Meta Platforms dovrà rinunciare all'acquisizione di FuriosaAI. Secondo quanto riportato dalle agenzie, la startup coreana specializzata nei chip AI (Artificial Intelligence) ha respinto l'offerta del gigante dei social da 800 milioni di dollari preferendo rimanere indipendente. Le trattative erano iniziate quest'anno nell'ambito degli sforzi compiuti da Menlo Park per competere nell'arena dell'intelligenza artificiale.
FuriosaAI è un'azienda con sede a Seoul che impiega 150 dipendenti, di cui il 10% nella Silicon Valley. La sua attività consiste nello sviluppo di semiconduttori per l'inferenza relativamente all'intelligenza artificiale. In particolare, il suo processore di seconda generazione RNGD è stato progettato per sfidare i chip di alta fascia di Nvidia. Il prodotto è costruito sulla base del progetto della Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. a 5 nanometri e utilizza chip di memoria HBM3 forniti da SK Hynix. Questo chip innovativo è uno di quelli che ha attirato Meta, di norma poco propensa a investire nelle aziende asiatiche.
Attualmente, FuriosaAI compete con altre startup quali Groq, SambaNova Systems e Cerebras Systems e sta fornendo campioni di chip a clienti tra cui LG AI Research - il ramo AI del Gruppo LG - e Saudi Aramco. La società è guidata da June Paik, che in precedenza ha lavorato in Samsung Electronics e Advanced Micro Devices.
L'obiettivo di FuriosaAI è di raccogliere capitali prima di quotarsi in Borsa attraverso un'offerta pubblica iniziale, hanno riferito le fonti. Al riguardo, l'azienda prevede di chiudere un round di finanziamento di serie C in circa un mese, considerando che è sulla buona strada per superare l'importo previsto. FuriosaAI è sostenuta dalla società di venture capital sudcoreana DSC Investment Inc., le cui azioni sono affondate di oltre il 15% alla Borsa di Seoul alla notizia dell'affare saltato con Meta.
Meta Platforms: un passo indietro sull'intelligenza artificiale?
Il rifiuto di FuriosaAI potrebbe rappresentare una battuta d'arresto per Meta Platforms, che sta intensificando la sua competitività in un settore in rapida evoluzione come quello dell'intelligenza artificiale. Oltre a competere con
OpenAI e Google, il colosso guidato da
Mark Zuckerberg ora deve vedersela anche con
DeepSeek, la cui irruzione a fine di gennaio ha sconvolto il mondo AI. Il modello Llama di Meta è open source, esattamente come l'R1 della startup cinese; la differenza sta nel fatto che Meta utilizza molti più chip del rivale e quindi sostiene un costo molto superiore.
A metà gennaio, Zuckerberg ha annunciato che quest'anno Meta avrebbe speso fino a 65 miliardi di dollari per l'intelligenza artificiale, ivi inclusi la costruzione di data center e l'espansione del personale addetto alla nuova tecnologia. Poco dopo l'Amministratore delegato ha allargato la posta, prevedendo una spesa di centinaia di miliardi di dollari per costruire tutta l'infrastruttura AI. Al momento, l'azienda usa propri chip di inferenza AI personalizzati, introdotti nel 2023 e aggiornati lo scorso anno. Questi sono preziosi per la gestione dei carichi di lavoro, in particolare per quanto riguarda gli annunci su Facebook e Instagram.