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Materie prime: il Piano Biden farà salire i prezzi del rame?

La quantità enorme di denaro che l'Amministrazione USA destinerà alle infrastrutture americane richiederanno un grande consumo di rame. Nuovi record di prezzo in vista?

Il Piano Biden per le infrastrutture da oltre 2.000 miliardi di dollari ha dato un nuovo smalto alle Borse. La descrizione del grande programma infrastrutturale del Presidente degli Stati Uniti ha proiettato in alto gli indici americani che hanno chiuso una seduta brillante, dopo il peggior trimestre da un anno a questa parte.

In maniera particolare è stato il NASDAQ a correre con un +1,45% e nello specifico Tesla che messo su uno sprint del 5%. La società di Palo Alto beneficerà della decisione di  Joe Biden di investire 174 miliardi sulle auto elettriche nei prossimi anni.

Anche l'Asia si è svegliata ben intonata e ha fatto registrare tutti i listini positivi prima del ponte Pasquale. Adesso il mercato farà le dovute valutazioni su quelli che saranno gli effetti sui principali assets nel medio-lungo termine. E una posizione di rilievo è occupata dalle materie prime come il rame, che continua ininterrottamente la sua corsa rialzista.

 

Materie prime: con il Piano Biden gli investitori compreranno rame?

Il rame sarà sicuramente un osservato speciale. La costruzione di strade e ponti inserita nel piano dell'Amministrazione USA avrà bisogno di acciaio, cemento e asfalto, mentre l'investimento nelle auto elettriche necessiterà di cobalto, litio e terre rare per le batterie. Prima di tutto però vi sarà un bisogno enorme di rame per i collegamenti di ponti e autostrade, per alimentare le stazioni di ricarica, nei cavi che collegano le turbine eoliche e i parchi solari.

Gli Stati Uniti però hanno probabilmente commesso un errore che potrebbero pagare a caro prezzo. Il prezzo della materia prima è raddoppiato da marzo 2020, da quando cioè è scoppiata la pandemia. E a questo ha contribuito in maniera determinante la posizione assunta dalla Cina che, da un lato ha fatto l'esatto opposto della sua rivale, dall'altro l'ha messa in condizioni di doversi approvvigionare in maniera onerosa.

Infatti, Pechino dallo scorso anno ha importato 6,7 milioni di tonnellate di rame, oltre il 30% in più rispetto al 2019 e 1,4 milioni di tonnellate in più in confronto al suo precedente record annuale. Adesso si aggiunge il rimbalzo economico dovuto all'uscita dalla pandemia che richiederà una grande domanda di rame a livello mondiale ed è presumibile che le quotazioni si impenneranno ancora di più.

 

Materie Prime: dove potrà arrivare il prezzo del rame?

La Cina è riuscita a guardare al futuro, gli Stati Uniti no e adesso hanno bisogno di colmare questo ritardo. Per questa ragione gli analisti sono quasi tutti concordi che investire sul rame possa avere un grande ritorno sul mercato, anche e soprattutto perché gli investitori sono trainati da un entusiasmo contagioso per il rally in atto.

Mark Hansen di Concord Resources Ltd, società commerciale londinese di materie prime, non ha dubbi: il prezzo del rame frantumerà il precedente record storico di 10.190 dollari e si spingerà fino a 12.000 dollari nel prossimo anno e mezzo. Attualmente le quotazioni si aggirano intorno ai 9.000 dollari.

Ancora più ottimista risulta essere Trafigura Group, che è il principale commerciante del metallo rosso, che ha un target price di 15.000 dollari. Secondo l'esperto, il cambiamento riguardo la domanda sarà tanto elevato quanto grande sarà l'urbanizzazione della Cina, la quale ha investito negli ultimi due decenni una quantità gigantesca di denaro nelle infrastrutture del Paese e ora rappresenta lo Stato che detiene il 50% della domanda mondiale di molti metalli, tra cui proprio il rame.

 

 

 

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