Stellantis accelera verso elettrificazione, come investire in Borsa? | Investire.biz

Stellantis accelera verso elettrificazione, come investire in Borsa?

22 set 2022 - 16:30

Stellantis è sotto la lente degli investitori mentre proseguono gli sforzi del gruppo verso la mobilità elettrica. I nuovi sviluppi e come investire con i Certificati

Mentre si avvicina l’inverno e l’intero Vecchio Continente corre ai ripari circa l’approvvigionamento energetico, Stellantis ha di recente affermato di stare valutando di internalizzare la produzione di energia necessaria al processo produttivo direttamente in house, nei propri stabilimenti europei.

Lo ha annunciato Carlos Tavares, AD della società, al Salone dell’Auto di Detroit. “Disporremo significativi investimenti per produrre energia nei nostri impianti. Lo decideremo nelle prossime settimane, se non nei prossimi giorni. Abbiamo in cantiere una serie di iniziative da concretizzare in caso di carenza di gas e saremo in grado di adattarci”. Tra le altre misure del piano di emergenza del colosso automotive vi è anche lo stop della produzione negli orari di punta dei consumi, l’installazione di pannelli solari, la riprogrammazione del lavoro spalmato nel fine settimana e il lavoro a distanza.

Martedì scorso Stellantis ha annunciato due nuove importanti iniziative volte a sostenere gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione e a far progredire la trasformazione della catena del valore dell’elettrificazione globale. Il gruppo automotive e il suo partner di joint venture, Punch Powertrain, hanno sottoscritto un nuovo accordo per incrementare la produzione di trasmissioni elettrificate a doppia frizione di futura generazione per i veicoli ibridi e ibridi elettrici plug-in di Stellantis.

L’intesa punta a soddisfare la crescente domanda di auto elettriche e a raggiungere gli importanti obiettivi presentati nel piano strategico Dare Forward 2030. L’impianto aggiornato troverà posto nel complesso di Mirafiori a Torino e andrà a integrare l’attuale capacità produttiva di Metz, in Francia. Stellantis ha inoltre annunciato che il comprensorio di Mirafiori ospiterà il suo principale Hub per l’Economia Circolare. Lo stabilimento inizierà a operare con tre attività progettate per aumentare la sostenibilità produttiva: rigenerazione di componenti, ricondizionamento e smantellamento di veicoli.

Ricordiamo che il gruppo investirà più di 30 miliardi di euro nella mobilità elettrica e nello sviluppo di software nei prossimi anni, con partecipazioni in joint venture per finanziare le proprie attività. Gli annunci sull’elettrificazione sostengono le ambizioni globali del piano strategico Dare Forward 2030, tra cui: azzerare le emissioni di carbonio entro il 2038, con una riduzione del 50% entro il 2030 rispetto alle stime del 2021; favorire la transizione che porterà il 100% delle vendite di autovetture Bev in Europa e il 50% delle vendite di autovetture e veicoli commerciali leggeri Bev negli USA entro la fine del decennio, proporre una gamma di più di 75 Bev e raggiungere vendite annuali globali pari a 5 milioni di veicoli elettrificati entro il 2030.

Sulla scia del successo della Jeep Wrangler 4xe, il veicolo ibrido plug-in più venduto negli USA, e della Grand Cherokee 4xe di recente introduzione, il brand Jeep sta sviluppando una gamma completa di prodotti elettrificati per ampliare la presenza sui mercati. Il brand presenterà quattro suv completamente elettrici in Nord America e in Europa entro il 2025. Stellantis sta pianificando “un significativo lancio di veicoli elettrici”, con 25 modelli completamente a zero emissioni specificamente destinati al mercato statunitense, ha affermato il CEO Carlos Tavares durante un incontro con i giornalisti al North American International Auto Show di Detroit. Ciò include i modelli elettrici a batteria per tutti i suoi brand: Chrysler, Dodge, Jeep e Ram, oltre alle offerte di marchi di importazione come Alfa Romeo e Maserati.

Il primo dei nuovi veicoli elettrici del gruppo dovrebbe raggiungere gli showroom nel 2024. Stellantis ha incrementato la sua la quota di mercato nell’area UE-EFTA-Gran Bretagna nel mese di agosto, attestandosi al 18,3% dal 17% di un anno prima. Le vendite sono cresciute dell’11% a 136.721 veicoli rispetto alla flessione del 9,9% del mese precedente. Ricordiamo che il colosso automotive ha chiuso i primi sei mesi del 2022 con ricavi netti per 88 miliardi di euro, in aumento del 17% rispetto ai 75,31 miliardi ottenuti nel primo semestre dello scorso anno.

