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Tensioni USA-Cina peggiorano il quadro grafico del Dollar Index

Continuano le tensioni tra USA e Cina dopo le accuse mosse pochi giorni fa da Washington a due hacker cinesi per un presunto furto di informazioni relative al vaccino contro il Coronavirus e la chiusura del Consolato cinese a Houston: Pechino ha infatti deciso di chiudere il Consolato nella città di Chengdu. A mantenere alto il nervosismo tra le due superpotenze sono anche le ultime dichiarazioni di Mike Pompeo, Segretario di Stato dell’Amministrazione Trump, che ha dipinto il Dragone come la nuova tirannia da cui il mondo libero dovrebbe liberarsi.

L’umore degli investitori ha iniziato a peggiorare ieri, in particolar modo dopo la pubblicazione del dato statunitense sulle nuove richieste di sussidio di disoccupazione. La misurazione rilasciata dal Dipartimento del Lavoro americano ha evidenziato come nell’ultima settimana siano state 1,416 milioni, sopra le attese di 1,3 milioni di unità. Si tratta inoltre del primo incremento della rilevazione dallo scorso marzo.

Queste notizie, i tassi reali negativi in USA, il continuo aumento dei contagi nel Paese e le politiche monetarie ultra espansive della FED hanno portato il dollaro americano a deprezzarsi. Il cambio EUR/USD ad esempio è riuscito a superare area 1,16, arrivando ai massimi da quasi due anni. L’indice che rappresenta la forza del biglietto verde contro le altre principali valute invece ha raggiunto i minimi dal 16 ottobre 2018.


Analisi tecnica: gli spunti del Dollar Index

Da un punto di vista grafico, le quotazioni del Dollar Index sono inserite in una situazione di debolezza. La discesa iniziata lo scorso marzo ha permesso ai prezzi di spingersi al di sotto della trendline ottenuta collegando i lows del 29 marzo e 30 aprile 2020, aumentando la pressione di vendita.

La situazione è poi peggiorata con la rottura della media mobile semplice a 200 giorni, algoritmo che da giugno 2018 ha sempre attirato gli acquirenti. L’ultimo traguardo dei venditori è rappresentato dalla violazione della linea di tendenza che unisce i minimi del 14 giugno a quelli del 20 settembre 2018.

Anche se il RSI settato a 14 periodi è in soglia di ipervenduto ed evidenzia una divergenza di inversione bearish, i prezzi avrebbero spazio per arrivare al test del livello di concentrazione di domanda posto a 93,446 punti, ereditato dai massimi del 17 maggio 2018.


Dollar Index: le strategie operative

Operativamente, si potrebbe attendere un pullback delle trendline transitanti in area 95,58 punti (quella ascendente menzionata prima e quella ottenuta collegando i massimi del 20 e 22 marzo 2020) per implementare una strategia di stampo short con stop loss localizzabile a 96,67 punti e target a 93,46 punti.

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