Crisi immobiliare Cina: arriva un altro fallimento, ecco di chi | Investire.biz
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Crisi immobiliare Cina: arriva un altro fallimento, ecco di chi

L'aggravio della crisi immobiliare cinese porta al fallimento di un altro sviluppatore. Scopriamo insieme di chi si tratta e quali effetti sul mercato

La crisi immobiliare cinese fa registrare un altro caso di default. Si tratta di Sinic Holdings Group, inadempiente per 250 milioni di dollari di interessi e capitale in scadenza lunedì 18 ottobre. Lo ha rivelato una dichiarazione della società a cui è seguito il puntuale downgrade di S&P Global Ratings.

In una nota l'agenzia di rating ha scritto di aspettarsi una serie a cascata di mancati adempimenti da parte della società e di richieste accelerate di rimborso da parte dei creditori. Il gruppo immobiliare aveva avvertito all'inizio di ottobre che probabilmente alcune scadenze non sarebbero state rispettate e ora ciò è diventato realtà, seguendo il fallimento dello sviluppatore Fantasia Holding Group.

 

Crisi immobiliare Cina: situazione molto grave

Sinic Holdings aveva già mancato alcuni pagamenti interni nel mese di settembre, manifestando una certa criticità della situazione debitoria. Adesso in circolazione vi sono circa 694 milioni di dollari in obbligazioni e, sebbene la società sia molto più piccola di Evergrande, questo rappresenta un chiaro segnale che la situazione immobiliare in Cina è molto grave.

Nei giorni scorsi la PBOC aveva sostenuto che le Autorità avevano tutto sotto controllo, escludendo possibilità di contagio. Molte cose tuttavia fanno temere il contrario. Il mercato immobiliare costituisce il 30% del PIL cinese e i prezzi delle case nel mese di settembre sono crollate per la prima volta da 6 anni a questa parte e come non si vedeva dal 1995. Nel contempo anche gli investimenti immobiliari sono diminuiti per la prima volta dal 2020.

In questo contesto i rendimenti dei junk bond del settore hanno toccato punte del 20% nel mese di ottobre, rendendo l'idea del sentiment di scarsa fiducia che nutrono gli investitori in questo momento. Ad aggravare ancora di più la situazione è la reticenza da parte del Governo a intervenire veramente per salvare la situazione. Anzi, continua imperterrito un giro di vite che penalizza il rifinanziamento delle aziende e minaccia un'ondata di insolvenze senza precedenti.

In Borsa le azioni di Sinic sono sospese a Hong Kong dal mese scorso, mentre quelle di Evergrande dal 4 ottobre in attesa che si concretizzi un'importante transazione che vede coinvolto il gruppo Hopson Development Holdings.

 

Evergrande: settimana cruciale

Questa settimana sarà cruciale per Evergrande. Il periodo di grazia di 30 giorni concesso per pagare gli interessi sulle obbligazioni si concluderà proprio venerdì 22 ottobre e in questo momento aleggia sopra il gigante immobiliare di Guangdong lo spettro del fallimento.

La società non ha rilasciato alcun commento sulle indiscrezioni giornalistiche secondo le quali avrebbe rimborsato una cedola obbligazionaria in yuan in scadenza ieri. Occorre dire però che le società cinesi che hanno obbligazioni quotate nei mercati continentali sono obbligate a divulgare informazioni solo qualora le adempienze non vengano rispettate.

Ad ogni modo gli investitori sono abbastanza all'oscuro dei movimenti che il gruppo sta facendo in questi giorni per cercare di attenuare la propria esposizione debitoria. Si sa che alcune dismissioni di assets sono state effettuate per racimolare un pò di denaro e altre sono in programma. La sensazione è che sia troppo poco per far fronte all'enorme debito di 300 miliardi di dollari, che in questo momento pesa come un macigno su tutto il settore immobiliare.

 

 

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