Cambiamenti climatici: arrivano i primi ETF firmati Lyxor

Secondo alcune chiavi di lettura, l'attuale emergenza del Coronavirus potrebbe aver trovato nell'inquinamento una delle leve per prolificare ed espandersi su scala planetaria. Di certo quello ambientale è un tema sempre più importante, capace di influenzare lo stile di vita di un numero crescente di persone. Sul fronte degli investimenti, da qualche giorno sul mercato italiano è arrivata una novità assoluta: Lyxor ha firmato e quotato in Europa la prima gamma di ETF per contrastare i cambiamenti climatici. Nei mesi a venire la società di gestione ha già comunicato che allargherà ulteriormente la gamma tematica di ETF andando così ad offiree un vero e proprio ecosistema di fondi passivi focalizzati sulla transizione climatica.

Primi del loro genere in Europa, l'asset manager francese ha quotato quattro nuovi ETF concepiti per essere allineati con gli obiettivi di riduzione delle emissioni di carbonio previsti dall'Accordo di Parigi del 2015. Gli investitori potranno esporsi a titoli azionari europei, americani, emergenti e del Mondo in modo semplice, trasparente ed economico. I primi due ETF di Lyxor, quelli sui mercati emergenti e sugli Stati Uniti sono stati quotati in euro il 26 marzo su Euronext e da martedì 7 aprile sbarcheranno in dollari USA al London Stock Exchange. Gli altri due ETF, quelli sui titoli azionari europei e del Mondo, verranno listati a breve nelle stesse Borse Valori.

"Con la revisione delle normative sui benchmark di investimento, l'Unione Europea assegna ai gestori passivi un ruolo chiave nella lotta contro il cambiamento climatico. Gli emittenti di ETF hanno l'opportunità, e anzi la responsabilità, di contribuire a ri-orientare trilioni di investimenti fornendo prodotti semplici e trasparenti che soddisfano i requisiti del nuovo regolamento", ha commentato il lancio della nuova gamma di ETF Arnaud Llinas, Head of Lyxor ETF & Indexing.

 

ETF cambiamenti climatici: caratteristiche e benchmark

I nuovi ETF replicano gli indici MSCI Climate Change, prendono così in considerazione i principali obiettivi della regolamentazione dell'Unione Europea sui benchmark e si inseriscono all'interno del 'Piano d’azione per finanziare la crescita sostenibile' dell’Unione Europea del 2018. Una parte essenziale di questo piano verte sulla creazione di nuovi benchmark di transizione climatica per consentire agli investitori di ri-orientare i propri capitali su una traiettoria di decarbonizzazione coerente con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi.

Per costruire questi benchmark climatici, il gruppo di esperti tecnici della Commissione Europea ha raccomandato di utilizzare lo scenario più ambizioso di contenimento dell’aumento medio globale della temperatura entro 1,5°C definito dal Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici. Ha quindi proposto un quadro normativo di requisiti minimi per questi indici che implica una riduzione delle emissioni globali di gas serra del 7% su base annua per raggiungere la neutralità netta dal carbonio entro il 2050. Attualmente, la maggior parte dei principali benchmark di investimento implica un aumento della temperatura di circa 4°-6°C da qui al 2100, fattore che comporterebbe la fine del genere umano così come lo conosciamo. Ri-orientare flussi di capitale da questi indici è fondamentale per la questione ecologica che dobbiamo affrontare. A partire da questo aprile 2020, i creatori di indici dovranno precisare se i loro benchmark più significativi sono allineati agli obiettivi dell’Accordo di Parigi oppure essere in grado, in seguito, di proporre un piano alternativo.

Gli indici MSCI Climate Change sono stati progettati per rispondere ai principali obiettivi dei benchmark di transizione climatica dell'UE, tra cui una riduzione immediata del 30% dell'intensità di carbonio e una traiettoria di riduzione delle emissioni assolute del 7% annuo, riallocando allo stesso tempo il capitale ai settori e alle aziende che riducono più efficacemente le emissioni di carbonio. Ci si attende un’evoluzione della loro metodologia verso quella degli indici MSCI Provisional Climate Change EU Climate Transition, al fine di soddisfare tutti i requisiti minimi previsti dal Rapporto Finale del TEG del 30 settembre 2019.

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pietro vecchi

pietro vecchi - 03 aprile 16:59 Rispondi