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Forex: qualche fiche sul dollaro australiano

  • Tassi invariati in Australia hanno rilanciato l'interesse per una divisa particolarmente colpita dal calo delle commodity e dal rallentamento cinese
  • Il sentiment particolarmente depresso ed il ritorno su supporti significativi hanno riaccesso il mio interesse per l'Aussie
  • AudUsd e AudNzd mostrano grafici particolarmente interessanti per tentare di andare long, Corona virus permettendo

La banca centrale australiana (RBA) ad inizio mese ha lasciato invariato il tasso di interesse di riferimento allo 0,75%, mantenendo però un atteggiamento cauto sulle prospettive per il 2020. I tassi si mantengono così al minimo storico fornendo misure di stimolo all’economia che la RBA ritiene adeguate. Il Governatore Philip Lowe ha però rimarcato l’incertezza nel quale sta navigando l’economia australiana con l’incognita Coronavirus a dominare la scena anche per i prossimi mesi.

A questo si è aggiunto alla fine del 2019 il pesante effetto di rallentamento dei consumi domestici in quella parte di Australia colpita dagli incendi. Per questo motivo rimane la disponibilità da parte della RBA a rendere più accomodante la politica monetaria. Ma proprio il non averlo fatto in un momento critico come questo, in cui sta rallentando pesantemente l’interscambio con la Cina, ha riportato compratori sulla valuta australiana, fresca reduce da un periodo molto debole contro tutte le principali divise mondiali.

Come sapete bene non disdegno quei trade che si vengono a generare in prossimità di livelli di supporto e resistenza particolarmente significativi e dopo che il sentiment è stato particolarmente stressato. Sia lato depressione che euforia. Sull’Aussie questo fenomeno è stato generato principalmente per effetto di un calo molto marcato delle commodities in questo primo periodo dell’anno.

Trading: i llivelli operativi su AudUsd e AudNzd

Se c’è un asset al quale la valuta australiana è sensibile certamente quello sono le materie prime di cui l’Australia è grande produttore. AudUsd ha così realizzato nella prima settimana di febbraio un nuovo minimo a 0,665 dopo ben sei settimane consecutive di calo. Il rimbalzo della settimana scorsa non è secondo me casuale. Come si vede dal grafico tra agosto ed ottobre in diverse occasioni l’Aussie ha tentato di sfondare questo supporto ma con lunghe code inferiori settimanali il mercato aveva dato prova di forza.

Ora ci risiamo e la mia aspettativa è ancora una volta quella di un rimbalzo che potrebbe far salire AudUsd fino alla media mobile in area 0,69. Tutto questo potrebbe avvenire in sintonia con un repricing delle commodity salvo che le notizie dalla Cina non tornino ad essere drammatiche sul fronte della diffusione del virus.

Il secondo rapporto di cambio che seguo con interesse proprio perché anch’esso reduce dal test di un supporto significativo è AudNzd. In questo caso il livello di supporto appena toccato a 1,03 assume ancora più valenza visto che da anni sta facendo da barriera tecnica che impedisce alla divisa neozelandese di andare oltre nei confronti di quella australiana. Anche in questo caso andare lunghi puntando ad un ritorno tra 1,07 e 1,08 appare un’opzione praticabile.

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