Renault è stata incaricata dal Ministero delle Forze Armate francese di collaborare allo sviluppo dell’industria dei droni del Paese. Lo ha rivelato la casa automobilistica in una nota diffusa nella tarda serata di ieri. In questo modo, l’azienda darà un contributo prezioso agli sforzi per la difesa, mettendo in campo le proprie competenze in un contesto in cui le tensioni geopolitiche si fanno ogni giorno più intense.
Renault opererà in tandem con Turgis Gaillard, azienda nazionale di aeronautica e difesa, mentre il Ministero della Difesa svolgerà il ruolo di supervisore. Per il progetto non c’è ancora una comunicazione ufficiale sugli stabilimenti francesi che verranno messi a disposizione da Renault, anche perché la società dovrà prima consultarsi con i rappresentanti dei lavoratori. Tuttavia, secondo l’organo di stampa francese L’Usine Nouvelle, i siti assegnati dovrebbero essere quelli di Cléon e Le Mans.
Il piano sui droni si inserisce in un quadro in cui la Francia, sotto la spinta del presidente della Repubblica Emmanuel Macron, ha in programma di aumentare la spesa militare di fronte alle crescenti minacce globali, benché il bilancio del Paese si trovi in una situazione di oggettiva difficoltà. La scorsa settimana Macron ha dichiarato che occorrono circa 36 miliardi di euro entro il 2030 per rafforzare l’esercito francese.
Renault è parte integrante delle iniziative per la difesa grazie al suo "know-how nella progettazione, industrializzazione e produzione in serie di prodotti ad alta tecnologia, nonché alla capacità di mantenere sotto controllo qualità, costi e tempistiche", ha affermato l’azienda.
Renault: i dati sulle vendite 2025
Oggi Renault ha diffuso anche i dati sulle vendite, salite del 3,2% annuo nel 2025. L’incremento è stato determinato soprattutto dalla domanda crescente di autovetture nei mercati esteri, che ha compensato il crollo delle vendite di furgoni in Europa.
Il gruppo con sede a Boulogne-Billancourt ha consegnato complessivamente 2,34 milioni di veicoli, riportando una crescita dell’11,7% nei mercati internazionali – quali Corea del Sud, Marocco e America Latina – a fronte di un aumento di appena lo 0,5% nel Vecchio Continente.
Elaborazione: Investire.biz
La debolezza europea è determinata soprattutto dal segmento dei furgoni, le cui vendite sono scivolate del 21% lo scorso anno, mentre i volumi delle autovetture sono aumentati del 5,9%. Un aspetto positivo è che Renault è riuscita a evitare l’impatto dei dazi, grazie al fatto che la maggior parte delle vendite internazionali avviene in mercati in cui l’azienda dispone di siti di produzione locali. "La nostra crescita è trainata da una forte produzione e da un elevato contenuto locale", ha dichiarato Ivan Segal, direttore globale vendite e operazioni del marchio Renault.
Sul fronte dei veicoli a nuova energia – elettrici e ibridi plug-in – la crescita è stata significativa nel 2025. Gli elettrici hanno registrato un progresso del 77% su base annua, mentre gli ibridi sono cresciuti del 35%. Gli investitori attendono ora ulteriori dettagli quando l’azienda comunicherà i risultati trimestrali e annuali il 19 febbraio.
A circa un'ora dall'avvio delle contrattazioni, le azioni Renault quotano in aumento dell'1,57% a 31,64 euro.