La storia di Leopold Aschenbrenner non è dissimile da quella di molti visionari di Wall Street, partiti con grandi premesse e poi travolti dalla tempesta finanziaria. Ex ricercatore di OpenAI, Aschenbrenner era considerato un precursore dell'intelligenza artificiale. Nel 2024 aveva sostenuto la tesi secondo cui chip, memorie avanzate, data center e un'enorme quantità di energia sarebbero stati fondamentali per costruire un sistema basato sull'AI. A suo avviso, quindi, la nuova tecnologia non era solo una questione di algoritmi, ma anche e soprattutto di hardware.
Da una previsione che suonava più come una profezia è nato l'hedge fund Situational Awareness, che in soli sei mesi era arrivato a più che quintuplicare il proprio valore. All'inizio di luglio il valore del fondo aveva raggiunto circa 45 miliardi di dollari, portando Aschenbrenner, a soli 25 anni, a diventare uno degli investitori più osservati della Silicon Valley. Poi è arrivata la catastrofe. Il sell-off che si è abbattuto sui titoli tecnologici ha fatto precipitare il valore del fondo a circa 10 miliardi di dollari, facendo scattare le margin call delle banche.
Leopold Aschenbrenner: cosa sapere sull'investitore visionario
Ma chi è realmente Leopold Aschenbrenner? Nato in Germania nel 2001 e successivamente trasferitosi negli Stati Uniti all'età di 15 anni, ha studiato matematica e informatica alla Columbia University, dove si è distinto per gli ottimi risultati accademici, laureandosi a 19 anni. Nel 2023 ha lavorato in OpenAI come ricercatore in un team dedicato alla sicurezza dei sistemi avanzati di intelligenza artificiale. L'anno precedente aveva collaborato alla gestione del Future Fund di FTX, la società di criptovalute di Sam Bankman-Fried poi finita in rovina a causa di una frode miliardaria. Nel 2024 è entrato in rotta di collisione con OpenAI, che lo ha accusato di aver divulgato informazioni riservate e per questo lo ha licenziato.
La vera svolta della sua vita è arrivata nello stesso anno, quando ha creato il blog "Situational Awareness", dedicato ai rischi e alle implicazioni geopolitiche dell'intelligenza artificiale generale. Da quell'idea è nato anche l'hedge fund con lo stesso nome, che è riuscito ad attirare investitori come Patrick Collison di Stripe, John Collison, Daniel Gross e Nat Friedman.
Dal paradiso all'inferno
L'hedge fund era stato costruito attorno alla convinzione che tutto ciò che ruotava intorno all'AI avrebbe accresciuto il proprio valore. Tra le partecipazioni più rilevanti figuravano infatti società specializzate nell'hardware e nelle infrastrutture che fanno funzionare l'ecosistema AI, come SK Hynix, CoreWeave, Micron Technology, Bloom Energy e Nebius. Parallelamente, il fondo aveva assunto posizioni ribassiste contro le società ritenute più vulnerabili all'avanzata dell'intelligenza artificiale. Tra queste vi era Adobe, azienda focalizzata sul software tradizionale, settore che ha subito forti pressioni sui mercati azionari dopo il rilascio da parte di Anthropic di strumenti AI capaci di rendere obsoleti alcuni sistemi software esistenti.
Talvolta i mercati finanziari riservano sorprese che sembrano sfidare ogni logica. Questo mese, improvvisamente, i titoli legati all'infrastruttura AI sono crollati, mentre alcune società software hanno recuperato terreno. Il problema di Situational Awareness era la leva finanziaria, pari a quattro volte il capitale. In pratica, un calo del 25% delle posizioni sarebbe stato sufficiente ad azzerare il capitale del fondo.
Con l'andamento estremamente volatile dei titoli tecnologici, banche come Goldman Sachs, JP Morgan Chase e Bank of America, che nei mesi precedenti avevano sostenuto la crescita del fondo concedendo linee di finanziamento, si sono ritirate chiedendo margini aggiuntivi. Aschenbrenner è stato quindi costretto a liquidare le posizioni, accentuando i bruschi movimenti ribassisti dei mercati azionari.
E pensare che, quando il fondo era all'apice del successo, il giovane investitore avrebbe contattato Barclays per ottenere l'accesso ai servizi di prime brokerage, ma la banca londinese avrebbe respinto la richiesta sostenendo che gli investimenti dell'hedge fund fossero eccessivamente concentrati in un unico settore, quello dell'intelligenza artificiale. Secondo tale valutazione, un'inversione di tendenza del mercato avrebbe potuto provocare un crollo delle quotazioni, proprio ciò che poi si è verificato.
Citadel l'asso pigliatutto
All'inizio di questa settimana il portafoglio di Situational Awareness è stato esaminato da alcuni grandi investitori, tra cui soggetti già presenti nel fondo come Millennium Management e Jane Street Group. Questi operatori hanno discusso con Aschenbrenner per verificare se esistessero le condizioni per acquistare importanti pacchetti azionari.
La soluzione è però arrivata da Citadel, multinazionale statunitense dell'hedge fund e dei servizi finanziari fondata e guidata da Ken Griffin. Le parti hanno negoziato per ore nella notte tra mercoledì e giovedì, raggiungendo un accordo poco prima dell'apertura di Wall Street. Citadel ha acquistato gran parte del portafoglio azionario quotato di Situational Awareness, lasciando invece le partecipazioni private, come quella in Anthropic. Il prezzo dell'operazione non è stato reso noto, ma secondo indiscrezioni sarebbe stato particolarmente favorevole per Citadel, considerate le difficoltà finanziarie dell'hedge fund.
Ci si trova dunque di fronte all'ennesimo fondo nato sotto grandi aspettative e poi fallito? Non del tutto, almeno per ora. È certo però che il danno economico e reputazionale sia stato molto pesante e confermi ancora una volta come anche le migliori tesi di investimento richiedano disciplina finanziaria e orizzonti temporali lunghi.