La settimana dei mercati entra nel vivo con due appuntamenti destinati a catalizzare l’attenzione degli investitori: il dato sull’inflazione USA misurata dal PCE di luglio e i risultati trimestrali di Nvidia, entrambi attesi oggi. Il primo sarà decisivo per le aspettative sulla Federal Reserve, mentre la trimestrale del colosso dei semiconduttori rappresenterà un test sulla sostenibilità del boom degli investimenti nell’intelligenza artificiale (Market mover 24-28 agosto 2026: focus su Nvidia e Jackson Hole).
Inflazione USA: il PCE sotto i riflettori
Sul fronte macroeconomico, le stime indicano un’inflazione PCE headline in calo dal 3,7% al 3,6% su base annua, con una crescita mensile dello 0,2%. Il core PCE, che esclude le componenti più volatili, dovrebbe aumentare dello 0,2% sul mese, mantenendo il tasso annuo al 3,3%.
Questi numeri non sarebbero sufficienti a spingere la Fed verso un nuovo rialzo dei tassi. Si prevede che la Banca centrale USA mantenga i tassi invariati nella riunione di settembre e che non proceda con alcun rialzo nel resto dell’anno. Il mercato appare però più diviso: le quotazioni incorporano una probabilità di circa il 65% di una pausa a settembre, mentre le aspettative di un rialzo salgono a circa il 40% entro ottobre e al 45% entro dicembre.
Il quadro resta quindi complesso. Gli esperti segnalano infatti diversi fattori che potrebbero mantenere persistenti le pressioni sui prezzi, tra cui i dazi, sempre più percepiti come una fonte ricorrente di aggiustamenti dei prezzi, e le conseguenze del conflitto in Medio Oriente su carburanti, trasporti e logistica.
Anche la dinamica salariale resta sotto osservazione, con una crescita compresa tra il 4% e il 4,5%. A ciò si aggiunge l’aumento della domanda di energia legata all’intelligenza artificiale: i prezzi delle utility sono cresciuti del 7,64% su base annua, ai massimi da metà 2024.
Consumi USA: primi segnali di cautela
Il quadro dell’inflazione si accompagna a segnali di maggiore prudenza da parte dei consumatori americani. Le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,6% a luglio, registrando il primo calo in nove mesi. Walmart e Lowe’s hanno segnalato una maggiore selettività da parte dei clienti, soprattutto tra le fasce di reddito medio-basse, penalizzate dall’aumento dei prezzi e dei costi del carburante.
Per i mercati, sarà quindi importante capire se il rallentamento dei consumi rappresenti un fenomeno temporaneo o il primo segnale di un indebolimento più strutturale della domanda. Un raffreddamento dell’economia potrebbe infatti aumentare lo spazio di manovra della Fed, anche in presenza di un’inflazione ancora superiore al target.
Nvidia: la trimestrale più attesa della settimana
Se il PCE sarà il principale appuntamento macroeconomico, Nvidia rappresenterà il catalizzatore societario della settimana. Il gruppo pubblicherà i risultati del secondo trimestre fiscale questa sera, dopo la chiusura di Wall Street.
Le attese sono elevatissime. Il consenso degli analisti indica ricavi intorno a 92 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le stime più recenti collocano il fatturato a circa 92,2 miliardi, mentre l’EPS adjusted è atteso intorno a 2,09 dollari per azione.
L’aspettativa di EPS a 0,92 dollari riportata in alcune fonti precedenti appare quindi un refuso: il consenso attuale è intorno a 2,09 dollari. Il valore della trimestrale, tuttavia, non si limiterà al confronto tra risultati effettivi e stime.
Nvidia è ormai considerata un vero e proprio termometro della domanda globale di infrastrutture per l’AI. Le indicazioni sulla domanda, sulla capacità produttiva e sugli investimenti dei grandi clienti possono quindi avere ripercussioni su tutto il comparto tecnologico.
La soglia dei 100 miliardi di ricavi
Il primo elemento da monitorare sarà naturalmente la crescita dei ricavi, ma ancora più importante potrebbe essere la guidance per il terzo trimestre. Le stime intorno ai 92 miliardi di dollari si collocano poco sopra la precedente previsione della società, pari a circa 91 miliardi. Gli investitori cercheranno quindi di capire se Nvidia sia sulla traiettoria per superare rapidamente la soglia dei 100 miliardi di dollari di ricavi trimestrali.
La soglia avrebbe soprattutto un valore simbolico, ma renderebbe evidente la trasformazione di Nvidia da produttore di semiconduttori a uno dei principali beneficiari della costruzione dell’infrastruttura digitale dell’AI. La pressione sulle aspettative è però elevata. Nvidia ha abituato il mercato a una lunga serie di risultati superiori alle stime e, proprio per questo, un semplice “beat” potrebbe non essere sufficiente a sostenere il titolo.
Saranno soprattutto la guidance e la qualità della crescita futura a determinare la reazione degli investitori. Le opzioni indicano attualmente un movimento di circa il 5,4% del titolo dopo la trimestrale.
Nvidia: Blackwell resta il motore della crescita
Uno degli elementi centrali sarà la progressione della piattaforma Blackwell, la nuova generazione di acceleratori dedicati all’intelligenza artificiale. La domanda per la capacità di calcolo rimane molto elevata e Nvidia si trova al centro dei programmi di investimento dei grandi hyperscaler.
Alphabet, Amazon, Meta e Microsoft stanno destinando ingenti risorse alla costruzione di data center e infrastrutture AI, alimentando la domanda di acceleratori, sistemi di networking e software. Per gli investitori sarà quindi fondamentale capire quanto rapidamente gli ordini si stanno trasformando in ricavi e quale sia la visibilità sulle forniture dei prossimi trimestri.
Sotto osservazione anche la futura architettura Vera Rubin: indicazioni sui tempi di produzione, sul lancio e sulla domanda potrebbero offrire informazioni importanti sulla durata del ciclo di investimento.
Il vero tema: quanto durerà il boom dell’AI?
La trimestrale arriva in un momento nel quale il mercato sta iniziando a interrogarsi sulla sostenibilità economica dell’enorme ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale. Nvidia non è soltanto uno dei principali beneficiari di questa spesa, ma sta contribuendo anche a finanziare e strutturare il nuovo ecosistema.
All’inizio di agosto la società ha annunciato partnership con Apollo, BlackRock, Blackstone, Brookfield, Goldman Sachs e KKR per creare piattaforme finanziarie destinate a mobilitare oltre 500 miliardi di dollari di capitale di terzi per lo sviluppo di infrastrutture AI. Nvidia ha specificato che si tratta del capitale che le piattaforme mirano a mobilitare nel tempo, non di ricavi della società né di un singolo fondo.
L’iniziativa evidenzia quanto il settore stia assumendo caratteristiche sempre più infrastrutturali, con fabbisogni di capitale enormi e ritorni distribuiti su un orizzonte pluriennale. Proprio questo rappresenta però anche un elemento di rischio.
Se il ritorno sugli investimenti dei grandi clienti dovesse risultare inferiore alle attese, la crescita degli investimenti in nuovi data center potrebbe rallentare. Reuters segnala inoltre che il mercato sta prestando maggiore attenzione ai legami finanziari tra Nvidia e alcuni clienti dell’ecosistema AI, mentre gli investitori continuano a interrogarsi sulla sostenibilità della spesa.