USA raggiungono tetto del debito: cosa significa, quali conseguenze | Investire.biz

USA raggiungono tetto del debito: cosa significa, quali conseguenze

25 gen 2023 - 14:06

25 gen 2023 - 14:27

Raggiungendo il tetto del debito, gli USA sono finiti in “bancarotta virtuale”. La palla passa ora alla politica

Il 19 gennaio 2022 gli USA hanno raggiunto il tetto del debito federale, fissato nel 2021 a 31.400 miliardi di dollari (pari al 130% del Pil). A questo punto il Dipartimento del Tesoro si trova costretto a ricorrere a misure straordinarie per evitare il default e continuare a finanziare le attività governative. Ma questo tipo di attività è possibile solo per un tempo limitato: a giugno le risorse straordinarie si esauriranno. 

Tra il 1997 ed il 2022, secondo i numeri diffusi dal Government Accountability Office (la sezione del Congresso che si occupa di auditing), il tetto del debito è stato alzato per ben 22 volte. Anche nel 2021 il Dipartimento del Tesoro ha dovuto fare ricorso alle misure straordinarie per evitare di sforare il tetto del debito. 

 

 

Perché negli Stati Uniti esiste un tetto al debito?

Il tetto al debito Usa è stato introdotto nel 1917 per evitare al governo di passare dal parlamento ogni volta che doveva prendere denaro a prestito. Con il tetto al debito, il presidente Woodrow Wilson potè sostenere le spese necessarie a combattere la Prima guerra mondiale senza dover chiedere fondi di volta in volta. 

Ma non si tratta di un assegno in bianco: il tetto serve appunto ad introdurre un massimo e può essere modificato solo con un intervento legislativo. 

 

Andamento del debito Usa (Bloomberg)

 

Tetto debito USA: ora che succede?

“Dopo l’adozione delle misure straordinarie -ha detto Brendan Boyle, capogruppo democratico alla Commissione Bilancio della Camera- il tetto del debito è ufficialmente una bomba ad orologeria che non riusciamo a disinnescare in tempo”. 

Con le misure straordinarie, il Dipartimento del Tesoro venderà gli investimenti esistenti e sospenderà i reinvestimenti del Fondo per il pensionamento e l’invalidità del servizio civile, quelli del Fondo per le prestazioni sanitarie dei pensionati del servizio postale e quelli del sistema pensionistico dei dipendenti federali. Si tratta di misure che permetteranno di ridurre l’ammontare del debito, che ha appunto raggiunto il limite, e garantiranno la possibilità di continuare a finanziare le operazioni del governo federale.

Ma, come detto, le misure straordinarie hanno una scadenza: secondo i funzionari del Tesoro statunitense, le misure straordinarie permetteranno al governo di continuare a pagare i dipendenti federali, i fornitori di Medicare, gli investitori che detengono il debito degli Stati Uniti e gli altri soggetti destinatari del denaro federale, almeno fino all'inizio di giugno.

Di conseguenza, repubblicani e democratici hanno circa 4 mesi per trovare un accordo per alzare o sospendere il limite del debito. Qualche giorno fa la segretaria al Tesoro, Janet Yellen, ha ricordato che l’impossibilità del governo statunitense di rispettare i propri impegni creerebbe un “danno irreparabile” all’economia domestica ed alla stabilità finanziaria globale.

 

 

È scontro tra democratici e repubblicani

È probabile che l’elemento in grado di sbloccare l’impasse sarà rappresentato dalla spesa pubblica, che i repubblicani, che guidano la Camera bassa, intendono ridurre. Dal canto suo, il presidente Biden più volte ribadito che non accetterà condizioni per l’innalzamento del tetto. 

“Non ci saranno negoziati sul tetto del debito”, ha detto Olivia Dalton, vice addetta stampa della Casa Bianca. “Il Congresso dovrebbe risolvere questo problema senza porre condizioni, come ha fatto tre volte durante il mandato dell’ex presidente Trump” (nel corso del mandato di “The Donald”, il tetto è stato alzato o revocato il limite del debito per tre volte, ndr). 

La situazione attuale ricorda quanto accaduto nel 2011, quando i democratici persero il controllo della Camera ed assistemmo ad un lungo braccio di ferro per aumentare il limite del debito che portò ad un parziale shutdown di alcuni uffici pubblici: il “quasi-default tecnico” spinse l’agenzia S&P a mettere in campo uno storico declassamento del debito statunitense da “AAA” ad “AA+”. 

 

 

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