In un mondo tecnologico dominato dai giganti della Silicon Valley, c’è un nome che spesso sfugge ai radar del grande pubblico occidentale, pur influenzando la vita quotidiana di oltre un miliardo di persone: Tencent. Se oggi, ad inizio 2026, si guarda a questa realtà non solo come a un'azienda, ma come a un vero e proprio ecosistema digitale, è necessario fare un salto indietro in una piccola stanza di Shenzhen, nel novembre del 1998.
Tencent: il sogno di un "Pony" e l'inizio di un'era
Tutto comincia con Ma Huateng, un giovane ingegnere timido ma visionario, soprannominato "Pony" (un gioco di parole sul suo cognome, Ma, che in cinese significa cavallo). Insieme a Zhang Zhidong e altri tre compagni di università, Ma fonda Tencent Inc. con un obiettivo modesto: adattare il concetto di messaggistica istantanea al mercato cinese.
Il suo primo prodotto, OICQ (Open ICQ), era quasi un clone del celebre servizio di messaggistica ICQ israeliano. Tuttavia, il genio di Tencent non risiedeva nell'invenzione pura, ma nell'adattamento. Mentre ICQ era pensato per il PC fisso di casa, OICQ venne ottimizzato per i fragili collegamenti internet della Cina di fine anni '90.
Quando la AOL, proprietaria di ICQ, minacciò una causa legale, Pony Ma fece una mossa che avrebbe cambiato la storia: modificò il nome in QQ e trasformò l'icona in un pinguino con la sciarpa rossa. Quel pinguino divenne in breve tempo l'ambasciatore digitale della classe media cinese emergente.
Tencent: la sopravvivenza e la quotazione a Hong Kong
I primi anni non furono facili. Tencent aveva milioni di utenti ma non sapeva come fare soldi. Si narra che Pony Ma abbia cercato di vendere l'azienda per meno di un milione di dollari, ma nessuno mostrò interesse. Fu allora che Tencent introdusse il concetto di micro-transazioni: la possibilità di acquistare vestiti virtuali per il proprio avatar o servizi premium. Fu la prima scintilla di un modello di business che oggi domina il mondo dei videogiochi.
Il 16 giugno 2004 segna il primo grande traguardo: la quotazione alla Borsa di Hong Kong. Da quel momento, Tencent non è stato più una startup di messaggistica, ma un colosso con le tasche profonde, pronto a fagocitare ogni settore del digitale.
La nascita di WeChat
Se QQ aveva conquistato i giovani, Tencent aveva bisogno di qualcosa che conquistasse gli adulti e i professionisti nell'era degli smartphone. Nel 2011, un piccolo team guidato da Allen Zhang sviluppò in tempi record WeChat (Weixin). La piattaforma era molto di più di una copia di WhatsApp, come molti avevano insinuato.
WeChat è diventata la prima "Super-App" al mondo: un unico posto dove è possibile chattare, prenotare un taxi, pagare le bollette, ordinare cibo e persino avviare una causa legale o divorziare grazie ai servizi governativi integrati.
Con l'introduzione dei mini programmi, Tencent ha creato un sistema operativo dentro l'applicazione, rendendo superfluo scaricare altre app. In Cina, oggi nel 2026, vivere senza WeChat è tecnicamente impossibile.
Tencent: l'Impero del gaming e la strategia globale
Mentre WeChat consolidava il mercato interno, Tencent rivolgeva lo sguardo all'estero, ma con una strategia silenziosa. Invece di imporre il proprio marchio, ha preferito diventare il più grande investitore mondiale nel settore del gaming. L'azienda ha acquisito il 100% di Riot Games, detiene l'80% di Supercell e possiede quote significative di Epic Games, Ubisoft e Activision Blizzard.
Questa espansione ha permesso a Tencent di influenzare l'intrattenimento globale, diventando il primo produttore di videogiochi al mondo per ricavi. Chi ha giocato a un titolo popolare negli ultimi dieci anni, è quasi certo che una parte dei suoi soldi sia finita nelle casse di Tencent.
Tencent tra AI e cloud
Oggi, Tencent sta vivendo una nuova metamorfosi. Dopo aver superato le strette regolatorie del governo cinese degli anni precedenti, l'azienda si è focalizzata sull'intelligenza artificiale generativa. Il suo modello linguistico, "Hunyuan", è stato integrato in ogni fibra dell'ecosistema: dalla creazione automatica di contenuti nei videogiochi alla personalizzazione estrema della pubblicità su WeChat.
Il 2026 rappresenta anche l'anno della maturità per Tencent Cloud, che sta sfidando
Amazon e
Microsoft nel sud-est asiatico e in Medio Oriente, offrendo infrastrutture digitali a prezzi imbattibili. Ma la vera sfida attuale è la transizione verso il cosiddetto "Industrial Internet": aiutare le fabbriche e le aziende tradizionali a digitalizzarsi usando i dati e l'intelligenza artificiale di Tencent.
Ma chi è davvero Tencent?
Dietro i numeri da capogiro e i grafici azionari, Tencent rimane un'azienda plasmata dal carattere del suo fondatore: resiliente, prudente e adattabile. A differenza di figure polarizzanti come Elon Musk o Jack Ma (fondatore di Alibaba), Pony Ma ha sempre preferito agire nell'ombra, lavorando dietro le quinte per costruire quella che molti definiscono "l'infrastruttura invisibile della vita moderna".
L'evoluzione di Tencent insegna che il successo non nasce solo dall'idea originale, ma dalla capacità di costruire un ecosistema dove ogni pezzo (messaggistica, pagamenti, giochi, cloud) alimenta l'altro in un circolo infinito.