Mercati energetici: la volatilità resterà, IEA propone soluzione | Investire.biz
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Mercati energetici: la volatilità resterà, IEA propone soluzione

Secondo l'IEA, la volatilità dei mercati energetici rimarrà elevata. La soluzione? Investimenti in energie pulite da 4.000 miliardi di dollari l'anno entro il 2030

Mentre le quotazioni del petrolio WTI continuano a veleggiare sugli 80 dollari al barile e il problema dell’energy crunch è sempre più presente all’interno dei mercati, dall’International Energy Agency arriva un monito.

Il Direttore Esecutivo dell’agenzia, Fatih Birol, ha infatti affermato che la volatilità nei mercati energetici continuerà a rimanere elevata e rappresenterà un rischio fino a che gli investimenti per le energie pulite non raggiungeranno i 4.000 miliardi di dollari l'anno entro il 2030.

I dati dell’IEA mostrano come gli investimenti sul fronte energetico nel 2021 a livello globale arriveranno a 1.900 miliardi di dollari nel 2021, di cui 370 miliardi per la creazione di fonti rinnovabili. Anche se tutti i Paesi dovessero rispettare le loro promesse sui piani per arrivare alle emissioni nette 0, entro il 2030 si raggiungerà solamente il 20% del target previsto per il 2050.

 

Investimenti climatici: target Accordi di Parigi non verrà rispettato

Stando a quanto riportato dal World Energy Outlook dell’IEA, le temperature cresceranno di 2,1 gradi centigradi sopra i livelli pre-industriali nel 2100, ben al di sopra degli 1,5° previsti dagli Accordi di Parigi firmati nel 2015.

Dopo la discesa delle emissioni nel 2020 a causa della pandemia, il 2021 è previsto essere l’anno in cui si verificherà la seconda maggiore crescita di sempre dell’inquinamento. Questo fenomeno è dovuto in parte all’incremento dell’utilizzo del carbone a causa della veloce ripresa economica, la quale ha spinto i prezzi di questa materia prima e del gas a livelli record.

In un’intervista al Financial Times, Birol ha dichiarato che le problematiche sul mercato dell’energia sono dovute a diversi fattori, come un recupero insostenibile dalla pandemia, le condizioni metereologiche e da interruzioni significative nelle forniture di gas.

Per il numero uno dell’IEA inoltre, i negoziatori al summit COP26 del prossimo novembre (dove l’obiettivo è quello di finalizzare l’implementazione degli Accordi di Parigi) non dovranno considerare l’attuale energy crunch nelle loro decisioni.

Interessante evidenziare come stando alle previsioni dell’International Energy Agency che non considerano ulteriori misure governative per il cambiamento climatico, la domanda di petrolio dovrebbe raggiungere il picco intorno al 2025 a 97 milioni di barili al giorno per poi scendere a 77milioni entro il 2050. Le stime sono simili per la richiesta di gas naturale, che dopo il 2025 dovrebbe raggiungere il picco per poi scendere a 3.850 miliardi di metri cubici entro il 2050.

 

 

 

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