OpenAI rafforza la propria presenza nel Regno Unito con l’apertura del primo ufficio permanente a Londra, pochi giorni dopo aver sospeso il progetto infrastrutturale Stargate nel Paese. Il nuovo spazio, situato nell’area di King’s Cross, avrà una capacità superiore a 500 dipendenti, più del doppio rispetto agli attuali circa 200 lavoratori presenti nella capitale britannica.
La società ha inoltre confermato nei mesi scorsi l’intenzione di rendere Londra il principale hub di ricerca al di fuori degli Stati Uniti. “Il Regno Unito dispone di un bacino di talenti eccezionale e di una solida tradizione nell’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Phoebe Thacker, responsabile della sede londinese, sottolineando come la città rappresenti già un nodo centrale per le attività di ricerca del gruppo.
Londra: hub AI tra big tech e startup
non è casuale: l’area è diventata uno dei principali poli europei dell’intelligenza artificiale, con la presenza di realtà come Google DeepMind, Meta, Synthesia e Wayve. Negli ultimi mesi, il Regno Unito ha intensificato gli sforzi per posizionarsi come hub globale dell’AI, lanciando nel 2025 un piano strategico dedicato al settore e registrando una crescita significativa degli investimenti.
Secondo i dati Dealroom, i finanziamenti alle startup AI hanno già raggiunto circa 6,7 miliardi di dollari nel 2026, avvicinandosi al totale di 8,2 miliardi raccolto nell’intero 2025. Operazioni di rilievo includono il round da 2 miliardi di dollari di Nscale, il finanziamento da 1,2 miliardi per Wayve e i 500 milioni raccolti da ElevenLabs.
Stop al progetto Stargate: pesano energia e regolamentazione
L’espansione immobiliare arriva tuttavia in un contesto più complesso sul fronte infrastrutturale. OpenAI ha infatti recentemente sospeso i piani per il progetto Stargate nel Regno Unito, un’iniziativa ambiziosa legata allo sviluppo di infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Alla base della decisione vi sarebbero principalmente i costi elevati dell’energia e le criticità legate al contesto regolatorio britannico. I prezzi dell’energia industriale nel Paese risultano tra i più alti a livello globale, mentre ritardi nell’accesso alla rete elettrica rappresentano un ulteriore ostacolo per lo sviluppo di data center e infrastrutture AI.
Nonostante lo stop, le discussioni con il partner Nscale restano aperte, segno che il progetto potrebbe essere rivisto o ripreso in futuro.
UK tra ambizioni globali e gap con USA e Cina
Il caso evidenzia le ambizioni – ma anche i limiti – della strategia britannica sull’intelligenza artificiale. Il Regno Unito punta a diventare un polo globale del settore, ma rimane ancora distante dai principali ecosistemi rappresentati da Stati Uniti e Cina, sia in termini di innovazione tecnologica sia di capitali disponibili.
In questo contesto, la decisione di OpenAI di espandere la propria presenza a Londra rappresenta comunque un segnale positivo per l’ecosistema locale, anche se il rallentamento sul fronte infrastrutturale evidenzia le sfide ancora aperte per il Paese.