Microsoft sta riorganizzando la divisione Xbox, il business dei videogiochi che comprende console, giochi, servizi online e l'abbonamento Game Pass. L'obiettivo è aumentare la redditività della divisione dopo anni di importanti investimenti, come l'acquisizione di Activision Blizzard.
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Ciononostante, il divario con PlayStation di Sony e Nintendo è rimasto marcato ed è anche per questo che Microsoft ha deciso di ripensare la propria strategia nel settore del gaming.
La ristrutturazione, però, ha un prezzo salato per i lavoratori. L'azienda ha infatti annunciato il licenziamento di 4.800 dipendenti, pari a circa il 2,1% della forza lavoro globale. Di questi, 3.200 riguardano la divisione gaming e 1.600 sono stati licenziati nella sola giornata di ieri.
Microsoft: come verrà ripensata la strategia del gaming
Negli ultimi anni Microsoft ha progressivamente orientato la propria strategia verso la distribuzione dei suoi giochi su un numero maggiore di piattaforme, anziché puntare sui titoli esclusivi per incentivare le vendite delle console Xbox. Ora il gigante di Redmond ha deciso di rivedere ulteriormente il proprio assetto, prevedendo la cessione di quattro studi di sviluppo.
Secondo quanto comunicato ai dipendenti dalla nuova responsabile di Xbox, Asha Sharma, Compulsion Games, produttore di South of Midnight, e Double Fine Productions, creatore di Psychonauts, diventeranno studi indipendenti. Ninja Theory e Undead Labs verranno invece scorporati per concentrarsi rispettivamente sullo sviluppo dei franchise Senua e State of Decay 3.
I licenziamenti a causa dell'AI?
Il primo pensiero di molti osservatori del settore, dopo la mossa di Microsoft, è che i lavoratori licenziati possano essere sostituiti dall'intelligenza artificiale. Amy Coleman, responsabile delle risorse umane dell'azienda, ha però assicurato che non ci sarà alcuna sostituzione, pur aggiungendo che l'AI "sta cambiando il modo in cui il lavoro viene svolto".
Microsoft sta investendo una quantità enorme di denaro nella nuova tecnologia, soprattutto per sostenere la crescita del business cloud Azure, che fino ad aprile era il distributore esclusivo dei modelli di OpenAI. Nello stesso mese, la società aveva annunciato un piano di investimenti per il 2026 pari a 190 miliardi di dollari, superando le aspettative degli analisti.
Il problema è che i costi sempre più elevati per costruire data center destinati a ospitare e gestire l'enorme flusso di dati richiesto dall'intelligenza artificiale stanno comprimendo i margini aziendali. Inoltre, il forte aumento dei prezzi dei chip di memoria ha costretto Microsoft ad aumentare a sua volta il prezzo delle console Xbox, proprio in un momento in cui la domanda di mercato era già debole.
Secondo Gil Luria, managing director di D.A. Davidson, la società sta riducendo il personale per finanziare gli investimenti nell'intelligenza artificiale. "Mantenendo stabile il numero dei dipendenti, è riuscita ad accelerare la crescita dei ricavi preservando gli stessi margini", ha dichiarato.
A giudizio di Parth Talsania, Amministratore delegato di Equisights Research, "questi tagli mirati sembrano più una riallocazione del portafoglio di attività e una misura di disciplina operativa che un nuovo fattore capace di sostenere il titolo in Borsa". Ha inoltre osservato che "nel breve termine il mercato premierà Microsoft non tanto per la riduzione del personale, quanto per prove concrete del fatto che la monetizzazione dell'intelligenza artificiale stia crescendo più rapidamente dei costi legati all'AI".
Le azioni Microsoft nel pre-mercato di Wall Street segnano un rialzo dell'1,28% portandosi a 391,7 dollari.