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DAX: prezzi cercano il sostegno di Trump e dei dati cinesi

Seduta all’insegna dei rialzi per il future sull’indice DAX tedesco, che si attesta a 12.744,5 punti (+0,43%). Ad attirare gli acquirenti nella prima sessione dell’ottava sono i dati migliori del previsto in Cina con l’inflazione di luglio cresciuta al ritmo più veloce degli ultimi 3 mesi segnando un +2,7% annuale e i prezzi alla produzione scesi meno delle stime. La misurazione si è attestata a -2,4% contro attese a -2,5%. A spingere i prezzi del principale indice teutonico sono anche le notizie arrivate dagli USA.

Il Presidente americano, Donald Trump, ha firmato alcuni provvedimenti esecutivi per ripristinare parzialmente i sussidi di disoccupazione, al fine di sostenere quella parte di popolazione rimasta senza lavoro per la pandemia da Coronavirus. Secondo la stampa però, alcune decisioni del tycoon avrebbero la possibilità di essere ostacolati: la Costituzione USA prevede infatti che sia solo il Congresso ad avere poteri di spesa federale. Le discussioni tra Repubblicani e Democratici per un nuovo piano fiscale dovrebbero comunque riprendere a breve.

DAX: analisi tecnica e strategie operative

Da un punto di vista grafico le quotazioni del DAX stanno cercando di rialzare la testa dopo i ribassi del  29 e 30 luglio 2020, quando dopo la violazione della linea di tendenza che unisce i minimi del 18 marzo e 13 maggio 2020 i venditori sono riusciti ad effettuare la rottura della trendline che collega i lows del 14 e 28 giugno 2020. I compratori sembrano prepararsi per un re-test della resistenza a 12.933,50 punti, lasciata in eredità dai lows del 2 dicembre 2019.

Un ritorno verso tali livelli, corroborati anche dalla validità psicologica dei 13.000 punti, permetterebbe ai corsi di tornare a scendere mirando al successivo sostegno a 11.325,50 punti, dove passano il supporto espresso dai massimi del 24 gennaio 2019 e il 38,2% del ritracciamento di Fibonacci disegnato su tutta la gamba ascendente iniziata nella seconda metà di marzo 2020. A corroborare la tesi ribassista è anche la divergenza di inversione bearish che si evidenzia sull’RSI settato a 14 periodi

Lo scenario tornerebbe ad essere a favore degli acquirenti nel caso in cui le quotazioni riuscissero a superare i massimi di luglio 2020, posti a 13.302,50 punti. Operativamente, un ritorno verso 12.935 punti potrebbe essere sfruttato per valutare una strategia di natura short con stop loss individuabile a 13.240 punti e obiettivo a 12.400 punti. Un target più ambizioso potrebbe essere localizzato a 12.330 punti.

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