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Forex: cosa ci sta dicendo lo schizzofrenico Aud?

  • Il Dollaro australiano è risultata la miglior valuta contro Euro nell'ultimo mese, una performance che non si vedeva dal 2009
  • La forza dell'AUD cela una fiducia nella ripresa dell'economia cinese che presto dovrebbe trascinare anche le commodity
  • Attenzione però a non gioire troppo. Questo comportamento nervoso di EurAud ha un altro precedente scomodo che ci fa tornare al 2008

Dollaro australiano padrone dell’ultimo mese con un rafforzamento contro Euro che supera il 7%. La cosa sorprende e non poco considerando che i prezzi delle materie prime continuano a stazionare sui minimi. O meglio quasi tutte, visto che il rame si è reso protagonista di un bel rimbalzo e questo già comincia a spiegare il perché l’australiano è stato preferito per esempio al canadese. Grande esportatore di metalli e non di petrolio, l’Aud risente in maniera molto forte dell’influsso legato all’economia cinese. E come sappiamo la Cina è uno dei più grandi consumatori mondiali di rame e se il rame sale significa che la Cina compra e se la Cina compra significa che l’aspettativa è di un mercato che riparte. Ed ecco che l’Australia, come si suol dire, tira un respiro di sollievo. Almeno per ora.

Il mega rimbalzo dei mercati ha stupito i più e questo appetito per il rischio trova nella proxi valutaria il modo più semplice per cavalcare il ritorno di Pechino sul mercato. EurAud era reduce da un movimento decisamente eccessivo di debolezza che l’aveva portato ad andare ben oltre la parete superiore del canale che guida il bull market dal 2012. AudUsd era precipitato sotto 0.60 allontanandosi dalla media mobile a 200 giorni di oltre il 20%. Un evento che ritroviamo nell’ultima decade solo nel 2015 e nel 2008 in fase decisamente stressate per Aud e commodity e che appunto fece da preludio ad un rimbalzo. EurAud ha avuto un comportamento analogo con una spike che ha spinto il cross vicinissimo a quota 2. Con il senno di poi un’occasione clamorosa che andava raccolta al volo.

Le notizie negative arrivate sul fronte macro non hanno disturbato granchè il recupero dell’Aussie. La banca centrale ha mantenuto invariati i tassi di interesse in un contesto di disoccupazione in aumento al 5,4%, il più forte rialzo dal 2013. Tornando a bomba su EurAud siamo passati dal momento di rialzo mensile più forte dal 2008 a quello di indebolimento a 4 settimane più devastante dal 2009. Questo però ci porta due notizie. Una positiva e una negativa.

La positiva per EurAud è che ad ottobre 2008 questo comportamento schizzofrenico fece da preludio ad un ritorno sui massimi per il cross, massimi che però rappresentarono ad inizio 2009 l’occasione giusta per andare long di Aud e cavalcare un trend favorevole alla moneta australiana di tre anni. La notizia negativa è che dopo l’episodio di ottobre 2008 ci ricordiamo più o meno tutti cosa successe ai mercati azionari.

Distinguendo quindi le due cose direi che il consiglio operativo è quello di rimanere corti di EurAud fino ai supporti chiave di 1.66-1.68. A quel punto il long sarà quasi un passaggio obbligato con target almeno 1.80 se non qualcosa di più.

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