Rendimenti Treasury USA in calo, chi vince e perde tra azioni? | Investire.biz

Rendimenti Treasury USA in calo, chi vince e perde tra azioni?

Il calo dei rendimenti dei titoli di Stato americani ha lasciato stupefatti molti operatori, viste le condizioni economiche degli Stati Uniti. Vediamo cosa sta succedendo

I rendimenti dei titoli di Stato americani (qui tutte le tipologie) continuano la discesa in questi ultimi tempi. Attualmente sul mercato secondario i T-Bond a 10 anni viaggiano intorno a un rendimento dell'1,275%, il che lascia un pò interdetti se si pensa che il 31 marzo erano schizzati all'1,749% allarmando non poco gli investitori.

Quanto sta accadendo è difficilmente spiegabile, se si considera che l'inflazione sta avanzando e almeno nel breve le prospettive non sono di certo di un arretramento dei prezzi. D'accordo che le Banche centrali ribadiscono a più riprese la transitorietà del fenomeno inflattivo ma, guardando obiettivamente i dati rilasciati dagli istituti di statistica, è difficile poter scorgere per il momento un'inversione di tendenza.

L'ultimo verbale della FED poi fa pensare che, sebbene non ci sia tapering immediato nel piano d'acquisti delle obbligazioni da parte dell'istituto guidato da Jerome Powell, il rialzo dei tassi prima del 2023 sembra cosa ormai scontata. L'economia americana è inoltre in ripresa, nonostante qualche zona d'ombra a livello occupazionale, e nel pieno della stagione turistica il calo improvviso dei consumi appare un'ipotesi assai remota.

 

T-Bond: ecco perché stanno scendendo i rendimenti

Allora per quale motivo gli investitori stanno comprando un asset come il Treasury Bond che perde valore con l'inflazione? Le ragioni possono essere diverse, ma tutte comunque necessitano di una controprova nel tempo.

Una possibile spiegazione è che il mercato cominci a scontare il fatto che nel prossimo anno ci possa essere una recessione dopo la ripresa, che spinga al ribasso gli utili delle aziende. Di conseguenza, il mercato azionario tenderebbe ad adeguarsi per mantenere inalterati i multipli. Quindi, gli operatori cercano di coprirsi investendo su titoli che proteggono dal rischio.

Un altro motivo per cui i rendimenti stanno diminuendo potrebbe derivare dalla politica della FED, che comunque si mantiene molto accomodante e che fa sì che i tassi si mantengano bassi su tutta la linea. In tal caso, i titoli di Stato non starebbero facendo altro che adeguarsi.

Come accennato, questi sono fattori che hanno bisogno di una conferma in futuro, perché non è affatto detto che il rimbalzo economico non possa prolungarsi per tutto il 2022, soprattutto se la variante Delta dovesse rallentare il boom di quest'anno. Allo stesso modo, la Banca Centrale USA potrebbe già dalla prossima riunione annunciare una stretta sull'acquisto delle obbligazioni e nei prossimi mesi optare per un ritocco del costo del denaro prima di quanto il mercato si aspetti.

 

T-Bond: implicazioni su azioni da calo rendimenti

Qualunque sia la ragione del calo dei rendimenti, tutto ciò ha implicazioni importanti sul mercato azionario. I titoli che ne traggono maggiore vantaggio sono soprattutto quelli legati alla crescita, come i tecnologici. Tassi più bassi significano per le società tech un costo di finanziamento minore per poter effettuare i propri investimenti per il futuro. Nel contempo i flussi di reddito a scadenze più lontane, come tornaconto per i piani d'impiego del capitale, hanno un valore attuale maggiore dal momento che scontano un tasso più basso.

Da quando i rendimenti dei T-Bond hanno iniziato la curva di discesa, vi è stata una crescita delle quotazioni dei titoli growth notevole: dal 1°gennaio al 15 maggio 2021 l'indice tecnologico dell'S&P 500 è salito di appena l'1%, da metà maggio in poi del 15%.

Ovviamente ad essere penalizzati sono i titoli legati al ciclo economico, primi tra tutti i finanziari. Le banche ad esempio soffrono moltissimo il calo dei rendimenti dei titoli del Tesoro. In modo indiretto la spinta al ribasso dei tassi fa diminuire il margine di intermediazione, riducendo i profitti prospettici. Ecco che da metà maggio l'indice KBW degli istituti di credito ha perso circa il 5%.

In definitiva, la sensazione che si sta piano piano diffondendo sui mercati è che la ripresa favolosa che si era immaginata stia per svanire, o comunque possa subire un rallentamento. Per questo il mercato potrebbe trovarsi in questo momento in un punto di svolta importante.

 

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