La domanda di energia è cresciuta incredibilmente negli ultimi anni e un grande impulso è stato fornito dall'intelligenza artificiale. Questa tecnologia è in grado di generare un'enorme quantità di dati e informazioni, che devono essere elaborati, archiviati e gestiti.
Per questa ragione, le grandi aziende tecnologiche hanno puntato sul business del futuro: i data center, ovvero grandi infrastrutture che ospitano i server necessari per elaborare, archiviare e distribuire dati e applicazioni digitali. Alimentare i data center senza interruzioni richiede una quantità di energia incomparabilmente superiore rispetto al passato, tanto più che lo sviluppo dell'AI procede a ritmo sostenuto.
Le fonti tradizionali di energia non sembrano sufficienti a tenere il passo con una domanda sempre più elevata ed è per questo che, negli ultimi tempi, i Paesi di tutto il mondo stanno riportando alla ribalta l'energia nucleare, accantonata dopo il disastro di Fukushima del 2011.
Nell'ambito dell'energia nucleare, però, si sta facendo strada la fusione nucleare, una tecnologia che fino a oggi è risultata troppo complessa per essere commercializzata, ma per la quale sembra ora sia stato trovato un modo per sfruttarne il potenziale.
Fusione nucleare: ecco in cosa consiste
Ma in cosa consiste esattamente la fusione nucleare? Per dirla in termini semplici, si tratta di un processo che, attraverso l'utilizzo di un reattore a fusione denominato stellarator, porta due atomi di idrogeno a unirsi per formarne uno di elio. In questo modo si produce calore, liberando un'enorme quantità di energia.
L'energia generata dalla fusione nucleare non è la stessa cosa dell'energia nucleare tradizionale. Non produce scorie radioattive a lunga vita, non comporta il rischio di incidenti nucleari e non può essere utilizzata a fini bellici. Questi aspetti la rendono ancora più preziosa, considerando che, con la crescente domanda legata all'intelligenza artificiale, potrebbe rappresentare una delle soluzioni al problema dell'insufficienza energetica.
Un'altra caratteristica molto importante è che questa forma di energia può essere installata ovunque: nei pressi di un data center o nelle vicinanze di un polo industriale. Si tratta, quindi, di una fonte energetica pulita, affidabile e continua, in grado di soddisfare pienamente le esigenze di fabbisogno, ma anche quelle di sicurezza e sostenibilità ambientale.
Una startup promettente
Una delle startup più promettenti che opera nel campo della fusione nucleare e che sta portando avanti una sfida quasi eroica per dimostrare la validità di questa tecnologia è Type One Energy. Fondata nel 2019 da un gruppo di scienziati e ingegneri provenienti da istituzioni come il Massachusetts Institute of Technology (MIT), l'Università del Wisconsin-Madison e aziende del settore della fusione nucleare, l'azienda con sede a Knoxville, nel Tennessee, è cresciuta rapidamente grazie a finanziamenti pubblici e privati. Attualmente è sostenuta anche da Breakthrough Energy Ventures, Centaurus Capital, GD1, Foxglove Capital e SeaX Ventures.
Type One Energy ritiene che la fusione nucleare sarà in grado di produrre elettricità in modo affidabile entro il prossimo decennio, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Grazie anche all'intelligenza artificiale, il progetto della startup è oggi sempre più concreto e realizzabile.
"Negli ultimi cinque o sei anni i progressi hanno subito un'accelerazione straordinaria", ha affermato l'Amministratore delegato della società, Christopher Mowry. "I supercomputer hanno permesso all'industria, al mondo accademico e alle grandi istituzioni di sviluppare e testare su larga scala macchinari sperimentali che dimostrano la validità del processo".