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Equity Crowdfunding: agevolazioni fiscali e incentivi

Dopo aver analizzato cos’è l’equity crowdfunding ed aver definito i settori che compongono il mondo fintech, adesso ci soffermeremo su quali sono i vantaggi fiscali previsti per chi decide di investire in startup e PMI innovative (anche a vocazione sociale o attive nel settore energetico) proprio attraverso il sistema dell’equity crowdfunding.

Partendo dal presupposto che l’innalzamento della detrazione fiscale al 40% non si è verificato, in quanto la proposta contenuta nella legge di Bilancio 2019 non era conforme alla norma comunitaria, è giusto precisare che chi investe in startup e PMI innovative si attiene, ancora oggi, alle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2017 e, a partire proprio dagli ultimi mesi, a quanto previsto dal cosiddetto “Decreto Rilancio”, varato dal governo Conte per rispondere alla crisi sanitaria ed economica dettata dal Covid-19. Ma andiamo con ordine.

 

Equity Crowdfunding: a quanto si attesta l’agevolazione fiscale

Entrando nel dettaglio dell’agevolazione fiscale prevista per chi investe in startup e PMI innovativa, è importante precisare la natura dell’investitore, ossia se è una persona fisica o una persona giuridica (ad esempio un’azienda).

La legge di Bilancio 2017 stabilisce infatti che:
 

  • le persone fisiche hanno diritto, in materia di agevolazione fiscale, a una detrazione dall’IRPEF lorda pari al 30% della somma investita fino ad un massimo annuale di 1 milione di euro
  • le persone giuridiche hanno diritto a una detrazione dall’imponibile IRES pari al 30%  della somma investita fino ad un massimo annuale di 1,8 milioni di euro.


Ciò significa che per le persone fisiche che investono in startup e PMI innovative l’agevolazione fiscale può arrivare fino ad un massimo di 300mila euro l’anno, mentre per le persone giuridiche fino a 540mila euro. A ciò, come dicevamo, va aggiunto anche quanto previsto dal Decreto Rilancio in materia proprio di investimenti in startup e pmi innovative. Esso, infatti, prevede soltanto per le persone fisiche un aumento della detrazione fiscale, ossia dal 30% al 50%.

Investimenti in startup e PMI: cosa fare per ottenere i vantaggi fiscali

Quando si investe in startup e in PMI innovative attraverso l’equity crowdfunding c’è un requisito fondamentale da rispettare per beneficiare del vantaggio fiscale del 30% (ribadito anche dal Decreto Rilancio): l’investimento deve obbligatoriamente essere mantenuto per 3 anni (holding period) per non incorrere nella decadenza delle agevolazioni. Ciò significa che se per esempio si decide di chiudere l’investimento dopo due anni, non si avrà diritto al vantaggio fiscale previsto dalla legge di Bilancio del 2017.

Ma non è tutto. Per non perdere il beneficio fiscale, è fondamentale che la società in cui si è investito non perde i requisiti di startup o PMI innovativa. Se, infatti, questo requisito viene meno, decade anche la possibilità di ottenere la famosa agevolazione fiscale.


Vi è però un aspetto importante da precisare: l’investitore non perde il diritto all’incentivo se l’impresa destinataria del finanziamento:
 

  • perde lo status di innovativa perché ha superato il limite di 5 anni dalla sua costituzione
  • supera il tetto di 5 milioni di euro del valore della produzione annua o se è quotata su una piattaforma multilaterale di negoziazione.


Analizzando le tempistiche, è importante sottolineare che i benefici fiscali in capo agli investitori maturano in occasione della prima dichiarazione dei redditi successiva all’investimento. Di conseguenza, se decido di investire nel 2019 in una startup innovativa, il vantaggio fiscale avverrà in occasione della dichiarazione dei redditi dell’anno 2020 relativa ai redditi maturati nell’anno 2019.

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