Il reddito operativo adjusted è aumentato a 12,37 miliardi di euro, rispetto agli 8,62 miliardi del primo semestre del 2021. La marginalità si è attestata al 14,1%. Nel periodo l’utile netto si è attestato a 7,96 miliardi di euro, rispetto ai 5,94 miliardi registrati nei primi sei mesi dello scorso anno. Il gruppo ha segnalato che nel primo semestre di quest’anno il flusso di cassa disponibile industriale è stato positivo per 5,32 miliardi di euro, in seguito agli impatti negativi sul capitale circolante dovuti a ordini di semiconduttori non evasi, compensando le sinergie nette positive.

A fine giugno 2022 la liquidità industriale disponibile era pari a 59,7 miliardi di euro. In occasione della pubblicazione dei conti, il gruppo aveva affermato di aspettarsi di chiudere il 2022 con un margine operativo adjusted a due cifre e un flusso di cassa industriale positivo, assumendo che non ci siano lockdown significativi dovuti al Covid-19. Alla luce di ciò, ad attirare la nostra attenzione è stato il Certificato Recovery TOP Bonus di Société Générale con ISIN DE000SN83K27 che ha come sottostante proprio Stellantis. Vediamo cosa dice l’analisi tecnica sul titolo quotato a Piazza Affari.

 

Azioni Stellantis: l’analisi tecnica

Il quadro tecnico di Stellantis appare costruttivo nel breve termine, dopo il rimbalzo dei prezzi avvenuto il 7 luglio scorso da area 11,37 euro. I corsi si mantengono in una tendenza rialzista di breve respiro nonostante la flessione vista da metà agosto scorso. Per i compratori, di vitale importanza sarà la difesa del livello orizzontale a 12,70 euro, minimo registrato il 1° settembre scorso.

Segnali di forza in area 13-12,70 euro potrebbero essere sfruttati per l’implementazione di strategie di matrice rialzista con primo obiettivo di profitto in area 14 euro e target più ambizioso a 15 euro, area di massimi toccata ad agosto 2022. Per il fronte ribassista invece, una violazione del supporto a 12,70 euro potrebbe accelerare le vendite, con i corsi che potrebbero essere trasportati fino alla prossima area di concentrazione di domanda a 11,20-11 euro.

 

Investire sulle azioni Stellantis con i Certificati

La situazione descritta sinora su Stellantis è particolarmente interessante se si guarda al Certificato Recovery TOP Bonus di Société Générale con ISIN DE000SN83K27. Questo prodotto è quotato dal 9 settembre 2022 sul mercato SeDeX di Borsa Italiana a un prezzo di emissione di 84 euro.

Questo strumento consente agli investitori di ricevere un rimborso a scadenza di 100 euro lordi a patto che alla data di valutazione finale fissata al prossimo 20 giugno 2024 (circa 1 anno e 9 mesi) la quotazione di Stellantis sia superiore o uguale a quella della Barriera, fissata a 7 euro, circa il 53% del prezzo spot attuale del titolo.

Per questo motivo, eventuali ribassi di Stellantis non sarebbero un evento totalmente negativo, in quanto farebbero scendere il potenziale prezzo di acquisto del Certificato incrementando di conseguenza il rendimento potenziale a scadenza e lo spazio per un recupero più sostenuto delle quotazioni.

Al momento della scrittura il Certificato quota ad un prezzo ask di 84,75 euro (guadagno lordo potenziale di circa il 18% in circa 1 anno e 9 mesi), mentre le azioni Stellantis veleggiano circa il 47% al di sopra della Barriera.

Lo scenario negativo prevede invece che alla data di valutazione finale le quotazioni di Stellantis siano inferiori a 7 euro: il Certificato inizierà a replicare la performance negativa del sottostante calcolata rispetto allo Strike e moltiplicata per l’Importo di Calcolo di 86,2670 euro per certificato. Questo, a seconda del prezzo in cui viene acquistato il certificato, potrebbe causare una perdita sul capitale investito.

 

 

 

 

 

 

 

 

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