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Dollaro canadese sugli scudi grazie a petrolio e risalita tassi

Il Dollaro canadese tenta di invertire la tendenza contro l'euro. Petrolio e risalita dei tassi tra le motivazione che stanno spingendo la divisa del Canada

Il dollaro canadese ha mostrato un atteggiamento diverso contro l'Euro e il Dollaro USA. Mentre EUR/USD ha vissuto l’ultima parte del 2020 in accelerazione, EUR/CAD ha invece preso la direzione opposta sull’onda del ritrovato interesse per il prezzo del petrolio.

Il test di 1,60 arrivato nel corso del 2020 per ben due volte ha arginato la forza dell’euro il cui ripiegamento a sua volta non è mai andato oltre la media mobile a 200 giorni attualmente in transito a 1,542.

Proprio questo potrebbe essere uno snodo cruciale per l’andamento futuro di un cross che avrebbe la possibilità di portarsi, in caso di definitiva rottura ribassista, fino a 1,50. A quel punto ci dovremmo interrogare se 1,60 rappresenta un potenziale doppio massimo di lungo periodo.

 

EUR/CAD tra BoC e inflazione: le strategie operative

Avremo modo di riparlarne se dovessero cedere i primi supporti dinamici, ma un appunto è giusto prenderselo per la stagionalità che caratterizza USD/CAD. Di solito fino alla prima metà dell'anno il cambio negli ultimi 30 anni mostra mediamente una tendenza discendente.

Dovesse essere così un breakout favorevole al dollaro canadese potrebbe essere nelle corde del mercato. La Banca centrale canadese si riunirà il 20 gennaio ma non sono attesi cambiamenti in termini di politica monetaria con tassi invariati. Come sempre l'atteggiamento della BOC potrebbe influenzare l’andamento del canadese.

Il rialzo dei rendimenti americani sulle scadenze più lunghe ha trascinato verso l’alto la remunerazione obbligazionaria dei titoli di Stato allargando il differenziale verso altre valute a basso rendimento come euro e yen.

A questo si è aggiunto un periodo particolarmente favorevole alle materie prime, petrolio in primis, che hanno favorito la valuta. Infine il clima benigno che si respira sui mercati azionari negli ultimi tempi ha beneficiato le divise a beta più elevato come appunto il Cad.

Gli ultimi dati sulla disoccupazione canadese hanno battuto un po’ in testa con il tasso risalito all'8,6% e una variazione netta di posti di lavoro creati negativa. Nella stessa giornata della decisione della Bank of Canada verrà anche pubblicato il dato di dicembre dell’inflazione.

Non sono attese fiammate ma ovviamente anche questo è da monitorare  visto che le attese di inflazione sono salite negli ultimi mesi all'1,5%, il livello più alto da febbraio. In conclusione EUR/CAD è entrato in una zona di supporto molto interessante.

La media mobile a 200 giorni da sempre è uno spartiacque importante tra il mercato rialzista e quello ribassista ma per questo cambio in particolare il significato è altro. Una chiusura settimanale al di sotto di 1,531 confermerebbe definitivamente l’inversione di tendenza a favore dello short.

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