Certificati: settore difesa sotto la lente. Come investire su Leonardo | Investire.biz

Certificati: settore difesa sotto la lente. Come investire su Leonardo

Con la guerra Russia-Ucraina gli investimenti in difesa sono destinati a crescere. Ecco come investirvi con un certificato di Société Générale su Leonardo

L’azione Leonardo ha terminato il primo semestre del 2020 con un guadagno di 59 punti percentuali, all’interno di un indice FTSE Mib che ha perso invece il 10% di capitalizzazione. Il decollo dell’azione ha preso il via, purtroppo, in corrispondenza di un evento nefasto: l’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe Russe, il 24 febbraio 2022. Tutto il comparto della difesa ne ha beneficiato, a livello italiano ed europeo soprattutto. 

L’invasione di una nazione libera sul suolo europeo è un evento che non si verificava dalla Seconda Guerra Mondiale. La guerra nella ex-Jugoslavia, infatti, ha visto contrapposti i componenti di uno stesso territorio, in precedenza unito politicamente dal dittatore Tito. Dunque un cigno nero, nonostante i preparativi per l’attacco russo fossero in atto da mesi. E un cigno nero che ha portato l’Europa indietro ai tempi della Guerra Fredda. 

In questo scenario il settore difesa è tornato giocoforza al centro dell’attenzione. L’Europa ha realizzato di dover rivedere le proprie strategie comuni e a livello di singola nazione, di dover aumentare la spesa, di dover modernizzare i propri sistemi di arma per difendersi da un paese confinante che non ha esitato a invadere l’Ucraina e a minacciare altre nazioni, tra le quali Finlandia e Svezia. 
La Nato, data per cerebralmente morta dal presidente francese Macron solo due anni fa, è tornata ad assumere un ruolo centrale nella difesa europea e proprio dalla Nato arriva il primo obiettivo che i paesi aderenti vogliono perseguire: investire in difesa almeno il 2% del loro prodotto interno lordo. Finora solo otto membri Nato lo hanno fatto ma tutto è cambiato e il perseguimento di quel traguardo potrebbe portare 73 miliardi di euro di spesa incrementale nel settore difesa secondo un’analisi di Bloomberg. L’Italia, che si è impegnata a colmare il divario di spesa nel 2014, parte dall’1,54% del pil del 2021. Altre cifre, emerse nelle settimane passate, danno un’idea del volume di investimenti che interesserà questo settore nei prossimi anni. Per esempio, la Germania ha stanziato un fondo da 100 miliardi di euro per le proprie forze armate. 

In questo scenario Leonardo ha un ruolo centrale, essendo presente non solo in Italia ma anche in altre nazioni in tutto il mondo anche grazie alle joint-venture. Un modello di collaborazione che il governo italiano sta prendendo in considerazione per progetti comuni da sviluppare con Leonardo e Fincantieri. Le voci su una possibile unione tra i due colossi, sempre respinta dall’amministratore delegato di Leonardo, Corrado Passera, non esclude lo sviluppo di progetti comuni. Il mercato ha dimostrato di apprezzare questa possibilità, così come l’integrazione della statunitense Rada Electronic Industries in DRS, controllata di Leonardo. 
Nel primo trimestre del 2022 Leonardo ha ottenuto ricavi per tre miliardi di euro, in aumento del 7,7% rispetto ai 2,79 miliardi dello stesso periodo del 2021. L’ebitda è cresciuto del 39% a 132 milioni di euro e gli utili si sono attestati a 74 milioni di euro contro la perdita di due milioni registrata nei primi tre mesi dell’anno passato. Alla fine del mese di marzo il portafoglio ordini della società della difesa ammontava a 36,28 miliardi di euro a cui si sono aggiunte diverse commesse nei mesi più recenti. Per il 2022 Leonardo si attende ricavi compresi in una forchetta tra l 14,5 e i 15 miliardi di euro, con un risultato margine operativo lordo tra 1,18 e 1,22 miliardi di euro. 

A seguito di quanto detto, abbiamo selezionato il certificato Recovery Top Bonus di Société Générale con sottostante il titolo Leonardo e Isin DE000SN3YFT5. Vediamo il quadro tecnico dell’azione Leonardo.

