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Rockefeller: piano da 7 punti per far ripartire gli Stati Uniti

  • Il numero di morti e di contagi per Coronavirus ha raggiunto negli USA vette altissime e l'andamento macroeconomico preoccupa;
  • La Fondazione Rockefeller mette su un piano in 7 punti per uscire dall'emergenza;
  • L'implementazione del piano richiede l'imposizione dei test da parte del Governo.

 

Le Borse americane ieri hanno ripreso a salire mettendo in serie guadagni per oltre il 2% nei principali indici di Wall Street. Il movimento è stato favorito dal rimbalzo delle quotazioni del petrolio. I Future viaggiano intorno alla parità e la giornata di oggi si presenta condizionata da diverse variabili tra cui i dati dei contagi e dei decessi che negli Stati Uniti sembra non abbiano tregua. Al momento il numero dei positivi al Coronavirus ha superato quota 840mila e i morti lambiscono la soglia dei 47mila. Il Presidente Trump continua ad essere combattuto tra una riapertura generalizzata, pur con tutte le misure di sicurezza adottate, e una maggiore cautela per evitare una diffusione fuori controllo. Intanto l'economia americana continua ad essere sotto pressione per via di dati macroeconomici negativi che si susseguono a ruota. Già sono stati persi 22 milioni di posti di lavoro, tra poco verranno pubblicati i dati sulla richiesta dei sussidi di disoccupazione.


Tra le varie soluzioni di fronte questo mostro invisibile che è allo stato attuale il Covid-19, la Fondazione Rockefeller ha elaborato un piano strategico in 7 punti. L'organizzazione filantropa statunitense parte dall'assunto che la crisi economica che sta causando questo fenomeno è paragonabile alla Grande Depressione del '29. Si stima che la pandemia farà perdere a tutta l'economia circa 300-400 miliardi di dollari al mese, ragion per cui è necessaria un'azione di grande audacia e senza precedenti.

Covid-19: 7 punti del piano d'azione per ripartire

Ma come ripertire dunque? Come riaccendere il motore della prima economia del mondo? Dopo aver destinato 15 milioni di dollari per l'occupazione, la Fondazione Rocekfeller ha messo sul piatto 10 milioni di dollari per implementare il piano operativo. Si tratta di un pacchetto che poggia le sue basi su 7 punti, eccoli: 

 

  1. Sottoporre al test per il contagio fino a 30 milioni di americani alla settimana, con lo scopo di tenere sotto controllo le infezioni attuali ma anche per prevenire scorribande future del virus. Attualmente si esegue 1 milioni di test a settimana, l'obiettivo è di portare il numero a 3 milioni per le prime otto settimane, a 10 per le successive fino ad arrivare alla meta finale di 30 entro 6 mesi. Già questo comporterebbe un costo di 100 miliardi di dollari;
  2. Investire nei piccoli laboratori sparsi in tutti gli States fornendoli di risorse per ampliare la propria capacità di produrre in breve tempo test attendibili;
  3. Assumere medici adibiti alla distribuzione e alla supervisione dei test;
  4. Impiegare risorse per tracciare i contatti tra le persone attraverso l'utilizzo di 300 mila operatori sanitari dedicati che devono raggiungere coloro che sono stati vicini alle persone infette ed eseguire il test;
  5. Investire nella tecnologia per creare un'efficiente piattaforma digitale che consenta di rilevare e quindi di monitorare in tempo reale tutte le informazioni riguardo il contagio, attraverso le cartelle cliniche dei pazienti;
  6. Lavorare per riuscire a rimuovere determinati ostacoli che hanno a che fare con la privacy e l'etica medica. Il virus richiede di andare oltre come se si fosse in tempo di guerra e quindi bisogna adottare anche in tal senso delle misure eccezionali;
  7. Istituire una commissione ad hoc che vigila sul potenziamento dei test e sui rapporti tra le varie strutture federali, statali e locali.

 

Come implementare il piano Rockefeller

La Fondazione Rockefeller ha già stanziato 10 milioni di dollari per la realizzazione del piano. Per lo scopo è stata creata la Testing Solutions Group, che è una coalizione che mira a fornire supporto finanziario e collaborativo ai sindaci per migliorare la raccolta e l'efficacia dei test, al mondo accademico e imprenditoriale per sviluppare strategie a sostegno dei sindaci e della classe dirigente. Attraverso questa coalizione si potrebbero condividere le esperienze e rendere più facile il lavoro.

Il presidente della Fondazione, Rajiv Shah, ha dichiarato che solo in questo modo è possibile evitare che una seconda ondata dei contagi metta definitivamente in ginocchio il Paese, quindi una riapertura delle attività molto graduale può essere possibile solo lavorando sodo e con la collaborazione di tutti. Per fare questo è probabile che il Governo americano debba attivare il Defence Production Act per rendere obbligatoria la produzione di test. A questo si è aggiunto il commento del Dr. Jonathan Quick, neoassunto amministratore delegato della Fondazione e ex dirigente dell'OMS. Il dottor Quick ha sottolineato come non ci sia più un minuto da perdere, perché attualmente il numero di morti per Coronavirus ha superato quello per il cancro. Oltretutto, l'esperto ha rilevato che se il virus continuerà ancora a lungo sarà maggiore il rischio di effetti collaterali nelle persone, che sconfinerebbero nell'alcolismo o in altre forme di abuso che ne comprometterebbero la salute.

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andrea tibaldo

andrea tibaldo - 23 aprile 21:36 Rispondi