A circa due ore dall'avvio degli scambi, le azioni ENI segnano un +1,36% a 19,142 euro alla Borsa di Milano, dopo che il colosso energetico italiano ha presentato i dati del quarto trimestre e dell’intero 2025.
I numeri della trimestrale sono risultati migliori delle aspettative e la guidance dell’azienda è risultata solida, in attesa della presentazione del nuovo piano strategico 2026-2029, in programma per il prossimo 19 marzo. La società ha inoltre aumentato la remunerazione degli azionisti, incrementando del 20% il piano di buyback.
"Nel 2025 abbiamo ottenuto risultati strutturalmente solidi in termini industriali ed economico-finanziari, grazie all’esecuzione della nostra strategia, costruita nell’arco degli ultimi anni", ha affermato l’Amministratore delegato Claudio Descalzi. "Nonostante un contesto volatile, ENI ha dimostrato di saper combinare crescita delle produzioni, riduzione degli investimenti, riduzione del debito e aumento della remunerazione".
Trimestrale ENI: i numeri del Q4 2025
Nel quarto trimestre 2025, ENI ha conseguito ricavi consolidati per 20,62 miliardi di euro, in calo del 12,22% rispetto ai 23,49 miliardi di euro registrati nello stesso periodo del 2024.
L’utile operativo pro-forma adjusted è però aumentato del 6,3% su base annua, a 2,87 miliardi di euro, grazie soprattutto alla crescita dei volumi, al miglioramento della redditività dei business della transizione e alla riduzione dei costi. Questi fattori positivi hanno compensato gli effetti negativi legati alla flessione del 15% del prezzo del Brent e all’apprezzamento del 9% del tasso di cambio EUR/USD.
La relazione trimestrale di ENI si è chiusa con un utile netto rettificato è risultato di 1,2 miliardi di euro, +34,83% rispetto agli 885 milioni di euro del quarto trimestre 2024 e soprattutto superiore alle aspettative degli analisti, pari a 991,2 milioni di euro.
ENI ha generato un flusso di cassa adjusted di 3,01 miliardi di euro, che ha consentito di finanziare investimenti lordi per 2,62 miliardi di euro e i ritorni per gli azionisti per 1,4 miliardi di euro, inclusivi della seconda tranche del dividendo 2025 pari a 0,77 euro per azione e del riacquisto di azioni proprie per 670 milioni di euro. L’indebitamento finanziario netto è sceso a 9,4 miliardi di euro.
I vari segmenti di business
L’unità Exploration & Production ha prodotto ricavi per 4,71 miliardi di euro, in calo del 13,10% su base annua; un utile operativo rettificato di 1,80 miliardi di euro, in linea con quello dell’ultimo trimestre del 2024; e un utile netto adjusted di 1,33 miliardi di euro, in crescita del 34,34% anno su anno.
La sezione Global Gas & LNG Portfolio e Power ha registrato un fatturato di 4,58 miliardi di euro, in calo del 26% su base annua. L’utile operativo adjusted si è attestato a 186 milioni di euro, in contrazione del 33,33% rispetto all’anno precedente, mentre l’utile netto rettificato è risultato pari a 93 milioni di euro, meno della metà rispetto ai 191 milioni di euro del quarto trimestre dell’anno precedente.
Il crollo si spiega con uno scenario di mercato più debole, in particolare in termini di volatilità e spread, e con un contesto generale di prezzi più bassi. Inoltre, il trimestre di confronto beneficiava di effetti positivi una tantum derivanti da accordi commerciali.
Il segmento Enilive & Plenitude ha riportato ricavi per 4,38 miliardi di euro, in diminuzione del 10,98% rispetto all’anno precedente. L’utile operativo rettificato è risultato pari a 180 milioni di euro, più del triplo rispetto ai 53 milioni di euro del quarto trimestre 2024, mentre l’utile netto si è attestato a 152 milioni di euro, quasi quattro volte i 41 milioni di euro registrati l’anno prima. L’ottima performance è il risultato dei guadagni delle bioraffinerie in Italia, della ripresa dei margini dei biocarburanti in Europa e dei maggiori volumi lavorati.
Il comparto Refining & Chimica ha realizzato ricavi della gestione caratteristica per 4,17 miliardi di euro, segnando un calo dell’11,09% su base annua. Il risultato operativo ha registrato una perdita di 109 milioni di euro, inferiore rispetto al passivo di 275 milioni di euro del trimestre di dicembre 2024, mentre la perdita netta adjusted è stata pari a 100 milioni di euro, leggermente inferiore ai 107 milioni di euro di un anno prima. A pesare sui risultati è il comparto depresso della chimica, a causa del rallentamento macroeconomico che influisce sulla domanda di commodity e dei maggiori costi di produzione in Europa.
La guidance
L’outlook dell’azienda verrà illustrato in maniera approfondita in occasione del Capital Markets Update del 19 marzo. Nel frattempo, la società nell'ambito di presentazione della trimestrale ha anticipato le previsioni per il 2026, che indicano una crescita della produzione di idrocarburi coerente con gli obiettivi del piano 2025-2028, investimenti lordi attesi per 7 miliardi di euro e investimenti netti per circa 5 miliardi di euro.
"Le previsioni per il 2026 evidenziano una riduzione della spesa in conto capitale rispetto alle nostre aspettative", ha dichiarato Biraj Borkhataria, analista di RBC Europe Ltd, in una nota. "La crescita della produzione sembra destinata a continuare".