Gli interessi economici legati alla famiglia di Donald Trump continuano ad espandersi in diversi settori strategici, dai droni militari fino ai media e all’intrattenimento. Di recente, sono emerse nuove operazioni che coinvolgono direttamente i figli del presidente USA e, indirettamente, lo stesso Trump tramite il suo patrimonio gestito in trust. Vediamo cosa sapere.
I figli di Trump puntano sui droni: fusione Aureus–Powerus
Una delle operazioni più recenti riguarda Eric Trump e Donald Trump Jr., che stanno aumentando la loro esposizione nel settore dei droni. La società Aureus Greenway Holdings, azienda di golf club sostenuta dai due fratelli Trump, ha annunciato una fusione con Powerus, una società tecnologica specializzata in droni industriali.
L’operazione è stata progettata per portare Powerus alla quotazione sui mercati pubblici. Powerus è una startup fondata nel 2025 dall’imprenditore Andrew Fox e produce droni heavy-lift in grado di trasportare carichi industriali fino a 675 kg. Oltre alla produzione di velivoli senza pilota, la società offre anche servizi di conversione per trasformare imbarcazioni tradizionali in unità autonome o telecomandate.
Secondo i documenti depositati presso la U.S. Securities and Exchange Commission (SEC), Fox dovrebbe diventare CEO e presidente della società risultante dalla fusione. Per sostenere l’operazione, Aureus ha incaricato Dominari Securities di raccogliere circa 9 milioni di dollari di finanziamenti. La banca d’investimento vede tra i suoi azionisti proprio Eric Trump e Donald Trump Jr., entrambi con partecipazioni di circa il 6%.
Il settore dei droni è oggi una delle priorità di spesa del U.S. Department of Defense. I velivoli senza pilota sono diventati cruciali nei conflitti moderni, come dimostrato dalla guerra in Ucraina, dove i sistemi di difesa aerea limitano l’utilizzo di velivoli tradizionali. Questo ha attirato anche forti investimenti da parte della Silicon Valley in startup di tecnologia militare e IA.
La fusione Aureus–Powerus rappresenta quindi l’ultimo tassello della strategia dei figli di Trump nel comparto dei droni. Solo un mese fa era stato annunciato un accordo da 1,5 miliardi di dollari tra il produttore israeliano XTEND e la società americana JFB Construction Holdings. L’accordo tra Aureus e Powerus potrebbe essere annullato se non verrà finalizzato entro la fine del 2026.
Trump e gli investimenti nei media: le obbligazioni Netflix e Warner Bros
Parallelamente agli investimenti dei figli, anche il patrimonio personale di Donald Trump continua a muoversi sui mercati finanziari. Secondo documenti pubblicati dall’Office of Government Ethics, il presidente ha acquistato oltre 1,1 milioni di dollari di obbligazioni della società di streaming Netflix negli ultimi mesi.
Gli acquisti sono avvenuti tra dicembre e gennaio, mentre la piattaforma era impegnata in una complessa battaglia finanziaria per acquisire Warner Bros. Discovery. Le obbligazioni acquistate da Trump pagano una cedola del 5,375% e scadono nel 2029. Non è chiaro se siano state successivamente vendute o mantenute in portafoglio.
Nello stesso periodo, il presidente avrebbe acquistato anche tra 500.000 e 1 milione di dollari di obbligazioni Warner Bros. Discovery. Questi titoli, comprati a circa 91-92 centesimi per dollaro, sono successivamente saliti fino a circa 95 centesimi, risultando quindi potenzialmente in guadagno.
La competizione per Warner Bros si è conclusa con la vittoria di Paramount Skydance, che ha presentato un’offerta da circa 110 miliardi di dollari. L’operazione è stata sostenuta da circa 39 miliardi di dollari di nuovo debito, fornito da istituti come Bank of America, Citigroup e Apollo Global Management.
Trump e il nodo dei conflitti di interesse
Negli Stati Uniti il presidente è esente dalle leggi federali sul conflitto di interessi che limitano gli investimenti degli altri funzionari dell’esecutivo. La Casa Bianca ha dichiarato che il patrimonio di Trump è gestito tramite un trust controllato dai figli.
Secondo la portavoce presidenziale, non esisterebbero quindi conflitti di interesse. Tuttavia, gli investimenti del presidente in aziende potenzialmente influenzate dalle politiche della sua amministrazione continuano a sollevare interrogativi etici tra osservatori e analisti.