Quando si parla di banche italiane non si può fare a meno di pensare ai principali gruppi che operano nel nostro sistema bancario nazionale. Intesa Sanpaolo, UniCredit, Monte dei Paschi di Siena (MPS), Banco BPM e BPER Banca non sono importanti soltanto perché raccolgono depositi e concedono prestiti, ma anche perché la loro solidità finanziaria e i parametri patrimoniali influenzano la percezione del rischio dell’intero settore bancario italiano ed europeo.
Queste banche operano in segmenti simili - retail, corporate, gestione patrimoniale e mercati dei capitali - ma differiscono tra loro per modello di business, dimensione e specializzazione. Per confrontare queste istituzioni abbiamo preso come riferimento l’anno 2024, sulla base degli ultimi bilanci e dati ufficiali disponibili (ad esempio i risultati pubblicati nei report annuali e nei comunicati stampa delle banche).
Di seguito analizziamo i numeri chiave di ciascuna banca relativi a utile netto, redditività netta (utile netto/ricavi totali), Return on equity o ROE (utile netto/patrimonio netto), leva finanziaria (passività totali/patrimonio netto) e Common Equity Tier 1 o CET1 ratio.
Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo è la banca più grande d’Italia per attivi e profitti, con un modello di business diversificato che combina attività retail, corporate, wealth management e investment banking.
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Utile netto: 8,67 miliardi di euro, in crescita del 12,2% su base annua.
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Redditività netta: 31,98%, indicativa di profitti solidi rispetto ai ricavi operativi netti pari a 27,11 miliardi di euro, sostenuta da una forte generazione di interessi netti e commissioni.
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ROE (Return on Equity): 13,29%, storicamente Intesa ha un ROE robusto rispetto ai peer italiani.
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Leva finanziaria: 13,31, tipicamente elevata dato il modello di intermediazione bancaria.
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CET1 Ratio: 13,9% pro-forma (13,3% deducendo dal capitale anche il buyback autorizzato dalla BCE), ben al di sopra dei requisiti minimi regolamentari.
Intesa beneficia di una solida base di depositi e di una significativa presenza internazionale, con particolare forza nei segmenti di wealth management e corporate banking.
UniCredit
UniCredit è la seconda banca italiana per dimensione e un gruppo con forte presenza in Europa centrale e orientale.
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Utile netto: 9,72 miliardi di euro, segnando una crescita del 2,23% anno su anno.
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Redditività netta: 40,1 %; UniCredit ha mostrato margini robusti soprattutto grazie alle attività di intermediazione creditizia e commissioni.
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ROE: 14,97%, tradizionalmente competitivo nel panorama bancario italiano (anche se variabile in funzione dell’anno e delle condizioni di mercato).
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Leva finanziaria: 11,1, elevata, come per molte banche di grandi dimensioni, riflettendo un ampio uso di passività per finanziare le attività.
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CET1 Ratio: 15.9%, un livello percepito come solido dagli analisti.
UniCredit ha inoltre annunciato obiettivi di crescita degli utili e di distribuzione del capitale agli azionisti, rafforzando il proprio profilo competitivo nel medio periodo.
Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS)
MPS è la banca più antica del mondo e ha attraversato profonde trasformazioni negli ultimi anni, incluse ricapitalizzazioni e processi di privatizzazione.
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Utile netto: 1,95 miliardi di euro; dopo anni di difficoltà, è tornato positivo nel 2023 e si è confermato nel 2024, segnando un recupero rispetto al passato.
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Redditività netta: 48,3%, considerando ricavi totali per 4,03 miliardi di euro.
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ROE: 16,7%.
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Leva finanziaria: 9,52; elevata come per altre banche italiane, tipico del settore, ma inferiore rispetto alle prime due della classe.
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CET1 Ratio: 18,2%, robusto il che consacra il processo di ristrutturazione e capitalizzazione della banca.
MPS ha anche ripreso dallo scorso anno la distribuzione di dividendi dopo molti anni, un segnale simbolico della stabilizzazione del gruppo post‑crisi.
Banco BPM
Banco BPM è uno dei principali gruppi bancari italiani, nato dalla fusione tra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano.
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Utile netto: 1,92 miliardi di euro; stabile e in crescita organica.
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Redditività netta: 33,7%, supportata da efficienza operativa e commissioni da servizi finanziari.
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ROE: 13,2%, competitivo nel contesto domestico, riflettendo margini di profitto coerenti con le dimensioni medie del gruppo.
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Leva finanziaria: 12,6, in linea con gli standard del settore bancario.
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CET1 Ratio: 15%, sopra i requisiti minimi, mostrando buffer di capitale adeguati per fronteggiare rischi regolamentari.
Banco BPM è anche attivo su operazioni di consolidamento nel sistema bancario italiano, rafforzando la sua presenza territoriale e servizi.
BPER Banca
BPER Banca è un gruppo bancario con forte radicamento nel Centro‑Nord Italia e in espansione grazie ad acquisizioni recenti.
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Utile netto: 1,41 miliardi di euro, in crescita del 4,1% rispetto al 2023.
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Redditività netta: 25,31%, sostenuta in parte dalle commissioni e in parte da risultati di intermediazione creditizia.
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ROE: 12,2%, solido e in linea con i principali competitor di media dimensione.
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Leva finanziaria: 11,2, tipica del settore bancario.
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CET1 Ratio: 15,8%, uno dei livelli più alti tra i principali gruppi italiani, riflettendo una buona base patrimoniale.
BPER ha anche consolidato il proprio profilo attraverso acquisizioni strategiche, che hanno ampliato la sua base clienti e l’offerta di prodotti.
Ecco di seguito la tabella riepilogativa
| Banca |
Utile netto (€ mld) |
Redditività netta (%) |
ROE (%) |
Leva finanziaria |
CET1 Ratio (%) |
| Intesa Sanpaolo |
8,67 |
31,98 |
13,29 |
13,31 |
13,9 |
| UniCredit |
9,72 |
40,1 |
14,97 |
11,1 |
15,9 |
| MPS |
1,95 |
48,3 |
16,7 |
9,52 |
18,2 |
| Banco BPM |
1,92 |
33,7 |
13,2 |
12,6 |
15 |
| BPER Banca |
1,41 |
25,9 |
12,2 |
11,2 |
15,8 |
In conclusione, le principali banche italiane del 2024 mostrano un quadro di solidità e differenze marcate per dimensioni e profittabilità. Intesa Sanpaolo e UniCredit guidano il settore per attivi e utili, mentre MPS e BPER, pur più piccole, evidenziano buona redditività e capitale solido.
Banco BPM conferma stabilità e crescita organica. Complessivamente, il sistema bancario italiano appare resiliente, con buffer patrimoniali adeguati e performance positive. Questi numeri rafforzano la fiducia di clienti, investitori e mercati nel medio periodo.