Mutui subprime, perché dovrebbero ancora spaventarci? | Investire.biz
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Mutui subprime, perché dovrebbero ancora spaventarci?

Il Coronavirus sta togliendo tutte le certezze agli investitori internazionali. Le Borse crollano e le parole mutui subprime e bolla finanziaria tornando a riecheggiare

Mutui subpime, crisi del biennio 2007/2008, bolla finanziaria. Ma cosa sono tutte queste parole all'apparenza lontane da quello che viviamo oggi ma allo stesso tempo più vicine al mondo odierno di quanto ognuno di noi possa immaginare?

Procediamo per gradi, andando a schiarire la definizione di mutuo subprime. Per chi non ne conoscesse il significato, con il temine sub-prime si definisce una classe di finanziamenti/ mutui/ prestiti concessi dalle banche a determinati cittadini che non hanno potenzialmente la forza economica di onorare il prestito, andando a far aumentare la percentuale di rischio su quel determinato debito. Questi debitori hanno un livello di rischio più alto e il loro punteggio di credito è sotto il livello prime, ossia quello assegnato ai richiedenti credito con le garanzie adeguate

La famosa grande recessione, avvenuta nel biennio che correva tra il 2007 e il 2008, fu scatenata dal rialzo del tassi di interesse in America e conseguentemente all'esplosione del numero di rate andate insolute da parte dei debitori. A questo problema, che portò anche allo scoppio del mercato immobiliare, si aggiunse quello più grande e legato alla finanza di carta. I mutui subprime erano diventati uno stock molto grande e per questo le grandi banche statunitensi iniziarono nel tempo  a cartolarizzare i prestiti subprime. Con lo scoppio del mercato immobiliare, il boom di mancato pagamento delle rate dei mutui, i rischi nelle valutazioni dei portafogli delle banche e la generale diffidenza del settore finanziario verso se stesso crearono le basi per un cortocircuito totale. Questo portò diverse banche, da quelle locali a quelle operative su scala internazionalee, a dichiarare bancarotta o aggregazioni necessarie per la sopravvivenza. Influenzando inevitabilmente i principali indici americani e causando ciò che in gergo viene definito un panic sell, con crolli a casata per Borse mondiali.

Voi ovviamente vi chiederete: ma cosa centra la crisi del 2008 con l'emergenza sanitaria che sta affrontando oggi il mondo? Come ben sappiamo, la Federal Reserve ha già tagliato i tassi di interesse dello 0.50%, andando a immettere nel sistema più denaro. Questo è avvenuto la scorsa settimana, il 3 marzo. E ora sembra che ci sia la possibilità di aspettarci un ulteriore taglio nella riunione standard del FOMC in calendario il prossimo 18 marzo 2020. Questo denaro ovviamente non viene regalato alle persone, ma serve alle banche per colmare la forte richiesta di prestiti che le imprese e la gente comune avanza al fine di potersi autosostenere durante questo momento di instabilità economica.

Guardando al medio termine e ricordandosi quanto avvenuto con la FED di Alan Greenspan dopo il crollo delle Torri Gemelle e la conseguente caduta in recessione degli Stati Uniti, una domanda importante da porsi viene: ma è possibile che con tutta questa richiesta di denaro le banche ricorrano all'assegnazione di crediti verso clienti classificati ad alto rischio andando a scatenare una nuova crisi dei mutui subprime che, in aggiunta a quello che stiamo vivendo oggi sarebbe il colpo di grazia per l'economia mondiale?

Ovviamente le considerazioni da fare a riguardo sono molteplici e soprattutto non di facile comprensione per chi non mastica quotidianamente il mondo della finanza. Diciamo che è solo una possibile variabile da tenere in considerazione qualora ci fossero dei segnali d'allarme, come ad esempio le performance del settore finanziario in controtendenza con il mercato globale.

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