I mercati azionari stanno raccontando una storia diversa rispetto a quelli obbligazionari dall'inizio della guerra in Iran. Anche se c'è stata una lieve correzione nelle ultime sedute a Wall Street, l'indice S&P 500 è salito di quasi 7 punti percentuali da quando è scoppiato il conflitto, mentre nello stesso periodo i titoli di Stato USA decennali hanno visto il loro rendimento aumentare di circa 70 punti base.
Il canovaccio non è molto diverso se si esce dagli Stati Uniti. L’indice MSCI World ex USA ha recuperato gran parte delle perdite legate alla guerra ed è ora in calo di circa il 3% rispetto alla fine di febbraio, quando sono cominciate le ostilità tra Washington e Teheran. Tuttavia, nel momento peggiore della guerra, l’indice perdeva quasi il 9%. L’indice FTSE World Government Bond, che misura il debito sovrano di oltre 20 Paesi, ha invece registrato un aumento aggregato dei rendimenti di circa 55 punti base.
In definitiva, mentre le azioni si stanno mostrando resilienti, le obbligazioni assorbono tutte le preoccupazioni legate alla guerra.
Mercati: cosa spiega il diverso andamento tra azioni e obbligazioni
La comunità finanziaria ha potuto constatare che gli investitori hanno ancora una grande propensione a comprare azioni. In un sondaggio realizzato da Bank of America e pubblicato martedì, è emerso che nel mese di maggio i gestori di fondi hanno registrato un sovrappeso netto del 50% sulle azioni, rispetto a un sottopeso del 13% di aprile.
Questo significa che gli investitori stanno ignorando le tensioni geopolitiche e le preoccupazioni inflazionistiche. A compensare questi venti contrari contribuiscono la positiva stagione delle trimestrali e, soprattutto, l'ottimismo per gli effetti dell'intelligenza artificiale sui conti delle aziende.
Nel mercato obbligazionario, invece, i fattori negativi non vengono ignorati. Si teme che il riemergere dell'inflazione induca la Federal Reserve ad aumentare i tassi di interesse, colpendo in particolar modo i Treasury a 2 anni, più sensibili alle aspettative sui tassi (Riunioni Fed: calendario delle date dei meeting del FOMC 2026). Allo stesso tempo, le preoccupazioni per le spese di guerra e per il conseguente aumento del deficit alimentano i rendimenti dei titoli a 10 anni, più direttamente collegati alle questioni del debito. Anche i titoli di Stato a lunghissima scadenza, come quelli a 30 anni, sono fortemente sotto pressione, dal momento che risultano particolarmente vulnerabili alle tensioni geopolitiche.
Azioni: attenzione ai rendimenti obbligazionari
La scorsa settimana Wall Street ha aggiornato i massimi storici ma, secondo gli osservatori finanziari, la festa potrebbe finire proprio a causa dell'aumento dei rendimenti obbligazionari. L'andamento negativo delle azioni in questa settimana rappresenta già un campanello d'allarme in tal senso. Gli analisti di BofA hanno avvertito che il loro indicatore "Bull & Bear" si sta avvicinando a un livello da "segnale di vendita" e che l’inizio di giugno potrebbe essere "maturo per prese di profitto".
Gli analisti di Barclays, dopo aver sottolineato che "la domanda estera per le azioni USA rispetto al resto del mondo sta accelerando in un contesto di prezzi del petrolio persistentemente elevati", hanno precisato che "con portafogli completamente investiti e venti contrari macroeconomici in aumento, il rischio di una correzione nel breve termine è aumentato sensibilmente". Alla luce di questo, "vediamo spazio per un ulteriore ridimensionamento delle posizioni nel breve periodo", hanno scritto, chiedendosi se le obbligazioni finiranno per "rovinare la festa dell’AI" nei mercati azionari.
Più ottimista appare Paul Skinner, direttore degli investimenti del gigante dell’asset management Wellington. Anch'egli ha messo in luce come la divergenza tra mercato obbligazionario e azionario stia mettendo a rischio i portafogli azionari. Tuttavia, ha aggiunto che l’inflazione non è ormai radicata nell’economia globale nel lungo periodo. Quindi, "potrebbe trattarsi semplicemente di una correzione e non dell’inizio di un mercato orso per le azioni".