 

Azioni Leonardo, l’analisi tecnica

Leonardo è una delle poche azioni che mantiene un quadro tecnico positivo sul FTSE Mib, anche se dopo la cavalcata dei mesi di marzo e aprile ha frenato la corsa. In particolare, dopo aver toccato i massimi dell’anno a 10,89 euro l’8 giugno, su livelli che mancavano dal mese di febbraio 2020, il titolo è arretrato fino all’area 9,35/9,40 euro, bucando la media mobile a 55 giorni al ribasso e appoggiandosi sul supporto statico presente in quell’area. È in questa posizione che lo troviamo nel momento della redazione di questa analisi (5 luglio 2022). Per cercare un rilancio del trend al rialzo diventa fondamentale il recupero della media mobile a 55 giorni, transitante in area 9,91 euro e il superamento dei massimi della seduta del primo luglio a 10,12 euro. Viceversa, sul fronte opposto, la caduta di un importante supporto come quello di area 9,35/40 euro dovrebbe trovare conferme su più di una seduta per l’avvio di una correzione che potrebbe portare l’azione, come primo step, verso quota 8,9. 

 

Investire sulle azioni Leonardo con i  Certificati

Per investire sull’azione Leonardo può essere preso in considerazione il profilo del certificato emesso il 28 giugno 2022 da Société Générale, avente codice Isin DE000SN3YFT5 e Data di Valutazione Finale 15 giugno 2023. Il certificato è quotato sul SeDeX di Borsa Italiana e fa parte di una serie di Recovery Top Bonus Certificate su azioni. I Recovery Top Bonus sono certificati che vengono emessi sotto la pari (con un prezzi di Emissione inferiore a 100 euro) e restituiscono, alla scadenza, un rimborso di 100 euro se il sottostante quota, alla data di valutazione finale, a un livello pari o superiore alla barriera. In caso contrario il certificato restituisce un importo commisurato alla performance del sottostante moltiplicato per l’importo di calcolo (pari a 93,8460 euro). 

Nel caso relativo al certificato Isin DE000SN3YFT5 su Leonardo la barriera è posizionata a 6,4 euro, il 65% del valore di strike (9,76 euro). Pertanto, se alla data di valutazione finale il titolo Leonardo quoterà alla pari o sopra quota 6,4 euro, il certificato restituirà 100 euro, con una performance dell’8,23% sul prezzo di emissione. Se si considera l’andamento dell’azione in Borsa nel corso dell’ultimo mese, da quando cioè Leonardo ha toccato i massimi dell’anno a 10,89 euro, si nota una fase si lateralizzazione. Pur considerando le prospettive positive del settore difesa, una correzione al di sotto del supporto a 9,35 euro non può essere esclusa a priori. Investendo su Leonardo con il Recovery Top Bonus Certificate si potrà beneficiare di un cuscinetto di sicurezza per eventuali discese fino al livello barriera. Vorrebbe dire un ritorno delle quotazioni di Leonardo sui livelli precedenti l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Ma il certificato proposto da Société Générale è interessante anche sotto un altro aspetto. Infatti, chi avesse investito vicino ai massimi di Leonardo e si trovasse ora con una perdita in portafoglio (l’azione ha perso circa il 13% da 10,89 euro) acquistando il Recovery Top Bonus su Leonardo potrebbe recuperare buona parte della perdita anche in caso di ulteriori ribassi dell’azione, visto che in caso di esito positivo dell’investimento all’emissione il certificato offriva la possibilità di avere una performance dell’8,29%.
Il certificato, disponibile sul SeDeX di Borsa Italiana, scambia a 92 euro nel momento in cui viene redatta questa analisi (5 luglio 2022). Ciò significa che, acquistando sul mercato il prodotto a questo prezzo, a scadenza si otterranno 100 euro, con un rendimento potenziale dell’8,69%, se alla data di valutazione finale il prezzo di riferimento di Leonardo quoterà alla pari o sopra la barriera posta a 6,40 euro. In caso contrario, se il prezzo di riferimento di Leonardo fosse inferiore alla barriera, l’investitore riceverebbe un importo commisurato alla performance del sottostante, incorrendo in una perdita. Per esempio, se la quotazione di Leonardo fosse par al 50% dello strike iniziale, il certificato restituirebbe un importo così calcolato: performance del sottostante x importo di calcolo (pari per il certificato in analisi a 93,846 euro) = 46,923 euro. 

 

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