Gli asset cinesi potrebbero essere diventati il nuovo bene rifugio per gli investitori. Da quando è iniziata la guerra in Iran, hanno tenuto meglio rispetto ai loro omologhi globali, specialmente europei e giapponesi. Alcuni dati lo dimostrano.
In primo luogo, azioni e obbligazioni nei mercati cinesi si muovono in maniera sincronizzata per la prima volta in due anni. Secondo un'analisi di Bloomberg, infatti, la correlazione a 90 giorni tra l'indice azionario CSI e il China Treasury Total Return Index è tornata positiva.
In secondo luogo, si registra un importante ritorno agli acquisti da parte dei fondi globali, come mostra uno studio di Bank of America, che evidenzia come il posizionamento dei fondi attivi long-only abbia raggiunto livelli neutrali rispetto al benchmark dopo anni di sottopeso.
In terzo luogo, le azioni onshore sono scese meno rispetto alle altre Borse asiatiche, mentre il rendimento dei titoli di Stato a 10 anni è aumentato in misura molto più contenuta rispetto alle obbligazioni francesi, statunitensi e tedesche.
Asset cinesi: perché potrebbero essere un bene rifugio
La guerra USA-Iran ha messo in subbuglio il mondo intero, non solo sul fronte geopolitico ed economico, ma anche su quello dei mercati. Gli investitori si sono allontanati dalle attività più rischiose, nella convinzione che uno shock energetico conseguente al conflitto possa impattare in modo devastante sull'economia globale, alimentando lo spettro della stagflazione.
In Cina, però, la situazione appare meno allarmante. Pechino ha compiuto sforzi significativi per proteggere la propria economia dalle oscillazioni del petrolio, mentre un sistema finanziario ricco di liquidità offre uno scudo per asset come i titoli di Stato. Le azioni, invece, sono sostenute anche dall'allentamento delle pressioni deflazionistiche, derivanti soprattutto da una persistente crisi immobiliare. Il Paese è infatti uscito dalla deflazione dopo più di tre anni e ora si attende un ritorno alla crescita come in passato.
"Con il rafforzamento del renminbi, una liquidità abbondante e un'economia cinese che si stabilizza e si riprende, l'attrattiva degli asset cinesi continua a crescere", ha affermato Ming Ming, capo economista di Citic Securities Co.
Azioni/obbligazioni cinesi: continuerà la correlazione positiva?
La comunità finanziaria si interroga ora se questa correlazione positiva tra azioni e obbligazioni sia un fenomeno temporaneo, legato alla guerra, oppure destinato a perdurare nel tempo.
Tra gli investitori permangono preoccupazioni: una volta terminato il conflitto in Medio Oriente, i mercati potrebbero tornare a concentrarsi sui problemi strutturali del Paese, tra cui consumi deboli e la crisi immobiliare.
Tuttavia, c'è anche chi mantiene una visione più ottimista. Ming, di Citic Securities, suggerisce che la correlazione resterà elevata, mentre, secondo Xing Zhaopeng, senior strategist per la Cina presso ANZ Bank China Co., "la logica di fondo potrebbe essere che gli investitori stanno seguendo il denaro intelligente straniero".