ERG sta cercando di riorganizzarsi e studia alleanze nel settore delle rinnovabili. Oggi il Corriere della Sera ha riportato alcune indiscrezioni secondo cui il gruppo italiano controllato dalla famiglia Garrone starebbe valutando operazioni straordinarie con alcuni nomi importanti. Tra questi si parla di A2A, della prima azienda elettrica svizzera Axpo e di alcuni fondi di investimento. L'obiettivo primario di ERG, però, sarebbe quello di effettuare una combinazione con un player industriale, riporta il quotidiano milanese.
L'interesse dell'azienda ad aggregarsi con partner industriali è il risultato di confronti tra i soci avvenuti negli ultimi mesi sul futuro del gruppo. ERG è un operatore controllato dalla holding SQ Renewables, che detiene il 62,5% del capitale e circa il 77% dei diritti di voto. La holding, a sua volta, è controllata per il 51% dalla famiglia Garrone e per il 49% dal fondo australiano IFM. Entrambi puntano a rafforzare il ruolo della società sul fronte della transizione energetica, sia in Italia sia in Europa, ed è per questo che sono alla ricerca di un'alleanza vantaggiosa.
ERG-A2A: c'è già un accordo sull'eolico
Tra ERG e A2A è stato già stipulato lo scorso anno un accordo sull'energia rinnovabile generata da fonti eoliche. Il Power Purchase Agreement prevede la fornitura, da parte di ERG Power Generation, la controllata del gruppo ERG, di circa 2,7 TWh di energia eolica ad A2A a partire dal 1° gennaio 2027 e per un periodo di 15 anni.
L'energia pulita è prodotta dal parco eolico di Salemi-Castelvetrano, in provincia di Trapani, in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di 41 mila famiglie. L'intesa è in linea con il Piano Strategico 2035, che prevede un investimento di 22 miliardi di euro per la transizione energetica.
A2A, azienda partecipata dai Comuni di Milano e Brescia e che già produce 6.032 GWh da fonti green, svolge un ruolo molto importante nel settore della green energy grazie alla promozione di modelli di approvvigionamento a lungo termine, che offrono maggiori tutele contro la volatilità dei prezzi. Inoltre, ha annunciato nel suo piano strategico aggiornato investimenti per 7 miliardi di euro destinati alla riduzione delle emissioni di CO2.
L'ostacolo del decreto Bollette
L'operazione che ERG intende mettere in piedi dovrà però fare i conti con gli effetti generati dal decreto Bollette, sul quale il governo sta cercando una quadra all'interno della maggioranza che sostiene l'esecutivo. Il provvedimento punta ad alleggerire il peso delle bollette di luce e gas per famiglie e imprese, in un contesto di prezzi energetici ancora elevati.
Le principali misure includono: il taglio del costo del gas per i produttori di energia elettrica attraverso l'eliminazione di alcuni oneri, come i costi di trasporto e la tassazione sulle emissioni, bonus e contributi straordinari per le famiglie; aiuti alle piccole e medie imprese con il taglio degli oneri di sistema; e contributi alle grandi imprese energivore tramite fondi specifici.
Il pacchetto sta avendo un effetto negativo sulle utility quotate in Borsa, poiché modifica i meccanismi di prezzo dell'energia e crea incertezza sui profitti futuri. In sostanza, il decreto andrebbe a ridurre il prezzo unico nazionale, con il rischio di comprimere i margini dei produttori di energia rinnovabile.