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Perché l’epidemia cinese spaventa i mercati?

  • Borse Usa in calo dopo l’annuncio anche di un contagiato in territorio statunitense
  • La nuova epidemia sta impattando direttamente sulle performance di molti settori
  • Le caratteristiche principali del virus

Le autorità hanno confermato la nona vittima dell’epidemia partita dalla Cina. Funzionari sanitari hanno però confermato casi anche in Tailandia, Corea del Sud, Giappone e Taiwan.

Una notizia che ha portato in negativo i mercati già sotto pressione. Non solo ma anche i mercati statunitensi hanno reagito perdendo il proverbiale ottimismo che li ha caratterizzati finora. Al suono della campanella, infatti, l’S&P 500 ha visto un saldo negativo dello 0,27%, il Dow di .0,52% e il Nasdaq ha chiuso a -0,2%. Ma per quale motivo i mercati temono questo coronavirus? La risposta si può trovare già nell’andamento dello yuan, in calo. Ma non è il solo a vedere le prime conseguenze dell’epidemia.

I settori coinvolti

Nel mirino degli osservatori anche il settore lusso dal momento che la Cina è un mercato fiorente. Ieri i rappresentanti del settore hanno visto il segno meno un po’ ovunque. Salvatore Ferragamo a -0,77%, Moncler a -2,22%, Safilo Group -2,52%. Ci sono poi i titoli tecnologici, anche loro esposti al mercato cinese, in particolare STM con il 33% dei ricavi. Ma guardando al mercato interno di Pechino il danno potrebbe essere anche maggiore per il turismo. In particolare con l’avvicinarsi del Capodanno cinese previsto per venerdì e da sempre occasione di spostamenti per migliaia di persone.

Le conseguenze sull'economia

Nel 2003, il precedente della Sars portò le quotazioni delle compagnie turistiche cinesi, compresi quelle delle catene di alberghi, in crisi con perdite dal 20% al 50%. Oggi Air China vede per ora un - 7,5%, China Southern Airlines e China Eastern Airlines a -3%.

Ma l’economia cinese dovrà anche fare i conti, nel vero senso della parola, con un altro problema: il costo dei generi alimentari. Infatti l'attuale virus è nato negli allevamenti. Alla fine dello scorso anno la peste suina dimezzò gli allevamenti portando ad un aumento del 40% del costo della carne di maiale. Un aumento che raggiunse punte anche del +110% parallelamente ad un +19% sui costi dei generi alimentari. Tutto questo contribuì ad un rialzo dell'inflazione cinese a novembre con l'indice dei prezzi al consumo in aumento del 4,5% su base annua. A guadagnarci? Per il momento il settore sanitario dal momento che sarà lui a dover gestire l’emergenza. Non solo nella ricerca di un vaccino ma, nel frattempo, anche con il boom di guanti in lattice, maschere e indumenti protettivi o trasporti di emergenza .

Cosa sappiamo del virus

Si è parlato molto del virus misterioso ma in realtà cosa sappiamo di questo virus? Si tratta di un agente patogeno (del tipo coronavirus) con caratteristiche simili alla polmonite. La malattia si manifesta con sintomi quali febbre alta e, più in generale, difficoltà di respirazione. La gravità dei casi varia con ampio spettro a seconda della condizione di partenza del paziente. Ma la particolarità del virus che più spaventa è quella di potersi trasferire da animale a uomo. Lo stesso tipo di coronavirus, sebbene di un altro ceppo, fu la causa a suo tempo (2003) della cosiddetta SARS (polmonite atipica che causò ufficialmente 775 vittime) e della MERS (2015).

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