100 euro, riflette la debolezza dei tre titoli sottostanti nell'ultimo trimestre e offre un ingresso con uno sconto implicito che si aggiunge al flusso cedolare, a fronte però di un rischio emittente e di mercato che resta significativo.
Dopo anni di espansione sostenuta dalla migrazione al cloud, molti titoli SaaS quotati a Wall Street hanno ceduto terreno nella prima metà del 2026, complice il timore che gli agenti di intelligenza artificiale possano sostituire porzioni crescenti delle applicazioni aziendali tradizionali.
Dall’emissione, il titolo Salesforce ha accumulato un passivo del 15,9%, ServiceNow ha lasciato sul campo il 7,13% mentre Uipath è l’unico a segnare una performance positiva (+5,38%). Finora, questo certificato ha pagato tutte le cedole mensili.
I tre sottostanti
Salesforce resta il punto di riferimento globale nel software di gestione delle relazioni con i clienti. Il titolo ha perso oltre il 35% da inizio anno, portandosi sotto quota 170 dollari contro uno strike di 192,49 dollari, con un margine ampio rispetto alla barriera fissata a 96,25 dollari. Il gruppo mantiene una crescita degli utili a doppia cifra e un buyback da 50 miliardi di dollari, elementi che gli analisti citano a sostegno di una possibile sottovalutazione.
ServiceNow ha condiviso la sorte del comparto, con un ribasso marcato nella prima parte dell'anno seguito da un recupero nelle sedute più recenti. Il titolo tratta oggi intorno ai 105 dollari, sotto lo strike di 114,37 dollari ma ancora distante dalla barriera di 57,19 dollari. La società continua a beneficiare di partnership strategiche legate all'intelligenza artificiale applicata alla gestione dei flussi di lavoro aziendali.
UiPath, il più piccolo e volatile dei tre nomi, ha ceduto oltre un quarto del proprio valore quest'anno, scambiando in area 12 dollari contro uno strike di 11,84 dollari. La barriera, fissata a 5,92 dollari, resta comunque distante. La società specializzata in automazione robotica dei processi presenta un basso indebitamento e un programma di riacquisto azionario, ma il titolo sconta ancora dubbi sulla sostenibilità della crescita in un mercato dove l'AI generativa ridisegna i confini dell'automazione stessa.
Rischi principali
L'investimento in questo certificato comporta diversi rischi che l'investitore deve valutare con attenzione prima di procedere all'acquisto.
- Rischio di mercato (worst-of): l'andamento negativo dei sottostanti, in particolare del titolo con performance peggiore, può impedire il pagamento delle cedole e ridurre il rimborso a scadenza; la struttura worst-of amplifica questo rischio rispetto a un'esposizione su singolo titolo.
- Rischio di perdita del capitale: se alla data di valutazione finale del 26 giugno 2028 almeno uno dei sottostanti si trova al di sotto della propria barriera, il rimborso è commisurato alla performance negativa del titolo peggiore, e la perdita può essere totale.
- Barriera condizionata: la protezione del capitale è valida solo se, a scadenza, il titolo peggiore non scende sotto il 60% del valore iniziale; in caso contrario, l'investitore è esposto a perdite anche significative in linea con la performance negativa del sottostante.
- Rischio emittente: il rimborso dipende dalla solvibilità di Vontobel Financial Products GmbH e del garante Vontobel Holding AG; in caso di insolvenza, l'investitore potrebbe perdere l'intero capitale, e il prodotto non è coperto da sistemi di garanzia dei depositi.
- Rischio di liquidità: la vendita prima della scadenza sul SeDeX di Euronext Milano può avvenire a condizioni meno favorevoli rispetto al valore teorico, e in circostanze di mercato estreme la vendita potrebbe non essere possibile.
- Rischio di mancato pagamento delle cedole: la cedola mensile è condizionata e non garantita; in assenza delle condizioni richieste, le cedole vengono accumulate in memoria ma non vi è certezza che vengano mai corrisposte.
- Volatilità del settore del software enterprise: Salesforce, ServiceNow e Uipath appartengono a un comparto sensibile al ciclo economico, alla concorrenza dei nuovi player e alle aspettative sui tassi d'interesse, fattori che possono generare oscillazioni marcate delle quotazioni.
Considerazioni finali
Il certificato con ISIN DE000VJ8K3P3 permette di ottenere un’esposizione indiretta all’andamento di Salesforce, ServiceNow e UiPath attraverso una struttura che prevede cedole condizionate, effetto Memory e meccanismo di rimborso anticipato (Autocall) secondo le condizioni stabilite nella documentazione d'offerta.
Alla data di rilevazione, il certificato quota a un prezzo inferiore al valore nominale; tale circostanza rappresenta una caratteristica del prezzo di mercato e non incide sui rischi connessi all'investimento né sulle modalità di funzionamento del prodotto. Il pagamento delle cedole, l'eventuale rimborso anticipato e il rimborso a scadenza dipendono dall'andamento dei sottostanti e dal rispetto delle condizioni previste dai Condizioni Definitive.
In particolare, qualora alla data di valutazione finale il sottostante con la performance peggiore quoti al di sotto del livello barriera, l'investitore sarà esposto alla relativa performance negativa, con conseguente rischio di perdita del capitale investito, anche significativa fino alla perdita totale.
Il certificato è inoltre soggetto al rischio di credito dell'emittente. L'investimento è pertanto destinato a soggetti in grado di comprendere le caratteristiche, i rischi e il funzionamento dei certificati d'investimento. Prima di assumere qualsiasi decisione di investimento è opportuno consultare il KID, il prospetto di base e le condizioni definitive dell'emissione.
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