Il mercato globale dell’abbigliamento sportivo è al centro di una transizione complessa ed estremamente polarizzata. Valutato quasi 395 miliardi di dollari nel 2023, il settore punta a sfiorare i 580 miliardi entro il 2029. La traiettoria di crescita ha subito un fisiologico rallentamento post-pandemico, assestandosi su un +7% annuo tra il 2021 e il 2024, con stime che indicano un ulteriore ammorbidimento al +6% per il quinquennio successivo, penalizzato dalle frenate in Europa e in Asia-Pacifico.
L'inflazione e la rinnovata cautela nella spesa discrezionale dei consumatori mettono alla prova la resilienza dei margini industriali, innescando una spietata battaglia per le quote di mercato. Da un lato i colossi tradizionali faticano a ritrovare slancio, dall'altro emergono aggressivi marchi "challenger" capaci di intercettare le nuove declinazioni dell’athleisure - il trend che fonde l'abbigliamento sportivo e quello per il tempo libero - e del fitness, ormai vissuto dai consumatori non più come un semplice passatempo, ma come una vera e propria espressione identitaria e di appartenenza a una comunità.
Sportswear: un certificato per incassare fino al 18% annuo
In uno scenario così complesso, posizionarsi con la semplice selezione dei singoli titoli azionari rischia di tradursi in una scommessa binaria troppo volatile. Una soluzione tattica alternativa, concepita per estrarre valore dalla vivacità del settore offrendo al contempo un cuscinetto protettivo contro le possibili correzioni ribassiste, è rappresentata dal certificato Memory Cash Collect Express emesso da Vontobel (ISIN
DE000VH1DPC1).
Il certificato si distingue immediatamente per la sua interessante dinamica di prezzo: attualmente è acquistabile sotto la pari, a circa 90 euro (90,30 alle 17 del 19 febbraio 2026) a fronte di un nominale di 100 euro. Questo sconto garantisce già in partenza un margine di capital gain implicito nel caso in cui il prodotto giunga al rimborso del valore nominale.
Ma il vero motore del rendimento risiede nel generoso flusso cedolare: il prodotto prevede il pagamento di un importo bonus mensile di 1,50 euro, equivalente a un 18% annuo, a condizione che in ciascuna data di osservazione il prezzo di chiusura di tutti e quattro i sottostanti non risulti inferiore alla soglia bonus.
Tale soglia, che fungerà anche da barriera alla scadenza finale, è stata fissata al 60% del prezzo di riferimento iniziale per ciascun titolo. Tradotto in termini operativi, l'investitore gode di un cuscinetto di protezione che tollera cali azionari fino al 40% rispetto ai valori di strike. A rafforzare l’attrattiva strutturale interviene l'effetto "Memory": qualora in un dato mese la debolezza anche di un solo sottostante impedisca il pagamento del premio, questo non andrà perso, bensì verrà "memorizzato" e corrisposto alla prima data utile successiva in cui tutti i titoli saranno tornati al di sopra della barriera. E, per sterilizzare la volatilità valutaria, il certificato è dotato dell'opzione "Quanto".
L'efficienza del capitale è inoltre ottimizzata dal meccanismo di estinzione anticipata (Autocall): da novembre 2025, con tutti i titoli a un livello pari o superiore al Livello Autocall (che diventa via via più accomodante, scendendo dal 100% all'80% dello strike nel corso dei mesi), l'emittente rimborserà in automatico i 100 euro di valore nominale, maggiorati del premio del mese in corso e di eventuali cedole in memoria.
Un esempio pratico
Supponiamo che a giugno 2026 l'azienda Nike scenda a 45 USD, finendo quindi al di sotto della sua barriera di 46,34 USD. In quel mese la cedola di 1,50 euro non verrebbe distribuita. Se nel mese successivo (luglio 2026) il titolo Nike dovesse recuperare portandosi a 50 USD, superando nuovamente il limite del 60%, l'investitore riceverebbe in un'unica soluzione la cedola del mese corrente più quella arretrata (3 euro complessivi).
Se alla data di valutazione finale (16 agosto 2027) il certificato non fosse mai scaduto anticipatamente e tutti i sottostanti quotassero sopra la barriera, il certificato rimborserà 100 più il premio (ed eventualmente le cedole non corrisposte in precedenza).
Ma, se la quotazione anche di un solo sottostante si trovasse al di sotto della barriera, lo scudo crollerebbe: l'investitore subirebbe una perdita di capitale esattamente proporzionale alla performance del peggior titolo azionario del paniere. Un calo del 50% rispetto al fixing inziale comporterebbe un rimborso di soli 50 euro per ogni 100 euro nominali, decretando una forte perdita sull'investimento.
I sottostanti di questo certificato
Il successo - o l'insuccesso - di questo strumento ruota infine attorno all'andamento e all'evoluzione del panorama competitivo dei quattro sottostanti.
Da una parte, i titani globali Adidas e Nike, impegnati in complesse riorganizzazioni industriali per difendere i margini e arrestare l'erosione della leadership commerciale. Dall'altra parte la new wave dei "challenger": Lululemon Athletica, pioniere canadese che ha fuso la nicchia dello yoga con il prêt-à-porter imponendo l'activewear come un vero status symbol, e l'elvetica On Holding, esplosa mondialmente con l'innovazione della suola "CloudTec" e supportata da un posizionamento iper-premium altamente redditizio.
Il certificato
DE000VH1DPC1 rappresenta, in ultima analisi, uno strumento tattico: consente di monetizzare la feroce concorrenza interna del settore sportswear tramite ricchi premi condizionati, mitigando le normali oscillazioni dei mercati grazie a un solido paracadute del 40%.