A quattro anni dall’inizio del conflitto in Ucraina, il settore della difesa europea ha consolidato un ruolo strategico e permanente nei portafogli degli investitori, superando l’idea iniziale di un picco temporaneo di domanda. Quello che era nato come uno shock geopolitico momentaneo si è trasformato in un driver strutturale per gli investimenti, guidato da esigenze di sicurezza, autonomia industriale e stabilità politica.
La spesa militare continua a crescere sia in Europa sia negli Stati Uniti. In Europa, iniziative come ReArm Europe, introdotto dalla Commissione Europea, potrebbero mobilitare fino a 800 miliardi di euro per rafforzare la sicurezza del continente, sostenendo programmi pluriennali e creando una visibilità significativa per le aziende del settore.
Negli Stati Uniti, il budget della Difesa ha già raggiunto 1.000 miliardi di dollari nel 2026, con prospettive di ulteriori incrementi fino a 1.500 miliardi di dollari nel 2027 secondo le previsioni del presidente Trump, includendo anche nuove iniziative strategiche come il presidio della Groenlandia.
In questo contesto, le società del comparto possono contare su backlog consistenti e ordini pluriennali, fattori che aumentano la stabilità dei ricavi e la prevedibilità del business. Secondo gli analisti, questo livello di visibilità è uno dei principali motivi per cui gli investitori continuano a privilegiare le azioni della difesa, considerandole un tema strutturale piuttosto che tattico.
Oltre ai driver geopolitici, la crescita del comparto è sostenuta dall’innovazione tecnologica. Droni, missili, sistemi “dual-use”, sensoristica avanzata e software per la difesa rappresentano aree chiave di sviluppo e sono considerati il futuro dell’industria militare.
Questo mix di domanda strutturale, supporto governativo e progresso tecnologico rende il settore difesa europeo e statunitense un comparto attrattivo per gli investitori, con prospettive solide anche per i prossimi anni. Vediamo quindi un certificato esposto sul tema che offre rendimenti interessanti.
Premi Fissi Cash Collect Callable su azioni difesa: funzionamento del certificato
Per chi vuole investire sul comparto difesa, una soluzione potrebbe essere il certificato Premi Fissi Cash Collect Callable (ISIN NLBNPIT302E7) di BNP Paribas. Vediamo come funziona.
Il prodotto prevede premi mensili di 1,14 euro per ogni importo nozionale di 100 euro, pari a un rendimento potenziale annuo del 13,68%, a condizione che il certificato rimanga in essere e non venga rimborsato anticipatamente dall’emittente, possibilità prevista a partire dal sesto mese. La scadenza è fissata al 24 febbraio 2028 e il certificato è negoziato sul SeDeX di Borsa Italiana.
Il certificato è collegato a tre titoli del settore difesa europeo: Fincantieri, Leonardo e Saab. Fincantieri è leader nella costruzione navale, con un focus su navi militari e offshore. Leonardo, colosso italiano dell’aerospazio e difesa, opera in elicotteri, avionica e sistemi di sicurezza, mentre Saab, svedese, sviluppa veicoli militari, missili e sistemi avanzati di difesa.
Alla scadenza, il certificato prevede due possibili scenari: se tutti i sottostanti restano sopra la barriera del 55%, l’investitore riceve l’importo nozionale più tutti i premi mensili accumulati. Se almeno un titolo scende sotto la barriera, il rimborso finale sarà calcolato in base alla performance del peggior sottostante, con possibile perdita parziale o totale del capitale investito.
Attualmente, tutti e tre i titoli si trovano ampiamente al di sopra della barriera del 55%: Leonardo, al momento il peggior performer, è circa 43,7% sopra la barriera, Fincantieri al 44,2% e Saab al 45,1%, il che offre un margine di sicurezza significativo rispetto allo scenario peggiore.
Con questo strumento, l’investitore può quindi partecipare alle dinamiche positive del settore difesa europeo, beneficiando di premi periodici costanti, pur mantenendo il rischio legato alla performance dei singoli titoli.
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