I data center AI hanno sempre più bisogno di rame, acciaio ed energia | Investire.biz

I data center AI hanno sempre più bisogno di rame, acciaio ed energia

19 ago 2026 - 10:30

Il boom dei data center legati all'intelligenza artificiale ha avuto un grande impatto sull'economia reale. La domanda di rame, acciaio ed elettricità è insostenibile

Nell'immaginario collettivo, l'intelligenza artificiale è un fenomeno che interessa i grandi modelli, i chip sempre più potenti necessari ad alimentarla e tutte le grandi aziende tecnologiche che stanno investendo miliardi di dollari. In realtà, dietro a tutto questo c'è un'enorme infrastruttura fisica da costruire e che deve essere continuamente potenziata.
 
In questo ambito, entrano in gioco materie prime e risorse molto preziose come rame, acciaio ed energia elettrica. Il ruolo centrale di tale ecosistema è esercitato dai data center, enormi strutture che contengono e gestiscono il flusso gigantesco di dati e informazioni generati dall'AI.
 
Si tratta in sostanza di vere e proprie fabbriche di potenza di calcolo che per funzionare hanno bisogno di migliaia di server, sistemi di raffreddamento, trasformatori, cavi, reti elettriche e strutture in grado di sostenere apparecchiature sempre più pesanti e potenti. Il risultato è una domanda crescente di materiali che, fino a pochi anni fa, sembravano lontani dal grande tema dell'intelligenza artificiale.
 
 

Il rame è l'esempio più evidente

Il rame è probabilmente l'esempio più emblematico dei materiali indispensabili per tenere in piedi tutto il sistema. È indispensabile per realizzare cavi elettrici, trasformatori e sistemi di distribuzione dell'energia. La sua importanza è tanto più rilevante quanto più aumenta la capacità dei data center.
 
Ciò in quanto maggiore diventa la quantità di elettricità da trasportare e, di conseguenza, la necessità di rame. Il problema è che con una domanda così frenetica, l'offerta non riesce a tenere il passo. Secondo Wall Streetcn, società cinese specializzata nell'analisi di dati economici e finanziari, una fabbrica di intelligenza artificiale da 1 gigawatt richiede 50.000 tonnellate metriche di rame.
 
Stando alle attuali proiezioni industriali di costruire una capacità di 15 GW all'anno, i data center da soli aggiungeranno 750.000 tonnellate metriche di nuova domanda di rame ogni anno. I data center AI guideranno ulteriormente l'espansione della rete, la costruzione di sottostazioni e l'aggiornamento delle linee di trasmissione e distribuzione.
 
In sostanza, è necessario aumentare rapidamente l'offerta di rame. Farlo, tuttavia, non è semplice. Per aprire una nuova miniera sono richiesti ingenti investimenti e molti anni di sviluppo. Contestualmente, i giacimenti esistenti devono fare i conti con una qualità del minerale spesso in diminuzione e con problemi ambientali e autorizzativi.
 
Il mercato rischia così di trovarsi davanti a una situazione in cui la domanda cresce molto più rapidamente dell'offerta, mentre i prezzi del rame continuano a salire. S&P Global stima che la domanda globale di rame salirà a 42 milioni di tonnellate metriche entro il 2040, dai 28 milioni del 2025, con i data center che da soli potrebbero raggiungere 2,5 milioni di tonnellate.
 
Sulla base di questa tendenza, entro il 2026 le quotazioni del rame potrebbero superare la soglia dei 15.000 dollari, dai circa 14.150 dollari al 10 agosto 2026, secondo la società americana.
 
 

L'acciaio è necessario per l'infrastruttura

Anche l'acciaio è fondamentale. I data center sono enormi edifici che richiedono strutture metalliche, sistemi di supporto, impianti di raffreddamento e infrastrutture elettriche. Il consumo di acciaio è una logica conseguenza.
 
La costruzione simultanea di nuovi data center in diverse parti del mondo può quindi aumentare tale consumo, proprio mentre altri settori dell'economia continuano ad averne bisogno. Ancora una volta, il problema è riuscire ad aumentare la produzione abbastanza velocemente per seguire una domanda che sta accelerando.
 
Quest'anno l'IEEFA (Institute for Energy Economics and Financial Analysis) ha pubblicato un'analisi, nella quale ha previsto che i data center richiederanno circa 1,5 milioni di tonnellate di acciaio nel 2026. La stessa analisi indica che l'Asia, esclusa la Cina, potrebbe assorbire circa il 43% della nuova capacità di data center prevista fino al 2030.
 
 

Il vero collo di bottiglia è l'elettricità

I data center AI richiedono una disponibilità di corrente molto superiore rispetto ai tradizionali centri di elaborazione dati. Non basta quindi costruire i server: bisogna realizzare nuove centrali, linee di trasmissione, sottostazioni e trasformatori.
 
In molte aree, la rete elettrica esistente non è stata progettata per sostenere una crescita così rapida della domanda. Secondo l'IEA, il consumo globale di elettricità nei data center dovrebbe aumentare a circa 945 TWh entro il 2030, praticamente il doppio rispetto ai livelli attuali.
 
Goldman Sachs ha inoltre osservato che la quota di picco della domanda di energia estiva dai data center statunitensi potrebbe passare dal 4,1% nel 2025 all'8,5% nel 2027. Ciò indica che i data center di AI stanno passando da carichi energetici marginali a variabili critiche che plasmano la pianificazione della rete.
 
Le grandi aziende stanno cercando di correre ai ripari per aumentare le fonti energetiche, rispolverando anche il nucleare, che era stato accantonato per molti anni. Il collo di bottiglia però è evidente. Se gli investimenti nell'intelligenza artificiale continueranno a crescere ai ritmi attuali, il rischio è quindi che non sia la domanda a mancare, ma l'offerta a non riuscire a stare dietro.
 
 
 

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