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LME: il Ring è salvo, il mercato alle grida riaprirà a settembre

Lo storico mercato alle grida del London Metal Exchange non chiuderà definitivamente come molti pensavano. La riapertura è prevista dopo l’estate, i dettagli

Il Ring è salvo, a settembre riaprirà i battenti. Lo storico mercato alle grida del London Metal Exchange non chiuderà definitivamente come ormai si pensava diffusamente, dopo che è stato sospeso per 1 anno e 3 mesi a causa della pandemia.

A seguito di una consultazione tra i membri lanciata a gennaio dall'LME per decidere un'eventuale migrazione al digitale, alla fine hanno prevalso i nostalgici del recinto, i quali continuavano a sostenere che quello fisico è il miglior commercio possibile per determinare i prezzi delle materie prime.

Da marzo 2020 infatti i prezzi venivano determinati elettronicamente e molti utenti hanno protestato affermando che la chiusura del floor abbia difatti danneggiato i volumi di trading. In realtà, se si valutano gli scambi effettuati nel periodo pre-chiusura settembre 2019-marzo 2020 e quelli nella fase 12 giugno-9 dicembre 2020, i secondi sono significativamente superiori in termini di volumi. Tuttavia, secondo molti trader, i due intervalli temporali non possono essere messi a confronto viste le diverse vicende storiche che li hanno interessati.

 

Il Ring: la battaglia persa da Chamberlain

A uscire sconfitto dalla partita è sicuramente l'AD dell'LME, Matthew Chamberlain, il quale aveva portato avanti una battaglia per voltare definitivamente pagina e concentrare gli scambi solo sui sistemi elettronici. Metà degli operatori in realtà erano con lui, ma concretamente sono stati in pochi che l'hanno appoggiato nelle pubbliche relazioni.

Così Chamberlain ha fatto fatica a reprimere le rimostranze di un gruppo di trader che spingevano per mantenere lo status quo. Tra questi vi erano alcuni tra i migliori produttori di rame al mondo e China Mimetals, colosso cinese di metalli e minerali di trading. Le dichiarazioni di Chamberlain hanno mostrato evidenti segni di resa, allorché ha sostenuto che la decisione non poteva essere arbitraria, ma andava ascoltato quello che realmente pensava il mercato.

 

Il Ring: i cambiamenti con la riapertura

Il 6 settembre 2021 quindi le porte del Ring saranno aperte in concomitanza, si spera, con una situazione in cui il Covid-19 avrà smesso di circolare o circolerà poco. Tuttavia, qualche cambiamento ci sarà rispetto a prima.

I prezzi di chiusura ad esempio saranno fissati attraverso un sistema elettronico e verranno riviste le regole che consentono di chiudere il Ring quando si verificano alcune situazioni, come il numero di venditori attivi che scende sotto la quota di 6. Ad ogni modo i prezzi ufficiali saranno comunque determinati sul floor.

Inoltre, l'LME studierà un modello alternativo a quello relativo alla metodologia del margine, basata sulla variazione contingente. Infine saranno introdotte delle regole nuove per quanto concerne le scorte dei metalli, rendendo più robusti i requisiti di segnalazione per gli inventari fuori mandato, con lo scopo di garantire una maggiore trasparenza.

 

Il Ring: ecco come è riuscito a resistere ai tentativi di chiuderlo

Se il Ring è riuscito a resistere anche alla tempesta del Covid-19, non si vede a questo punto cosa potrà mai determinarne la chiusura. L'istituzione finanziaria che è in vita dagli inizi del diciannovesimo secolo non è nuova ai tentativi di renderlo informatico.

Pressioni in tal senso sono arrivate già nei primi anni del nuovo millennio, quando il commercio elettronico si è diffuso a tal punto da determinare la fine di altri box fisici dove si commerciavano le materie prime.

Alcuni anni fa ad esempio sono passati agli scambi virtuali il New York Mercantile Exchange e l'International Petroleum Exchange, mentre il CME Group il mese scorso ha fatto sapere che il mercato delle opzioni di beni agricoli a Chicago smetterà di funzionare fisicamente.

La sorte del Ring sembrava scontata a questo punto, ma stavolta la verve dei critici alle piattaforme elettroniche è riuscita a imporsi. Il cavallo di battaglia è stato in questo caso il fatto che le oscillazioni delle quotazioni in quei contratti poco liquidi sono state amplificate attraverso la determinazione del prezzo elettronico. Questo ha reso gli scambi più instabili e insicuri.

 

 

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