UniCredit pronta ad alzare le stime sul 2023, come investire? | Investire.biz

UniCredit pronta ad alzare le stime sul 2023, come investire?

29 set 2022 - 16:30

13 ott 2022 - 10:33

UniCredit in focus a Piazza Affari: la guidance 2023 verrà alzata e secondo l’AD Orcel la banca assorbirà shock anche in caso di grave recessione. Vediamo come investire

Il titolo UniCredit è di recente sotto i riflettori a Piazza Affari. L’Amministratore Delegato, Andrea Orcel, all’Annual Financials CEO Conference organizzata da Bank of America Merrill Lynch ha sottolineato che le stime sul 2023 verranno alzate nel terzo trimestre, ribadendo che l’istituto bancario di Piazza Gae Aulenti può assorbire shock anche in caso di grave recessione.

“Se ci sarà una grave recessione siamo pronti ad affrontare ogni shock e ad avere performance migliori della media dei nostri competitor”, ha affermato Orcel, indicando che tutti i target verranno raggiunti anche in caso di recessione. L’AD ha precisato che la guidance sul 2022 dovrebbe essere rivista in positivo nel terzo trimestre “indipendentemente dagli sviluppi macroeconomici”.

A favorire il titolo a Piazza Affari è anche l’ipotesi di nuove acquisizioni, che tuttavia il gruppo potrebbe considerare “solo se vantaggiose”, ha evidenziato Orcel. Nei giorni scorsi si era tornati a parlare di M&A, in Germania, dove già controlla Hypo-Vereinsbank (HVB) dal 2005. Al quotidiano tedesco Handelsblatt Orcel aveva detto che “l’obiettivo è di espandere la nostra quota di mercato nel Paese. E fusioni e acquisizioni potrebbero essere un acceleratore e creare valore nelle giuste condizioni”.

Tuttavia, il contesto attuale non gioca a favore di queste operazioni. Secondo l’AD, oggi fare fusioni bancarie in Europa è particolarmente difficile, sia per il deterioramento del quadro economico, sia per i limiti imposti dalla regolamentazione. UniCredit beneficia però, insieme a tutti i titoli del settore bancario, della prospettiva di maggiori guadagni in scia al rialzo dei tassi di interesse da parte della BCE.

Sulla base di una stima di mercato basata sugli impieghi verso la clientela registrati alla fine dello scorso anno si calcola che l’aumento dei tassi porterà 1.200 milioni di euro in più nelle casse delle prime sei banche italiane da qui a fine anno, si legge sul Corriere della Sera. Il cambio di marcia dell’Eurotower può infatti rivelarsi un’importante boccata di ossigeno per il margine di interesse.

“Ogni 100 punti di tassi in più si traducono in un miliardo in più di ricavi”, ha affermato l’AD dell’istituto di Piazza Gae Aulenti. Fronte buy-back, UniCredit ha di recente comunicato di aver definito le modalità attuative per l’esecuzione della seconda tranche del programma di acquisto di azioni proprie per un ammontare massimo pari a 1 miliardo di euro e per un numero di azioni ordinarie non superiore a 200.000.000 (circa il 9,89% del capitale).

Il programma dovrebbe concludersi entro novembre. L'operazione avrà un impatto stimato sul CET 1 ratio, l'indice di solidità patrimoniale, di circa 32 punti base (il CET 1 della banca alla fine del secondo trimestre 2022 era al 15,7%) secondo i calcoli degli analisti di Equita SIM. Intanto JP Morgan ha rivisto al rialzo il giudizio sulla banca a “overweight” stimando un target di prezzo a 15 euro.

Alla luce di ciò, ad attirare la nostra attenzione è stato il Certificato Recovery TOP Bonus di Société Générale con ISIN DE000SN83K43 che ha come sottostante proprio UniCredit. Vediamo cosa dice l’analisi tecnica sulla big cap del settore bancario italiano.

 

Azioni UniCredit: l’analisi tecnica

Il quadro tecnico di UniCredit evidenzia debolezza dopo il test della resistenza statica a 11 euro, lasciata in eredità dai massimi registrati a maggio scorso. Nel breve termine la tendenza rimane rialzista, mentre i corsi rimangono al di sopra della linea di tendenza che collega i minimi registrati il 21 luglio e il 29 agosto 2022, ora transitante a 9,65 euro.

Su quest’area transita inoltre il livello di sostegno dinamico espresso dalla media mobile semplice a 50 giorni. Segnali di forza in questa zona potrebbero essere sfruttati in ottica rialzista in linea con il trend di breve periodo.

In tal caso il primo obiettivo di profitto potrebbe essere localizzato in area 11 euro, mentre un target più ambizioso a 12,20 euro, prossima area resistenziale importante. Al contrario, la violazione della trendline menzionata precedentemente darebbe spazio ai venditori fino al ritorno presso l’area compresa tra gli 8,20 e 7,80 euro, minimi di luglio e maggio 2022.

 

Investire sulle azioni UniCredit con i Certificati

La situazione descritta sinora su UniCredit è particolarmente interessante se si guarda al Certificato Recovery TOP Bonus di Société Générale con ISIN DE000SN83K43. Questo prodotto è quotato dal 9 settembre 2022 sul mercato SeDeX di Borsa Italiana a un prezzo di emissione di 84,55 euro.

Questo strumento consente agli investitori di ricevere un rimborso a scadenza di 100 euro lordi a patto che alla data di valutazione finale fissata al prossimo 20 giugno 2024 (circa 1 anno e 9 mesi) la quotazione di UniCredit sia superiore o uguale a quella della Barriera, fissata a 5 euro, circa il 48% del prezzo spot attuale del titolo.

Per questo motivo, eventuali ribassi di UniCredit non sarebbero un evento totalmente negativo, in quanto farebbero scendere il potenziale prezzo di acquisto del Certificato incrementando di conseguenza il rendimento potenziale a scadenza e lo spazio per un recupero più sostenuto delle quotazioni.

Al momento della scrittura il Certificato quota ad un prezzo ask di 84,70 euro (guadagno lordo potenziale di circa il 18% in circa 1 anno e 9 mesi), mentre le azioni UniCredit veleggiano circa il 51% al di sopra della Barriera.

Lo scenario negativo prevede invece che alla data di valutazione finale le quotazioni di UniCredit siano inferiori a 5 euro: il Certificato inizierà a replicare la performance negativa del sottostante calcolata rispetto allo Strike e moltiplicata per l’Importo di Calcolo di 87,3640 euro per certificato. Questo, a seconda del prezzo in cui viene acquistato il certificato, potrebbe causare una perdita sul capitale investito.

 

 

 

 

 

 

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