La notte tra il 6 e il 7 gennaio 2026 ha portato notizie cruciali per l'economia australiana. I dati pubblicati dall'Australian Bureau of Statistics (ABS) hanno mostrato una frenata dell'inflazione più netta del previsto, offrendo un po' di sollievo alla Reserve Bank of Australia (RBA), pur in un contesto di crescita economica ancora tonica.
L'indice dei prezzi al consumo è sceso al 3,4% su base annua a novembre (dato rilasciato stamane), rispetto al 3,8% di ottobre. Il mercato si aspettava una discesa meno marcata (attorno al 3,6%). Si tratta del livello più basso da agosto, grazie soprattutto al calo dei prezzi dell'energia e di alcuni beni di consumo.
Anche la misura preferita della RBA (l’Inflazione "Core") è scesa leggermente, passando dal 3,3 al 3,2%, rimanendo però ancora sopra la fascia obiettivo del 2-3%.
Una sorpresa positiva è arrivata dai permessi di costruzione, balzati del 15,2% nel mese di novembre. Questo dato segnala una forte ripresa del settore edilizio, fondamentale per l'economia australiana, e suggerisce che la domanda interna resta solida nonostante i tassi alti.
AUD/USD sui top da 15 mesi
Prima di questi dati, molti analisti temevano che la RBA sarebbe stata costretta a rialzare i tassi nella prossima riunione di febbraio 2026 ma lo scenario attuale con la frenata dei prezzi riduce la pressione immediata per un aumento del costo del denaro. Tuttavia, con un'inflazione core al 3,2% e un mercato immobiliare così dinamico, gli esperti ritengono che la Banca centrale manterrà i tassi al 3,60% (livello attuale) ancora a lungo, rimanendo una delle banche centrali più "rigide" al mondo.
Il cambio AUD/USD si trova in una posizione molto interessante, influenzato da quella che i trader chiamano "divergenza di politica monetaria". Mentre l'Australia valuta se tenere i tassi fermi o alzarli, negli Stati Uniti la situazione è opposta. Il taglio dei tassi effettuato dalla Fed lo scorso 10 dicembre, e le proiezioni di ulteriori tagli nel 2026, hanno indebolito il dollaro americano su base globale.
Poiché la Fed sta tagliando e la RBA è ferma, il differenziale dei rendimenti favorisce l'Australia. L'AUD/USD ha recentemente toccato i massimi degli ultimi 15 mesi in zona 0,6750 - 0,6800 partendo dai minimi di novembre in zona 0,642. Anche se un'inflazione australiana più bassa del previsto potrebbe causare un leggero indebolimento temporaneo dell'AUD, poiché diminuiscono le scommesse su nuovi rialzi dei tassi RBA, il dollaro australiano resta una delle valute più forti del paniere G10.
Sebbene l'inflazione stia rallentando, la resistenza della RBA nel tagliare i tassi, contrapposta alla fretta della Fed, potrebbe mantenere l'AUD su un trend rialzista nei confronti dell'USD nelle prossime settimane.
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