Lo sviluppatore italiano di software Bending Spoons scalda i motori per debuttare al Nasdaq. La società ha diffuso i dettagli della sua IPO, fissando il prezzo delle azioni tra 26 e 28 dollari. Nel complesso verranno offerte 57.971.015 azioni ordinarie, di cui 34.398.640 mediante una nuova emissione e 23.572.375 da alcuni azionisti venditori.
Inoltre, l'IPO di Bending Spoons prevede l'opzione, concessa ai sottoscrittori per la durata di 30 giorni, di acquistare altre 5.244.026 azioni da Bending Spoons e ulteriori 3.451.626 azioni dagli azionisti venditori. Ai valori massimi della forchetta e includendo integralmente l’opzione di over-allotment, il valore complessivo del collocamento potrebbe avvicinarsi a 1,8 miliardi di dollari
I titoli saranno scambiati al Nasdaq Global Select Market con il ticker "BSP". Goldman Sachs International, JP Morgan e Allen & Company svolgeranno il ruolo di joint lead book-running manager dell’offerta. Wells Fargo Securities, BofA Securities, Jefferies, Evercore ISI, BNP Paribas, Mizuho, Société Générale, Crédit Agricole CIB, IMI — Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banca Akros saranno joint book-running manager.
IPO Bending Spoons: chi è e cosa fa
Bending Spoons è una delle realtà tecnologiche italiane più conosciute a livello internazionale. Fondata a Milano nel 2013 da un gruppo di giovani imprenditori e ingegneri, l’azienda nasce con l’obiettivo di creare prodotti digitali capaci di raggiungere milioni di persone in tutto il mondo. Nel corso degli anni è riuscita a trasformarsi da startup innovativa a vera e propria multinazionale del software, mantenendo però il proprio quartier generale in Italia.
L’attività principale di Bending Spoons consiste nello sviluppo e nella gestione di applicazioni e piattaforme digitali. Tra le sue app più note figurano strumenti dedicati al fotoritocco, al video editing e al benessere personale, utilizzati quotidianamente da utenti di numerosi Paesi. La società è particolarmente apprezzata per l’attenzione riservata all’esperienza utente, al design e all’impiego di tecnologie avanzate per migliorare continuamente i propri prodotti.
Negli ultimi anni Bending Spoons ha attirato l’attenzione del settore tecnologico internazionale grazie a una strategia di crescita fondata anche sull’acquisizione di aziende e servizi digitali già affermati. Tra le operazioni più rilevanti figurano l’acquisizione di Evernote, storica piattaforma per prendere appunti, di WeTransfer, celebre servizio per il trasferimento di file, e di Meetup, piattaforma dedicata alla creazione di comunità e all’organizzazione di eventi. Queste acquisizioni hanno consolidato la presenza dell’azienda sui mercati globali e ne hanno ampliato significativamente il portafoglio di prodotti.
Un altro elemento distintivo di Bending Spoons è la forte attenzione verso il talento. L’azienda è nota per i rigorosi processi di selezione e per l’ambiente di lavoro altamente competitivo, orientato all’eccellenza e alla crescita professionale. Oggi Bending Spoons rappresenta un esempio significativo di come un’impresa nata in Italia possa competere con successo nel panorama tecnologico mondiale, contribuendo a rafforzare il ruolo del Paese nell’innovazione digitale. A marzo 2026, la società ha servito più di 500 milioni di utenti attivi mensili e più di 9 milioni di clienti paganti mensili.
Andrebbero comprate le azioni?
Una volta quotata in Borsa tramite IPO, Bending Spoons dovrebbe essere considerata per un acquisto delle sue azioni? In teoria, la società milanese potrebbe rappresentare un’opportunità interessante, considerando la forte crescita dell’azienda, la presenza internazionale e la capacità dimostrata di acquisire e valorizzare piattaforme digitali di successo.
Tuttavia, è necessario valutare con attenzione i rischi, soprattutto perché il settore tecnologico è, mai come in questo momento, caratterizzato da elevata volatilità. Prima di investire nella IPO di Bending Spoons, sarebbe opportuno analizzare il prospetto informativo, i dati economico-finanziari, il modello di business e le prospettive di crescita, evitando decisioni basate esclusivamente sulla notorietà del marchio.