Intesa Sanpaolo in focus dopo i conti del 1° semestre, come investire? | Investire.biz

Intesa Sanpaolo in focus dopo i conti del 1° semestre, come investire?

Intesa Sanpaolo è sotto la lente dei trader e degli investitori dopo la pubblicazione dei risultati del primo semestre del 2022. Vediamo come investire sul titolo

Intesa Sanpaolo ha di recente comunicato i risultati finanziari dei primi sei mesi del 2022. Nel dettaglio, la banca guidata dall’Amministratore Delegato Carlo Messina ha terminato il periodo con un utile netto contabile di 2,35 miliardi di euro, in flessione del 22,1%% rispetto ai 3,02 miliardi contabilizzati nei primi sei mesi del 2021.

Il management dell’istituto hanno segnalato che l’utile netto del semestre è pari a 3,28 miliardi di euro (+8,4%) escludendo 1,1 miliardi di euro di rettifiche di valore per Russia e Ucraina. Il risultato della gestione operativa è aumentato del 2,5%, da 5,51 a 5,65 miliardi di euro.

Nei primi sei mesi il cost/income ratio è stato pari al 47,5%. I proventi operativi netti sono stati pari a 10,76 miliardi di euro, in diminuzione dello 0,3%% rispetto ai 10,79 miliardi del medesimo periodo dello scorso anno, in scia al calo di quasi il 5% delle commissioni nette (-4,9% a 4,53 miliardi).

Per quanto riguarda il solo secondo trimestre del 2022, il gruppo ha archiviato un utile netto di 1,33 miliardi di euro, mentre i proventi operativi netti sono aumentati a 5,35 miliardi di euro. A fine giugno il CET 1 ratio è risultato pari al 12,7% (calcolato applicando i criteri transitori in vigore per il 2022 e deducendo dal capitale 1,65 miliardi di euro di dividendi maturati nel primo semestre e 3,4 miliardi di euro di buyback).

Il CET 1 ratio a regime era pari al 12,5%, senza considerare circa 110 centesimi di punto di beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA), di cui circa 40 nell’orizzonte del Piano al 2025. Intesa Sanpaolo ha fornito alcune indicazioni finanziarie relative per l’esercizio in corso.

La banca stima un utile netto di oltre 4 miliardi di euro assumendo che non intervengano cambiamenti critici nell’offerta di materie prime e di energia. L'utile netto dovrebbe risultare ben al di sopra dei 3 miliardi di euro anche con l’ipotesi molto conservativa di una copertura di circa il 40% dell’esposizione verso Russia e Ucraina, che implica il passaggio a Stage 3 della maggior parte dell’esposizione. Intesa Sanpaolo ha confermato l’obiettivo di 6,5 miliardi di euro di utile netto nel 2025.

Per quanto riguarda la politica dei dividendi, la banca ha fissato un payout ratio pari al 70% dell’utile netto consolidato in ciascun anno del Piano di Impresa (1,65 miliardi di euro già maturati a valere sull’utile netto del primo semestre 2022).

Inoltre, il CdA ha previsto un ammontare non inferiore a 1,1 miliardi di euro come acconto dividendi cash da distribuire a valere sui risultati del 2022. La delibera consiliare in merito all’acconto dividendi verrà definita il 4 novembre 2022, in occasione dell’approvazione dei risultati al 30 settembre 2022, in relazione ai risultati del terzo trimestre 2022 e di quelli prevedibili per il quarto trimestre.

L'istituto prevede un'ulteriore distribuzione agli azionisti di 3,4 miliardi di euro tramite buyback, di cui 1,7 miliardi in corso e 1,7 miliardi da eseguire subordinatamente alla delibera (entro l’approvazione dei risultati al 31 dicembre 2022) da parte del CdA.

La banca ha segnalato un'eventuale ulteriore distribuzione da valutare anno per anno a partire dal 2023. Secondo gli analisti di Barclays (rating Overweight e prezzo obiettivo confermato a 2,3 euro), l'utile netto di 1,33 miliardi di euro registrato nel secondo trimestre conferisce "una migliore visibilità sui margini da intermediazione (Net interest income), una difesa contro una recessione in arrivo in Europa e un possibile deterioramento dell'esposizione in Russia".

Equita SIM ha confermato il rating “Buy” e il target price di 2,7 euro, KBW market perform a 2,5 euro, Banca Akros “Buy” a 2,5 euro. Mediobanca invece reitera il giudizio underperform a 1,7 euro. Alla luce di ciò, ad attirare la nostra attenzione è stato il Certificato Recovery TOP Bonus di Société Générale con ISIN DE000SN3YFS7 che ha come sottostante proprio Intesa Sanpaolo. Vediamo cosa dice l’analisi tecnica sulla big cap del settore bancario italiano.

 

Azioni Intesa Sanpaolo: l’analisi tecnica

Il quadro tecnico di Intesa Sanpaolo appare orientato al ribasso nel medio periodo, in particolare dai massimi registrati da febbraio 2022 a 2,92 euro. Nel brevissimo termine i corsi hanno messo a segno un rimbalzo dal supporto statico a 1,5850 euro, tornando in prossimità della resistenza orizzontale lasciata in eredità dai minimi registrati a gennaio 2021.

Il quadro grafico tornerebbe a favore dei compratori con un superamento di 1,8160 euro, movimento che invaliderebbe il pattern di massimi e minimi decrescenti in essere. In questo caso il successivo target delle forze rialziste potrebbe essere identificato in prossimità della prossima resistenza in area 2,08 euro. Al contrario, la violazione dei minimi registrati a luglio potrebbe trasportare i corsi al test della successiva area di concentrazione di domanda localizzata a 1,3822 euro.

 

Investire sulle azioni Intesa Sanpaolo con i Certificati

La situazione descritta sinora su Intesa Sanpaolo è particolarmente interessante se si guarda al Certificato Recovery TOP Bonus di Société Générale con ISIN DE000SN3YFS7. Questo prodotto è quotato dal 28 giugno 2022 sul mercato SeDeX di Borsa Italiana a un prezzo di emissione di 88,90 euro.

Questo strumento consente agli investitori di ricevere un rimborso a scadenza di 100 euro lordi a patto che alla data di valutazione finale fissata al prossimo 14 dicembre 2023 (circa 1 anno e 6 mesi) la quotazione di Intesa Sanpaolo sia superiore o uguale a quella della Barriera, fissata a 1,10 euro, circa il 62% del prezzo spot attuale del titolo.

Per questo motivo, eventuali ribassi di Intesa Sanpaolo non sarebbero un evento totalmente negativo, in quanto farebbero scendere il potenziale prezzo di acquisto del Certificato incrementando di conseguenza il rendimento potenziale a scadenza e lo spazio per un recupero più sostenuto delle quotazioni.

Al momento della scrittura il Certificato quota ad un prezzo ask di 87,10 euro (guadagno lordo potenziale del 14,81% in circa 1 anno e 6 mesi), mentre le azioni Intesa Sanpaolo veleggiano circa il 38% al di sopra della Barriera.

Lo scenario negativo prevede invece che alla data di valutazione finale le quotazioni di Intesa Sanpaolo siano inferiori a 1,10 euro: il Certificato inizierà a replicare la performance negativa del sottostante calcolata rispetto allo Strike e moltiplicata per l’Importo di Calcolo di 91,7070 euro per certificato. Questo, a seconda del prezzo in cui viene acquistato il certificato, potrebbe causare una perdita sul capitale investito.

 

 

 

 

 

 

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